post — 17 novembre 2012 at 11:27

Una storia di ordinaria ingiustizia

Finalmente alle 21 e 10 Andrea e Claudio sono stati liberati dopo 11 ore passate in stato di fermo. Ho appena potuto riabbracciare Andrea che abita a Vaie e mi sono fatto raccontare i fatti come realmente sono accaduti.
Intorno alle 9 a Chiomonte sulla strada dell’Avanà viene notato un personaggio che inizia a scattare foto alla piccola baracca e al presidio. Quattro no tav si staccano dal presidio davanti al cancello per chiedere spiegazioni al tizio che, con fare menefreghista, risponde a monosillabi continuando a fotografare. A questo punto qualcuno alza la voce chiedendo chi fosse e cosa stesse facendo, ci sono momenti di nervosismo, ma nessuno tocca nessuno e alla fine il personaggio in questione dice di essere stato mandato a scattare delle foto dallla procura; Andrea, che fino ad allora era rimasto davanti al cancello, si avvicina e fa alcune foto per poi ritornare al cancello e avvertire telefonicamente un po’ di persone in valle di quello che stava accadendo. Il tizio intanto prende la sua auto e la sua macchina fotografica, che nessuno ha toccato, e si allontana. Un po’ di persone, compreso Andrea e Claudio, si spostano al presidio per riordinare il dopo colazione, ma, dopo poco, escono alcuni carabinieri dal cancello e raggiungono il presidio, nello stesso momento arrivano quattro furgoncini pieni, sempre dei carabinieri, che si posizionano davanti all’area del campeggio. Ad Andrea e Claudio viene subito detto che sono in stato di fermo, mentre le altre persone che erano al presidio vengono identificate. Intorno alle 10 e 15 i due vengono portati alla centrale e lì fotografati e filmati per l’identificazione di rito. Viene anche detto loro che presto saranno rilasciati. Un ora dopo sono invece alla Maddalena, sotto la tettoia dell’ex museo, all’aperto e li rimarranno fino alle 18 controllati a vista da due piantoni che venivano turnati. Avevano il divieto di scendere il gradino dove si trovavano! A pranzo  viene offerto un tramezzino che dividono in due.
Sette ore passate quasi immobili, all’aperto e senza che nessuno si degnasse di dirle di cosa erano accusati e cosa sarebbe successo. Finalmente alle 18 il comandante di Susa Mazzanti comunicava che venivano rilasciati, ma per Andrea scattava una denuncia, Caludio risultava invece persona informata dei fatti. A quel punto Claudio viene portato a Susa nella stazione della polizia stradale all’interno dell’autoporto, dai carabinieri di Chiomonte e Andrea in un’altra macchina accompagnato da tre digos. Anche li vengono fatti aspettare un’ altra ora abbondante poi finalmente il verbale: Claudio diventa indagato, mentre Andrea è accusato di “tentata rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale aggravata in concorso con persone da identificare”. A quel punto le viene detto che se ne può andare, peccato che la caserma sorge in mezzo agli svincoli autostradali e che la macchina è a Chiomonte, pertanto non resta che andare a piedi per gli svincoli autostradali fino al presidio di Susa…non prorpio quello che si dice una passeggiata sicura.

fine di una storia che sembra scaturita da una mente delirante e che invece è dannatamente vera. I giornali sono riusciti anche a scrivere che erano accusati di sequestro di persona e crediamo che alcuni ligi funzionari lavorassero per quell’accusa per poi arrestarli, ma probabilmete qualcuno gli avrà fatto notare che il tutto non stava in piedi.

M.