top — 22 giugno 2011 at 13:33

FRANCESCO GUCCINI NO TAV

da la repubblica del 19 giugno 2011
Le Alpi toccano il cielo, sono iperuranie e spirituali. L’Appennino è più basso, terragno, spurio. Sarà anche per questo che sulle Alpi, in Val di Susa, il treno ad Alta Velocità non riesce ancora a sfondare le proteste e gli scudi umani, mentre sull’Appennino tosco emiliano lo scavo delle gallerie è andato avanti senza grandi opposizioni, finché non ci si è trovati di fronte a danni irreparabili.
Strano, per una montagna la cui storia è legata a doppio filo con la Resistenza, che in quei boschi trovò l’arma in più per combattere il nemico. Del resto, solo una retorica da quattro soldi dipinge i valsusini come montanari ottusi, egoisti, che vogliono essere «padroni a casa loro».
In realtà, la forza del movimento No Tav sta nella competenza diffusa e nell’aver saputo coinvolgere anchela gente di pianura. Nulla di simile è accaduto tra Bologna e Firenze, perché le due città voltano le spalle all’Appennino, lo considerano un ostacolo alla viabilità e semmai un luogo di villeggiatura “minore”, per anziani in fuga dal caldo.
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