News — 27 maggio 2010 at 13:42

“Non è tangentopoli, è molto peggio”


Ivan Cicconi
è ben noto al movimento NoTav. Le sue analisi puntuali hanno aiutato a collocare la vicenda alta velocità nel quadro della trasformazione radicale e complessiva della spesa “pubblica”. Le recenti vicende della corruzione italica si comprendono meglio alla luce proprio di questo quadro. In un articolo per IlManifesto Cicconi riesce a chiarire in poche battute quel “keinesismo alla rovescia che si celebra nelle istituzioni e nella spesa pubblica privatizzata” e che è andato di pari passo con la trasformazione dell’intero sistema politico-partitico. Il che, aggiungiamo noi, spiega perché alla crisi evidente del neoliberismo nessuna risposta in avanti, di pur minimo newdealismo, è venuta e potrà venire da questo sistema anche nelle sue appendici di “sinistra” (e non vale solo per l’Italia). Sempre meno la difesa del welfare può essere demandata allo stato, sempre più pubblico e statale tendono a divergere… [ndr].

Perché dice che questo momento è peggiore di Tangentopoli?
Tangentopoli era un sistema occulto che aveva delle regole. Si celebrava fuori dal funzionamento economico delle imprese e dell’amministrazione pubblica, era palesemente parallelo. C’era una cupola forte di partiti con tesorieri che avevano il controllo puntuale di tutto quello che avveniva e una cupola altrettanto forte di imprenditori, le maggiori imprese nazionali, che per far funzionare il sistema passavano soldi dalle imprese ai partiti. La situazione è peggiorata perchè il sistema di relazione fra politici, boiardi di stato e imprese ha inquinato il rapporto fra pubblico e privato; è entrato nei meccanismi, nella gestione della spesa pubblica e nella gestione delle stesse imprese attraverso un fenomeno poco indagato e poco analizzato dalla stampa nazionale che è la privatizzazione della spesa pubblica attraverso società di diritto privato controllate da comuni, regione, province e stato.

E’ un riferimento a modalità per realizzare le opere come il project financing?
Esatto. Mentre la spesa pubblica durante tangentopoli aveva un carico dal 5 al 10% della tangente occulta ma che doveva essere contabilizzata, oggi il sistema è entrato nei meccanismi strutturali e il totale della spesa pubblica è diventata una sorta di tangente. La spartizione si celebra in maniera quasi palese, alla luce del sole, con opere che non sopportano il peso del 5% in più ma diventano il doppio o il triplo del costo reale che hanno. Un esempio tipico è quello dell’alta velocità: la Corte dei Conti in una relazione del 2008 e la stessa Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici in una relazione del 2009 attesta che i costi sono stati quattro, cinque volte superiori delle infrastrutture fatte con le stesse tecnologie realizzate in Spagna e Francia.

Nelle notizie di questi giorni sulle inchieste grandi appalti c’è un esempio di questa nuova tangentopoli?
Le vicende che emergono sono un fatto residuale, è il cascame di tangentopoli senza più le cupole forti dei partiti e degli imprenditori. Chi celebra queste cerimonie dei favori? Boiardi di stato che hanno pezzi di potere, Balducci piuttosto che Bertolaso, che approfittano della loro situazione di potere per avere favori e il politico di turno. Gli imprenditori gestiscono scatole vuote: Anemone o Tarantini fanno affari gestendo favori. E’ il cascame perché Balducci o Bertolaso con la cupola dei partiti e i tesorieri che controllavano i flussi non si sarebbero mai permessi di fare queste operazioni. Il sistema vero della nuova tangentopoli è il keinesismo alla rovescia che si celebra nelle istituzioni e nella spesa pubblica privatizzata. Nelle migliaia di società miste costituite da comuni, provincie e regioni che consentono di spendere denaro pubblico senza nessun controllo e con sistemi di nomina delle società e dei cda gestiti da questo sistema partitocratico senza nessun partito […]

__________

tratto da Il Manifesto