News — 31 ottobre 2011 at 10:01

NO TAV TOUR LA TAPPA A ROMA [GUARDA VIDEO]

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Domenica 30 ottobre il movimento no tav incontra la città di Roma, siamo nel quartiere pigneto, storico luogo di aggregazione e movimento. Centinaia di persone oggi hanno partecipato ad una lunga e articolata discussione sulla lotta no tav, sulla sua storia e  sulle sue prospettive. Una grande accoglienza e molti applausi, con questo messaggio vogliamo quindi ringraziare dui cuori quanti credono nella lotta no tav, quanti nonostante le distanze raggiungono con costanza la val di Susa e quanti ogni giorno diffondono e raccontano questa esperienza incredibile di movimento. Di seguito pubblichiamo il testo di presentazione preparato dai ragazzi romani per questa giornata.

Domenica 30 ottobre, passerà da Roma il no tav tour.
Un tour per continuare a spiegare le ragioni dei no tav, un tour per incontrare compagni con cui discutere ed approfondire le ragioni di una lotta popolare. La tav è una grande opera pubblica, che non serve a nulla se non a rifinanziare le casse della mafia e dei partiti. Essere no tav significa bloccare la casta che oggi ci ha portato in questa crisi economica, ha riempito questo paese di debiti e vuole farli pagare con una manovra da oltre 20 mld di euro e vuole farne altri 22 mld con la sola tav Torino Lione. Essere no tav significa scommettere sul futuro di questo paese, lottare per cambiarlo e proporre tante piccole opere utili e investimenti essenziali per uscire dalla crisi economica. Le scuole cadono a pezzi, gli ospedali chiudono, i giovani vanno a studiare e fare ricerca all’estero, i treni pendolari vengono soppressi e a Chiomonte in val di Susa per recintare un finto cantiere dove non si lavora il governo spende 90.000 euro al giorno da più di tre mesi per pagare la polizia in trasferta (fonti Sap sindacato polizia) non è forse ore di dire basta?

Le grandi opere realizzate sui nostri territori, che accrescono solo i profitti dei pochi che le realizzano e che le gestiscono, non si esauriscono con il tav, purtroppo sono tante, diverse nel loro genere e nella loro forma, ma sempre uguali nel declinarsi in nocività, in inquinamento, in distruzione delle terre. “Grandi Opere” dettate dalla “politica” delle “Grandi Lobby”, dei grandi gruppi imprenditoriali ma realizzate sempre con la mano dello Stato e – là dove serve – con la forza della polizia, come sta avvenendo in Val di Susa o come è già avvenuto a Chiaiano o Terzigno. Nel Lazio la situazione non è diversa: negli ultimi anni abbiamo visto l’incapacità della politica di palazzo di ogni colore a risolvere quello che è definito il “problema rifiuti”, e le uniche soluzioni che sono state prospettate sono semplicemente nuove discariche e inceneritori.

Ovvero grandi opere nocive non risolutive, pagate per la maggior parte con centinaia di milioni di euro pubblici che potrebbero essere invece investiti in raccolta differenziata, compostaggio e impianti di trattamento a freddo. Al momento nel Lazio sono già presenti 3 inceneritori e decine di discariche. Le istituzioni regionali stanno cercando di far costruire un altro inceneritore ad Albano Laziale (dove già c’è una discarica) e di aprire una nuova discarica a Fiumicino, e altre due a Quadro Alto (Riano) e a S. Vittorino (VIII Municipio) come sostitutive di Malagrotta (queste ultime teoricamente temporanee, 36 mesi, chissà se poi lo saranno davvero). In questo scenario e con queste premesse, la questione rifiuti del Lazio diviene un campo sul quale costruire una lotta ed una mobilitazione popolare dal basso diffusa come unico modo concreto per contrastare la costruzione di nuove discariche, inceneritori e autodeterminare la politica del proprio territorio in maniera del tutto analoga a quanto sta accadendo in tutta la Val di Susa per contrastare il tav.
A Roma, dopo la manifestazione del 15 ottobre, continuiamo a produrre conflitto costruendo momenti di partecipazione e confronto con una lotta simbolo del movimento in questo paese.

La lotta No Tav non è soltanto una lotta per la difesa della salute e del territorio, ma è una lotta contro la consegna della ricchezza prodotta collettivamente, in tutto il paese, nelle mani di pochi.

Una lotta per la riappropriazione del proprio territorio usurpato militarmente, in un contesto di crisi della rappresentanza politica istituzionale e di fine della mediazione politica.

Una lotta che, prendendo linfa dalla disillusione di una possibile alternativa istituzionale, fa intravedere la possibilità della ricomposizioni tra soggetti eterogenei attraverso meccanismi decisionali dal basso.

Un meccanismo di riappropriazione che riprende impeto, contro la violenza che il capitale sta ritorcendo contro tutti i settori sociali maggioritari di questo paese. Le lotte sociali dunque come unica vera opposizione ai governi e al massacro sociale ai tempi della crisi.

La lotta no tav fa parte di un’idea di mondo diverso.

Vieni anche tu a conoscere le ragioni del no tav, vieni a incontrare i no tav della valle di Susa, sostieni e aiuta la lotta.