News — 23 ottobre 2011 at 23:36

Ancora noi

Oggi, ennesima grande prova di forza del movimento no tav.
Le cornacchie che partivano da Roma e finivano ai giornali sono rimaste e bocca asciutta. Chi si aspettava un secondo 15 ottobre è rimasto deluso. Il movimento no tav ha dimostrato ancora una volta il suo grado di maturità, le sue capacità organizzative e la sua incrollabile determinazione.
In breve la cronaca:
da sabato le forze dell’ordine blindano Giaglione tra posti di blocco sulla statale, check point e new jersy sui sentieri  (blocchi di cemento con reti grigliate alte 3 metri).
Questa mattina le provocazioni sono continuate con posti di blocco già ai caselli autostradali, lungo la Valle e a Giaglione che hanno creato code e ingorghi di chilometri.
Purtroppo alcune persone sono state portate in questura dopo che sono state rinvenute “pericolosissime” tenaglie con l’aggiunta di denuncia per oggetti atti ad offendere (sempre le tenaglie!). E’ successo anche a Marco, ragazzo del nostro comitato, che ha potuto raggiungerci solo alle 13.
Nonostante tutto alle 11.30 un enorme corteo (15-20 mila persone) ha iniziato a muoversi dal campo sportivo di Giaglione; dopo circa un Km, è arrivato davanti alla rete che delimita la zona rossa e in un amen le tronchesine sono entrate in azione e la rete si sono aperte. A quel punto, per aggirare i posti di blocco e i jersy, il corteo si è diviso in tre tronconi che hanno praticato difficili e faticosi sentieri montani, ma nessuno ha mollato e, più importante ancora, nessuno è tornato indietro. La zona rossa è ormai invasa da migliaia di persone, e dopo circa un’ ora le teste dei tre cortei si sono riincontrate, dopo aver guadato il torrente Clarea, alla baita-presidio. Tutti i posti di blocco sono stati aggirati compreso l’ultimo, posizionato sul ponte del Clarea formato da un centinaio di carabinieri agghindati da rambo.
A quel punto la montagna intorno al cantiere è un torrente in piena, per ore e ore una lunga e colorata processione è sfociata a ridosso delle reti tra lo stupore infastidito delle forze dell’ordine.
E’ bene ricordarlo: tutti eravamo a volto scoperto, a mani nude e, nonostante fossimo a stretto contatto con le forze dell’ordine, nulla ha fatto mai temere che la situazione potesse sfuggire.
Dopo un faccia a faccia durato circa due ore, alla fine il corteo è rientrato, ma per la strada principale in quanto, a quel punto, anche i posti di blocchi sono stati tolti poichè totalmente inutili.
Siamo coscienti che le reti del cantiere non sono state tagliate, ma vorremo ricordare che solo per questa domenica lo stato italiano ha speso ben 500 mila euro per garantire la sicurezza del cantiere: 1700 uomini, centinaia di mezzi, alpini, due elicotteri che dalle 9 della mattina alle 17 hanno sorvolato le nostre teste.
Un vero esercito che va in guerra contro i sui stessi cittadini.
Quello che ci chiediamo è per quanto tempo questo costosissimo teatrino potrà andare avanti, perchè noi avanti continueremo ad andare e se oggi siamo arrivati alla baita, infrangendo l’ordinanza del prefetto e invadendo la zona rossa, la prossima volta arriveremo 10 metri più in là e poi altri 10 metri…, per quanto loro potranno sostenere una situazione simile?
E oggi è chiaro  che saremo noi a resistere quel minuto in più!
Diamoci un taglio parte oggi e finirà quando il taglio sarà compiuto…alla prossima.

Comitato no tav spinta dal bass – spazio sociale libertario Takuma