News — 30 novembre 2011 at 19:53

ALTRA DITTA TAV NELL’OCCHIO DEL CICLONE FRATELLI MARTINA ACCUSATI DI BANCAROTTA FRAUDOLENTA

Furto nelle casse della ditta per 1.200.000 euro e poi dichiarano il fallimento

E’ notizia di mercoledi’ 30 novembre che i due soci proprietari della Martina srl di Susa sarebbero indagati per bancarotta fraudolenta. Andiamo anche qui con ordine e cerchiamo di capire chi sono i protagonisti e soprattutto che significato ha la ditta Martina  per il tav in val di Susa. Questa ditta consociandosi con l’allora Italcoge, poi fallita anch’essa (leggi report) e rinata come Italservizi (leggi anche qui la strana rinascita) vinse con un cartello temporaneo di imprese l’appalto per i lavori di preparazione del futuro cantiere di Chiomonte (recinzioni e affini) in una a dir poco ambigua trattativa privata per un totale di 1,6 milioni di euro (trattativa privata significa che nessuna gara d’appalto viene fatta ma sulla “fiducia” viene affidato il lavoro). La Martina srl venne però dichiarata fallita dopo poco tempo e rinaque dopo poco come Martina srl intestata invece che ai fratelli Martina alla consorte di uno di essi) e potè così proseguire nella detenzione dell’appalto subentrando alla Italcoge che stava anch’essa fallendo. Il motivo del fallimento, denunciato dai Martina alla procura di Torino fu una frode ai danni dei fratelli Martina appunto, perpetuata da alcuni faccendieri che finirono poi in carcere. Il pm però non si è fermato all’apparenza e ha così proceduto ad ulteriori accertamenti che hanno portato alla luce il piano dei titolari o meglio il furto di oltre 1,2 milioni di euro dalle casse della ditta che dopo breve venne dichiarata fallita. Insomma con la scusa della truffa i gemelli Martina hanno così ripulito le ultime liquidità della ditta prima di avvalersi del fallimento ed evitare quindi di saldare i debiti con erario e creditori, oltre che con i dipendenti. Una storia tutta italiana si potrebbe dire ma se guardiamo al carrozzone delle ditte coinvolte negli appalti di Chiomonte scopreiamo che ben tre ditte su tre hanno dichiarato fallimento per poi rifondarsi su nuove verginità fiscali. Ecco quindi il frutto del lavorio sapiente dell’ingegner Virano commissario straordinario per la Torino Lione e delle tanto decantate ricadute occupazionali sul territorio. Se da un lato troviamo delle proposte economiche sane come quelle di Etinomia dall’altro troviamo il peggio dell’imprenditoria valsusina, Italcoge, Martina e Geomont, tutte e tre fallite, tutte e tre con il medesimo padrino. Ecco cosa significa costruire l’alta velocità, ecco le ditte che ne traggono benefici, ecco chi si intasca questo mare di denaro o meglio debito pubblico.