News — 26 marzo 2011 at 18:54

CANTIERI TAV PER OSPITARE I PROFUGHI DI LAMPEDUSA

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Ancora un esempio di come grandi opere, furto dei beni comuni, guerra e migrazioni siano un sistema creato ad arte per accumulare ricchezza, crea crisi e finte soluzioni. Prima la distruzione della pianura padana con una ulteriore e inutile linea ferroviaria. Poi, terminati i cantieri ecco l’idea a dir poco geniale del ministero. Usare le aree di cantiere destinate ai continer degli operai come lager e campi di detenzione dei migranti nordafricani in fuga dalle bombe nato e dalla guerra umanitaria. I cantieri tav si dimostrano quindi, grazie alla copertura della “zona di interesse strategico”, quindi militare delle vere e proprie aree al di fuori dei diritti, prima per distruggere i territori, per detenere esseri umani indesiderati poi. Ancora una volta la Lega Nord lanciare l’allarme, da un lato pronta a sostenere l’intervento militare con voti in parlamento e ministri, dall’altra che insinua paura e diffidenza tra le popolazioni del nord. Un bieco ma efficace gioco, quello di far leva sui timori popolari, abile gioco di prestigio per spostare le colpe delle crisi economiche create dai governi sulle popolazioni migranti.

 

da Reggionline.com  Saranno sistemati a Cella nell’area che ha ospitato gli operai della Tav. L’allarme della Lega

Cinquecento profughi da Lampedusa arriveranno nella nostra provincia. La maggior parte di questi sarà sistemata nell’area di via Cella all’Oldo al confine fra Cella e Roncocesi, a poca distanza dalla microarea destinata ai nomadi di via Felesino.
L’area è stata indicata dalla protezione civile per ospitare i clandestini in fuga dal Nordafrica che ora sono bloccati a Lampedusa in condizioni allucinanti. Si tratta della stesa area che era stata allestita da Cepav 1 per ospitare gli operai che hanno lavorato sulla linea della Tav.
Già nelle settimane scorse il prefetto Antonella De Miro aveva telefonato al sindaco Delrio annunciandogli che anche nella nostra città sarebbero arrivati gli immigrati di Lampedusa. Il piano è stato elaborato dal ministero dell’Interno che ha stabilito le quote per Regione: mille profughi ogni milione di abitanti. Essendo i residenti della nostra provincia poco più di mezzo milione il calcolo è presto fatto: cinquemila in Regione e 500 a Reggio.
Un’altra quota di immigrati  potrebbe anche essere indirizzata a Correggio, nell’ex caserma dei carabinieri, che tre anni fa fu scelta per ospitare i migranti sbarcati a Lampedusa. Il ministero dell’Interno prevede di distribuire 50mila immigrati su tutto il territorio nazionale e sta elaborando in questi giorni il piano di accoglienza. Il governatore della Regione, Vasco Errani ha già dato il via libera al piano di accoglienza previsto dal Viminale che prevede l’arrivo di 50mila immigrati su tutto il territorio nazionale parlando di “collaborazione interistituzionale”.
La situazione a Lampedusa, in queste ore, è al collasso. Gli stranieri arrivati dall’inizio dell’anno sono 15mila, di cui 6mila accampati a Lampedusa, e provengono per la maggior parte dalla Tunisia: non avrebbero quindi diritto allo status di rifugiati politici di cui invece beneficiano i profughi libici. Sarebbero perciò considerati a tutti gli effetti clandestini ed espulsi. Sarà compito della prefettura fare un censimento delle strutture più idonee per la loro sistemazione. Nell’agosto del 2008 Maroni cercò di dirottare verso la nostra provincia un centinaio di clandestini. La Prefettura individuò alcune strutture per ospitarli: i prefabbricati del cantiere Tav, un edificio di proprietà della Croce Rossa a Cella, e a Correggio l’ex caserma dei carabinieri e una vecchia scuola. Ma i sindaci di Reggio e di Correggio respinsero il tentativo del Governo.
Sulla vicenda è intervenuta la Lega Nord della Regione che ha chiesto chiarezza su alcuni punti del decreto Maroni e chiede a Errani se condivide la “disponibilità ad offrire accoglienza e aiuti umanitari solo ai profughi libici e non ai clandestini provenienti dalla stessa Libia o da altri paesi”. Il Carroccio chiede anche rassicurazioni sul “rispetto della redistribuzione degli eventuali profughi come indicato dal governo e cioè non appesantendo realtà che hanno già una forte pressione migratoria”. Il gruppo chiede, infine, chiarezza a Errani sul fatto che il “piano per fronteggiare l’emergenza umanitaria in Libia non si occuperà delle migliaia di clandestini e di cittadini provenienti dalla Tunisia o da altri Stati del continente africano, ma solo di coloro che rientreranno nello status di profugo di guerra, richiedente asilo politico, nel caso libico”.
“Il conflitto in Libia – conclude la Lega – non deve infatti spalancare le porte ad una vera e propria invasione che mette a rischio sicurezza i nostri concittadini e lo stesso ministro dell’Interno sarà a Tunisi nei prossimi giorni per evitare un ulteriore esodo da questo Stato”.