News — 27 ottobre 2010 at 22:45

Gia’ persi 9,18 milioni di euro a causa del ritardo dei lavori

27 ottobre, 16:44 (ANSA)  Torino-Lione: fondi Ue a rischio  – BRUXELLES, 27 OTT

NOTAV_GARANZIA

La Commissione europea taglierà 9,18 mln di euro di finanziamenti tra quelli previsti per la linea ad alta velocità Torino-Lione. Lo ha reso noto lo stesso esecutivo Ue. La Torino-Lione aveva beneficiato complessivamente di un finanziamento Ue di 671,8 mln. Se l’Italia non darà il via ai lavori per il tunnel esplorativo della Maddalena entro l’inizio del 2011 oltre ai 9,18 mln di euro, rischia di vedere andare in fumo anche una quota ben più sostanziosa dei 671,8 mln stanziati dall’Ue.


[Comunicato Stampa  dalle valli No  ottobre 2010]

Il Vice Presidente della Commissione Europea KALLAS: “Le Grandi Opere creano le Grandi Opposizioni”

Mercoledì 27.10 il Vice Presidente e Commissario ai Trasporti Siim Kallas ha presentato il Piano di revisione a medio termine dei Progetti Prioritari TEN-T alla Commissione Trasporti del Parlamento Europeo : “E’ necessario sviluppare l’esistente allargando la consultazione a tutti i portatori di interessi”.

Kallas ha espresso chiaramente la sua preoccupazione che, nell’attuale stato di profonda crisi economica, questi mega progetti non trovino sufficienti finanziamenti dagli Stati membri e si registrano preoccupanti incrementi di costo.

Ha sottolineato che i fondi europei disponibili non possono restare bloccati per altro tempo, è meglio cancellare o modificare quei progetti con non sono ancora in ordine, in modo da poter liberare fondi verso progetti il cui iter è progettuale è terminato e i fondi degli Stati membri disponibili.

Kallas ha affermato che alcuni Stati – il riferimento all’Italia non è casuale, commentano i Comitati NO TAV – dichiarano che la progettazione è completata ma di fatto i cantieri non partono, forse sarebbe meglio sviluppare e modernizzare l’esistente.

Il Coordinatore del Progetto Prioritario n. 6 Lyon- Torino – Trieste – Divaccia L. J. Brinkhorst ha riferito che dal punto di vista politico tutto è in ordine, per poi affermare che se la Francia e l’Italia non si mettono d’accordo il finanziamento sarà dirottato altrove: la proroga al 2015 è una meccanismo di competizione, teso a responsabilizzare gli Stati. Francia e Italia perderanno il finanziamento se entro il 2010 non rinnovano il trattato di Torino del 2001, se non dimostrano di poter garantire il finanziamento per l’intera opera, se non darà il via ai lavori per il tunnel esplorativo della Maddalena entro l’inizio del 2011.

Intanto il finanziamento di € 671,8 milioni è già stato ridotto di € 9,18 milioni, ma ora  l’Italia rischia di vedere andare in fumo anche una quota ben più sostanziosa.

I Comitati No TAV hanno intanto sollecitato la Commissione Europea a consegnare senza indugio i dossier presentati da Francia e Italia per l’ottenimento del finanziamento alla Torino-Lione. La scomparsa di questi dossier comincia ad assumere il contorno di un “giallo”.

Nessun accenno è stato fatto da Kallas né dai Coordinatori dei Progetti Prioritari alla riduzione di emissioni di CO2 che i treni dovrebbero consentire. Questa “dimenticanza” non è certo causale, – affermano i Comitati No TAV –  le grandi opere emettono grandi quantità di CO2 solo per la loro costruzione e i treni ad alta velocità per passeggeri e merci non sono affatto ecologici”.

Michael Cramer (Gruppo Verdi, Germania) è intervenuto con veemenza a favore dei movimenti di cittadini che difendono il territorio e contro la realizzazione di opere inutili e lo spreco di risorse come a Stoccarda e in Valle di Susa.

Eva Lichtenberger (Grupo Verdi, Austria) ha sostenuto che l’Italia non dispone delle risorse per iniziare la costruzione dei due tunnel di base (Brennero e Lyon-Torino), dando quindi ragione al prudente Kallas che intende sostenere solo quei progetti che hanno le necessarie garanzie di essere realizzati perche gli Stati hanno completato la progettazione e stanziato i relativi fondi.