News — 27 dicembre 2009 at 20:43

Ciao Raul, sentinella NO Tav

CIAO RAOUL! SARAI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI!

Un pensiero a Raoul che per anni, insieme a Biagio, è stata preziosa sentinella del Presidio NoTav di Venaus e che ora ha lasciato noi e il suo dolce cane Natan… L’operazione al cuore pare fosse andata bene, ma poi è seguito un blocco renale… Per ora ancora nessuna notizia sui funerali.

Comitato No Tav Susa-Mompantero

Raul ci ha lasciati. Compagno del Circolo di Rifondazione Comunista di Bussoleno, aveva trovato nel Movimento NO TAV le ragioni di un impegno totale, che lo avevano portato a lasciare la propria casa ed a stabilirsi al presidio di Venaus, diventato per lui e per il suo inseparabile compagno, il cagnolino Nathan, un luogo di militanza e di relazioni politiche ed umane, al servizio della lotta popolare contro il TAV ed il modello di sviluppo ingiusto e prepotente ad esso connesso.

Comunista ed antifascista da sempre, come suo padre che nei primi anni  trenta aveva dovuto migrare in Francia, perché avendo rifiutato la  tessera del fascio, per lui, in Italia c’erano solo manganellate e niente lavoro. Un padre che lasciò al figlio Raul il senso profondo della uguaglianza e della dignità operaia, l’attaccamento alla terra come bene comune, il racconto della guerra di Spagna e della battaglia dell’Ebro, cui aveva partecipato, contro Franco e i fascisti, nelle brigate internazionali in difesa della Repubblica.
Pensare a Raul significa rivedere la sua fisionomia aperta e bonaria,  risentire le sue battute argute e mai banali, ricordare la sua bontà e  generosità senza limiti, la grande, eretica tolleranza del suo spirito libero.

Oggi al presidio c’erano lacrime e poche parole, il senso di vuoto che si prova perdendo un compagno e un fratello.

Comitato di lotta popolare NoTav – Bussoleno/Torino

Questa che segue è l’intervista che Raul mi aveva rilasciato per Sarà dura! il 16 marzo 2008 al presidio di Venaus. Penso di far cosa utile al movimento NO TAV rimettendola in circolo sul sito. Altro in questo momento non so che fare per onorarne la memoria. Le sue parole, come il suo comportamento generoso e aperto, si commentano da sole. Raul era un uomo semplice e nobile, che ci lascia una grande eredità, così preziosa nel deserto che stiamo attraversando… (gigi richetto)
RAUL, UNA RESISTENZA CHE VIENE DA LONTANO


Tutti conoscono Raul e il suo inseparabile Nathan. Chi frequenta il presidio di Venaus o le tante assemblee dei paesi, o partecipa a una marcia, non può non imbattersi in questa robusta figura dal volto aperto, schietto nella comunicazione del suo pensiero. In due battute presentati.
Sono nato a Susa il 7/1/1956. Ho frequentato per tre anni la scuola professionale (il “Plana”) a Bussoleno e l’8/10/1973, allievo Fiat, venni assunto a Torino, dove lavoro ancora come operaio, però “terzializzato” dal 1/3/2003. A Meana ho la casa, che ho lasciato gratis a uno che non ha tante risorse. A Venaus mi sono stabilito dal 20/7/2006, prima in tenda e poi nel Presidio, accolto da Biagio che era già qui nel 2oo5, appena iniziò la lotta per la difesa del territorio.
E Nathan che è la tua ombra?
Nathan è un signore, saggio come il nome che porta. Alla marcia da Venaus a Roma si è comportato benissimo e ha subito legato con la comitiva, accettando fatiche, soste e attendamenti con grande disciplina, sempre vigilando sul sacco. Un amico dunque, che mi segue da quando i suoi primi padroni, trasferitisi a Torino l’hanno dovuto lasciare e, dopo essere stato ospite di Alessandra, veterinaria brava e sensibile, ha cominciato a vivermi insieme, senza perdermi mai di vista.

Come ti trovi al presidio?
Mi trovo bene, l’ambiente è bello e ho conosciuto gente diversa,.di diversa convinzione religiosa e militanza politica; tutti si rispettano e si aiutano. E deve essere così. Io pazienza ne ho tanta e non mi arrabbio mai. E poi non farei male ad una mosca.

Ci racconti un po’ della famiglia, delle tue radici ?
Mio padre, Macero Alberto aveva fatto il servizio militare a Susa nel 1929, solo sette mesi, perché i genitori erano già anziani. Finita la leva, un gerarca fascista lo esorta a prendere la tessera del partito nazionale fascista se voleva trovare lavoro. Mio papà non ha accettato, è stato anche picchiato, poi è fuggito in Francia. A Gardonne ha lavorato in una miniera di carbone, a 800 metri sottoterra. Ha fatto diversi lavori. Poi è andato in Spagna, a difendere la Repubblica dai fascisti; dal 1936 al 1938 ha combattuto nelle brigate internazionali, nella XV brigata Garibaldi, battaglione Dimitrov. Ha combattuto sull’Ebro ed è stato anche ferito ad una gamba, ferita che non è mai guarita del tutto e a causa della quale doveva fasciarsi con un bendaggio particolare…

E poi come è cambiata la sua vita e come sei arrivato tu?
Dopo che le brigate internazionali si erano ritirate dalla Spagna ha passato anche 28 mesi di campo di concentramento a Norimberga. Tornato in Francia, senza più amici, decise di rivedere Meana, i suoi genitori, se erano ancora vivi. Passata la frontiera, giunto a Salbertrand conosce un amico che gli conferma che i genitori sono ancora vivi e lo porta in motocicletta a Meana. Erano 16 anni che non aveva più scritto a casa. Quando arriva il papà lo accoglie così: ‘Oh! Bertu a l’è turnà!’.
Ha conosciuto poi mia mamma, Evelina Pesando, che era commessa alla cooperativa di Campo del Carro, borgata di Meana. Lei era protestante e gli ha subito chiesto se poi l’avrebbe lasciata ancora frequentare il tempio evangelico. Mio papà era un uomo libero e quindi senza tanti giri di parole le ha detto: ‘Per me puoi anche andare in una moschea!’. Mio papà faceva il contadino. E’ morto il 12/8/1976. Mia mamma ha portato avanti il negozio di alimentari a Campo del Carro dal 1950 al 1967. Nel 1985 ha preso un ictus e l’ho potuta assistere fino al 1990. Gli ultimi sei mesi è stata ospite a Villa Graziala di Avigliana. E’ mancata il 26/7/1991. Le ho voluto tanto bene.
Se tu volessi riassumere per i nostri lettori: la cosa più importante che hai capito della vita qual è?
La solidarietà tra le persone. Il Presidio per me è questo: un punto di accoglienza per tutti, anche e specialmente per chi può essere in un momento di difficoltà. Aiutando il nostro territorio aiutiamo noi stessi. E spero proprio che nessuno tradisca.
Ai giovani cosa diresti?
L’amicizia tra le persone, il pianeta terra da rispettare: sono queste le ricchezze da salvaguardare, più di tutto. Sono la nostra vita. Se poi domani andremo su Marte non so. Ma intanto il Regno di Dio è su questa terra. Qui dobbiamo vivere e confrontarci.


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Per dare l’ultimo saluto a Raul, l’appuntamento per tutti/e è per mercoledì 30 dicembre alle h 10 al Presidio di Venaus. H 13.30: partenza dal presidio. H 14: a Meana si terrà la funzione funebre di rito valdese.