post — 9 marzo 2012 at 12:21

Val di Susa: i No Tav protestano, la necropoli è militarizzata

(da Il Giornale dell’arte ) Chiomonte (Torino). Destino beffardo quello della cosiddetta necropoli de La Maddalena la cui sorte sembra esser indissolubilmente legata alle opere infrastrutturali della Val di Susa. I suoi resti risalenti all’età neolitica, erano stati riportati alla luce nel 1984 durante i lavori per la realizzazione dell’autostrada del Fréjus ma il 3 luglio scorso, a seguito di un’azione a danno dei manifestanti No Tav, le ruspe delle forze dell’ordine hanno attraversato noncuranti l’area archeologica danneggiando gravemente i lacerti delle tombe.
Il sito e il vicino museo, inaugurato solo nel 2004, sfortunatamente si trovano in prossimità dell’area prescelta per la realizzazione di un tunnel geognostico funzionale ai cantieri dell’alta velocità per la linea ferroviara Torino-Lione, la stessa area oggetto delle recenti cronache nazionali per l’avvio di espropri e recinzioni. Da allora, a distanza di nove mesi dall’accaduto, il museo (chiuso) è divenuto presidio permanente della Polizia mentre i reperti sono stati trasferiti presso il Museo di Antichità di Torino.
La Soprintendenza per i Beni Archeologici precisa in un comunicato stampa che il trasferimento, finalizzato al restauro e alla schedatura del materiale, era già in programma in quanto rientrante in un progetto di valorizzazione dell’intera area finanziato nel 2010 da Arcus con un investimento di 800mila euro.
Che cosa ne sarà ora del disegno di musealizzazione (che interessava i vicini ripari rupestri e ulteriori fasi di scavo nelle aree limitrofe) e dei 500mila euro già presenti in una delibera di concessione al Comune di Chiomonte per il 2011? Il Sindaco promette di presentare quanto prima un progetto e ipotizza, come soluzione temporanea, il trasferimento dei reperti in una sede espositiva in centro cittadino.
Intanto la necropoli, militarizzata, rimane comunque inclusa anche nel piano di valorizzazione culturale integrata Valle di Susa. Tesori di Arte e Cultura Alpina sottoscritto da ben 35 comuni, Provincia di Torino, Soprintendenza, comunità montane, numerosi consorzi turistici e associazioni cultuali per il biennio 2012-2013.
Oggi quanto vi rimane giace coperto «mediante un tessuto – non tessuto e un ricarico di inerte e terra». Da parte di Soprintendenza e Questura, nessuna dichiarazione ufficiale.

di Veronica Rodenigo , edizione online, 6 marzo 2012
 
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