
In Val di Susa le donne sono da sempre protagoniste delle lotte per la difesa del territorio, dei diritti e della giustizia sociale. L’8 marzo scendiamo in piazza per affermare che la nostra voce, i nostri corpi e le nostre vite non sono terreno di sfruttamento, controllo o arretramento dei diritti.
L’8 Marzo, lottiamo insieme per difendere la sanità pubblica che si indebolisce, i consultori che mancano. Per i centri nascita che vengono chiusi, per il futuro dell’ospedale di Susa. Per il diritto di scegliere, con percorsi sicuri e accessibili per l’interruzione volontaria di gravidanza. Senza ostacoli. Senza giudizi.
Senza centri “pro vita” finanziati con soldi pubblici. Per il sostegno alla maternità e alla genitorialità. Per gli asili nido che non bastano e lavori di cura che rimangono invisibili o non riconosciuti.
Per i Centri Antiviolenza che ogni giorno ascoltano, accolgono, proteggono.
E le reti di solidarietà tra persone che non isolano. Non solo promesse. Non solo polizia.
Per una scuola che chiede spazi consoni, docenti non precari, educazione affettiva, percorsi inclusivi e prevenzione alla violenza. Per costruire rispetto, non controllo. Consenso.
Per dire no alla militarizzazione dei territori. No alle guerre e alle armi e più servizi accesibili per tutt*, Per dire basta alla devastazione ambientale, a favore della salute e della tutela della terra che ci ospita.
Per dire basta al razzismo istituzionale, alle frontiere che si allargano, alle politiche discriminatorie, che respingono e ammazzano chi lascia la propria terra in cerca di un futuro migliore.

L’8 marzo facciamoci sentire.
- ore 11,00 piazza d’Armi (Susa) iniziative sul territorio.
- ore 15,00 piazzetta De André (Avigliana) presidio.



