News — 19 gennaio 2009 at 10:38

Tav: anche Dio lo vuole

Quando si parla di “lobby del tav”, “partito del tondino e del cemento” qualcuno accusa il Movimento No Tav di essere esagerato, complottista e via discorrendo. In questi anni la Torino-Lione è uno dei pochi argomenti che fin da subito ha registrato un sano spirito bipartisan nella politica. In un calderone nel quale tutti dicono “si deve fare”, partiti, industriali, responsabili di qualsiasi specie di settore, ed oggi l’ennesimo si tav viene dall’alto, direttamente dal rappresentante di Dio in persona con sede a Torino, il cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino che riunito a Pianezza con gli amministratori pubblici per parlare della crisi economica ha detto” “la Nuova Linea Torino Lione è indispensabile. L’opera deve essere costruita e deve essere fatta bene. La Chiesa ha il dovere di educare e quindi deve spiegare e far capire ai fedeli l’utilità di questa grande opera pubblica”.
Il plauso è stato generale da parte dei politici presenti, tant’è che il sindaco di Torino, Chiamparino, ha subito incalzato il cardinale dicendogli di andarlo a dire ai parroci valsusini, molti dei quali hanno sempre sostenuto il movimento. Su questo, sullo schieramento no tav dei parroci, Paletto ha risposto “Credo che i parroci debbano non solo rappresentare il sentire della comunità dei fedeli, ma anche educarla”.
Così al coro si aggiunge anche la carica più alta della chiesa, sintomo che la lobby del tav ha bisogno di tutti gli agganci possibili per battere il movimento, evidentemente non si sentono così sicuri di farcela se si affidano all’alto dei cieli.
Ma non sarà anche che il buon Paletto debba in qualche modo rendere grazie a Gavio, Ligresti & soci per la costruzione della chiesa del Santo Volto sulla spina 3 di Torino (La chiesa del Santo Volto, progettata dall’architetto Mario Botta, si compone di sette torri perimetrali alte 35 m, di una sala polivalente sotterranea e di una serie di locali nei quali presto si trasferiranno gli uffici della curia torinese per una superficie di 12000 m2. ha una capacità di 700 posti, quale elemento di continuità tra la preesistente acciaieria e l’attuale chiesa è stata lasciata la vecchia ciminiera: un campanile post-moderno, avvolto da una struttura metallica elicoidale; il costo dell’opera supera i 30 milioni di euro: 12 li ha messi la diocesi, il resto la Fondazione C.R.T, Compagnia di San Paolo e Regione Piemonte e grandi costruttori privati).
Dove non arriva la propaganda…arriverà il credo?

qui di seguito la rassegna stampa di Repubblica e Stampa locale