News — 4 dicembre 2012 at 21:48

Segnalazione formale al Console Generale di Lione

Tra le tante testimonianze che stiamo raccogliendo per parlare di Lione attraverso la voce e gli occhi di tutti i notav presenti, pubblichiamo la lettera inviata all’ambasciata di Lione dal legal team

Segnalazione violazione diritti civili di cittadini italiani in Francia. Giornate dell’1.12, 2.12 e 3.12.2012.

Gentilissima Dr.ssa Bottà,

mi riferisco ai contatti di ieri 3 dicembre, quando seppure tardi nella giornata, sono stati da me allertati il servizio Consolare a Lione e l’Ambasciata a Parigi.

Desidero confermarle due segnalazioni formali.

Prima segnalazione formale.

La prima, riguardante fatti avvenuti a partire dal giorno sabato 1.12 u.s.: le autorità di Polizia francesi hanno sistematicamente respinto cittadini italiani dal territorio francese, espellendoli, sulla base di informative delle autorità di polizia italiane.

I nostri concittadini, molti dei quali appartenenti al c.d. Movimento No Tav, che si oppone al progetto di costruzione di una ulteriore linea ferroviaria tra Lione e Torino, sono stati fermati, perquisiti, schedati e rispediti in Italia dopo lunghe ore di controlli e comprensibili disagi. La motivazione è che essi avrebbero costituito una minaccia per l’ordine pubblico della Repubblica Francese. A questo proposito devo segnalarle che interi brani dei provvedimenti di espulsione della repubblica francese sono falsi: non è vero ad esempio che il Sig. Bruno, uno dei primi nostri concittadini ad essere fermati, si sia “opposto in modo illegale alle autorità del suo paese”, non risultando allo stato che egli sia neppure indagato, qualità che, anche se fosse, come Lei ben sa, è giuridicamente ben diversa dal condannato riconosciuto colpevole. Pure falsa è la circostanza che, in un qualunque momento, mezzi della polizia italiana siano mai stati distrutti ed incendiati nell’ambito di manifestazioni c.d. No Tav.

Inoltre, sotto un profilo più squisitamente politico, è di tutta evidenza che le autorità francesi abbiano inteso effettuare un filtro all’accesso nel suo territorio a persone che avrebbero manifestato contrarietà al progetto di cui sopra al fine di diminuire la portata delle manifestazioni stesse. Già tale scopo risulta inaccettabile alla luce delle prerogative costituzionali di cui ogni persona dispone, ma vi è di più: la valutazione prognostica di pericolosità e minaccia dell’ordine pubblico è stata formulata, in quei casi, sulla base di presunzioni che avrebbero potuto essere facilmente vinte se ai nostri concittadini fosse stata data la facoltà (cosa che non è avvenuta) di spiegarsi sulle intenzioni del tutto pacifiche dell’iniziativa prevista in Lione i giorni 2 e 3.12.2012, e di evidenziare la falsità delle accuse e ricostruzioni storiche loro addebitate.

Le espulsioni così decretate si rivelano pertanto illegittime, in violazione sia dell’art. 5 che dell’art. 2 del protocollo 4 annesso alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, sia dell’art. L121-1 del Code de l’entrée et du séjour des étrangers et du droit d’asile, posto che l’unica eccezione alla libera circolazione ivi prevista, ovverosia la “menace pour l’ordre public” era insussistente e basata su informative o deduzioni false.

Mi attendo pertanto una ferma presa di posizione e censura nei confronti della prefettura di Modane (e qualora ciò non competesse a Lei, di voler inoltrare la presente al Consolato competente e all’Ambasciata), oltre naturalmente di un accertamento della quantità e qualità della documentazione inoltrata dalle autorità italiane a quelle francesi e che potrebbe aver costituito il fondamento di tali falsate e/o profondamente inesatte conclusioni. Colgo l’occasione per anticiparLe che richiedo sin d’ora l’acquisizione e l’accesso a tali documentazioni, se e quando sarà necessario formalizzeremo deleghe degli interessati all’istanza e ricezione.

Sempre nell’ambito delle medesime giornate dell’1 e 2.12. u.s. le forze dell’ordine francesi hanno proceduto, a Modane, alla schedatura di taluni nostri concittadini mediante fotografia e acquisizione di impronte digitali. In assenza di qualsivoglia indicazione circa la motivazione e base legale di quell’operato, ritengo che ciò integri la violazione dell’art. 8 della citata Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, precisandole, Sig. Console, che per la procedura penale francese tali schedature sono ammesse esclusivamente (cfr. art. 78-3) quando “la personne interpellée maintient son refus de justifier de son identité ou fournit des éléments d’identité manifestement inexacts” e comunque sempre “après autorisation du procureur de la République ou du juge d’instruction”, elementi del tutto mancanti nel caso in questione.

Seconda segnalazione formale.

Il giorno 3.12 u.s. diversi autobus, per l’esattezza dodici, contenenti all’incirca seicento nostri concittadini, me compreso, si sono mossi alla volta di Lione per partecipare alle manifestazioni pacifiche che menzionavo sopra.

Le autorità francesi hanno interferito ripetutamente ed illegalmente sui diritti di libera circolazione nello spazio europeo, nonché di movimento, di tutti e seicento i suddetti, con il fine, devo dedurne a posteriori, di ridurre il risalto delle manifestazioni di contrarietà al progetto di cui sopra, diminuendone la portata.

In particolare gli autobus sono stati intercettati e fermati a singhiozzo più volte, sia a Modane che in seguito, rendendo di fatto la durata del viaggio in autostrada (in media di 4 ore) lunga 9 ore, con l’arrivo a Lione verso le ore 15,00. In diverse occasioni i blocchi fisici alla continuazione del viaggio, realizzati con l’interposizione fisica di automezzi e uomini armati della polizia sul percorso degli autobus, tali da impedirne il movimento, non sono stati motivati: in un solo caso un dirigente di Gendarmerie si è giustificato asserendo di attendere non meglio precisati ordini del Prefetto.

La presenza a Lione è stata confinata in una piazza interamente circondata da mezzi e uomini delle forze di polizia francesi, tanto da impedire il movimento e la libera circolazione oltre tale area (che a più riprese è stato sollecitata da nostri concittadini, ricevendone la risposta che era vietato procedere oltre, puramente e semplicemente).

Infine, per due ore abbondanti, sino alle ore 20,00 di ieri, le autorità francesi hanno impedito il movimento di persone e mezzi di cittadini italiani, vietando in particolare loro di far ritorno in Italia al momento di loro scelta, nonché impedendo loro di uscire dall’area della piazza a piedi anziché a bordo dei bus, frapponendo nuovamente automezzi e personale armato il quale peraltro ha utilizzato armi nei confronti dei manifestanti, italiani compresi (spray urticanti Oelresin Capsicum).

Ciò integra nuovamente, ed ulteriormente, a mio parere, violazione sia dell’art. 5 che dell’art. 2 del protocollo 4 annesso alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

A seguito della mia segnalazione so che Ella si è presentata sul luogo dei fatti e in effetti ho ritrovato traccia di ciò anche nei racconti di alcuni media.

Le indico alcune testimonianze tra le tante raccolte da, a diverso titolo – manifestanti, giornalisti – al fine di permetterle una più chiara comprensione di quanto accaduto (vengono infatti segnalate altre violazioni oltre a quelle che ho delineato io) e per prendere le più doverose e giuste iniziative a tutela del decoro e dei diritti dei nostri concittadini.

Come vede qui, inoltre, verrà oggi tenuta una conferenza stampa proprio sui fatti di questi giorni: http://www.lavallecheresiste.info/?p=6786

In conclusione e, lo ribadisco, indipendentemente dalle motivazioni che hanno spinto i manifestanti a portarsi in territorio francese, ritengo prioritario che le autorità italiane in Francia, da Lei e dall’ambasciatore a Parigi rappresentate, si facciano portatrici di una formale protesta, di cui attenderò cortese conferma ed informazione.

Distinti saluti per il momento,

Avv. Stefano Bertone