post — 8 febbraio 2012 at 16:51

Venti di guerra in Clarea di Gabrielle Tittonel [MEZZI UN IN AZIONE A CHIOMONTE]

Alcuni giorni fa fece la sua comparsa il primo, un mezzo bianco, quasi invisibile nel gran biancore della neve scesa in questi giorni. Nuovo abitante nella gran pista del non cantiere, vivo per  qualche pigro giro di prova ogni tanto su e giù per le discese, tra neve, sale e ghiaccio ai lati, giusto il tempo di riscaldare il motore e poi nuovamente allineato con gli altri  neri, blu, verdi pezzati…. Tutti persi nel bianco e nel freddo tagliente, che qui pare più rabbioso per quel suo scivolare attraverso la Maddalena per poi correre a  precipizio dentro le pareti del torrente…. Poi al primo oggi ne sono seguiti altri, con quella scritta a fianco un poco meno evidente ma certamente indicativa, con quelle due iniziali scure sul bianco, “NU”…..
Qui in Clarea non ci si fa mancare niente, il filo israeliano, le doppie recinzioni, i muri, gli arresti ed ora anche questi inquietanti viaggiatori in altre terre lontane, terre delle tante guerre, in ogni loro cellula d’acciaio intrisi del sangue incontrato… testimoni muti dei tanti orrori di cui l’uomo solo è capace di compiere….
Qui in Clarea la guerra vorrebbe mettere casa, con il suo non senso, le sue ragioni oscure, nate dal sospetto e dalla prevaricazione….
Ma oltre le reti c’è un popolo tenace, che non teme la neve, il freddo, il camminare, il confronto sereno ed il pane condiviso…. Un popolo che non vuole fermarsi all’apparenza ma vuole incontrare l’altro nella sua diversità….
Ed in mezzo c’è Jesus, in un piccolo pilone mezzo coperto di neve, porto di ancoraggio per le preghiere quotidiane, per i tanti uccelli affamati del bosco… porto di attracco per la barca della propria vita, unica parola vera per quando si parla di missioni di pace e di fraternità……
gabriella