News — 6 agosto 2011 at 14:00

GENETICAMENTE NO TAV…

Riproponiamo qui di seguito un articolo che un paio di mesi fa avevamo pubblicato. Quanto mai attuale dopo i repellenti comunicati che la questura di Torino in questi giorni ha diffuso e che oggi trovano spazio sul quotidiano LaStampa a firma M.Num. Sarebbe un reato portare i bambini alle manifestazioni no tav. Da chi della val di Susa ha capito veramente poco, da chi come educazione sa dare scudi, caschi, manganelli e gas. Da chi pensa di rappresentare lo stato e si trova le famiglie davanti… L’Italia intera davanti…

Sono loro la rivelazione di questa grande stagione di lotta che si sta aprendo a Chiomonte. Sono i figli dei figli dei primi no tav, un’intera generazione nata dal 2000 ad oggi. Sono tanti bambini e bambine nati nella lotta, sulle barricate, che hanno mosso i primi passi da soli nei cortei ed hanno imbracciato zaino e bicicletta nei presidi. Nel lungo inverno del 2005 hanno portato i loro sguardi a Venaus e al seghino, tempo e inverno permettendo. Molti di loro erano ancora nel pancione delle loro mamme ma già sentivano di essere in un posto speciale. La vita e la lotta in val di Susa si intrecciano in lunghi rami che attraversano gli anni e le stagioni. A scuola molti di loro nel 2005 disegnavano i check point e gli scudi, sono stati fermati con i pulmini a Monpantero e hanno vuotato i loro zaini di fronte ai carabinieri che li perquisivano cercando chissa quale merenda esplosiva. I loro nonni sono stati quelli che venti anni fa hanno iniziato a parlare di no tav, sono quelli che hanno visto la loro valle distrutta dall’autostrada, l’industrializzazione e l’inquinamento. I loro genitori sono invece quelli che oggi prendono in mano il testimone della lotta, quelli che lavorano e la sera arrivano di corsa ai presidi, quelli che fanno le notti di guardia e raccontano storie di nonni partigiani e cantano fischia il vento. Questa è un pò la storia di tanti di noi ma soprattutto la storia che questi bambini stanno scrivendo. La storia di una valle che non si arrende, che non ha paura. La storia di una valle che vive, che vive nella lotta no tav.