post — 15 luglio 2011 at 19:24

UN NO TAV DI CHIOMONTE SCRIVE AL MINISTRO MARONI

Angelo Fornier, NO TAV, Chiomonte (TO)

Onorevole Ministro.
Le scrivo a titolo strettamente personale, ma sono convinto che quanto segue potrà essere condiviso da chi, come me, vive da anni in valle di Susa, osservandone impotente il declino, cominciato tanti anni fa e destinato a proseguire chissà per quanto ancora, viste le “attenzioni” che alcuni personaggi molto influenti continuano ad avere sul suo destino di “corridoio strategico”. Perché ormai questa vallata è diventata un corridoio, buona per farci passare di tutto di più, senza alcuna attenzione, né rispetto, per chi ci vive e ci lavora, per il suo territorio, la sua storia. Mi creda, signor Ministro, vivere in un corridoio non è piacevole! Non è piacevole avere un terreno o una casa, progettare un futuro quando, in qualunque momento, un ingegnere può tracciare una linea su una cartina geografica e decretare che su quel territorio dovrà passare un’autostrada, una linea ferroviaria, un elettrodotto. Non è piacevole essere ostaggio di persone che, un bel giorno, possono legalmente invadere le nostre cose, case o terreni che siano, ipotecando anche il futuro dei nostri figli. Non è piacevole che questa “occupazione”  venga attuata per un’opera di cui, in valle, molti si chiedono da anni il senso e l’utilità, che insiste su un territorio già pesantemente sacrificato sull’altare del “progresso” dove coesistono, gomito a gomito e non senza traumi, due strade statali, una ferrovia a doppio binario, un’autostrada nata già fatiscente, oggetto di continue manutenzioni, ed un elettrodotto a centotrentamila volt. Signor Ministro, non stiamo parlando della Pianura Padana, che è larga chilometri, ma di una vallata glaciale larga, nel suo punto di massima apertura, un paio di km e che si restringe, salendo verso montagne ormai ridotte a colabrodo dai tanti tunnel che le attraversano, a poche centinaia di metri! Una vallata che da anni vive fra cantieri, polveri, disagi causati da tante “piccole e grandi  opere” imposte dall’alto che poca o nulla ricaduta occupazionale hanno dimostrato di avere sugli abitanti che, a fronte delle promesse di “creare occupazione” e “rilancio economico”,  hanno dovuto amaramente constatare che l’unica direzione presa dalle industrie e dalle prospettive di lavoro è stata verso l’estero! Due esempi dovrebbero illustrarle la nostra realtà: il raddoppio della linea storica Torino-Modane non ha portato un incremento di traffico rilevante, di contro la privatizzazione dell’ente ferrovie ha causato la soppressione di molti treni, la chiusura delle stazioni nei centri minori, un degrado nella qualità del servizio che si nota nello stato miserevole di pulizia e manutenzione delle carrozze:  le zecche sui treni ci sono, e non pagano nemmeno il biglietto! Le Opere Olimpiche, giusto per parlare di un evento storicamente più vicino, cosa si sono lasciate, dietro di loro? Giganteschi e malinconici monumenti allo spreco abbandonati alle intemperie, di cui stampa e giornali hanno fatto in fretta a dimenticarsi! Signor Ministro, in valle di Susa vedo un territorio che si sta distruggendo perché più nessuno lo salvaguardia: strade e ferrovie fatiscenti, servizi carenti, degrado ovunque… perché non viene di persona in Valle, a vedere come le Grandi Opere hanno influito sulla qualità della vita dei residenti, sull’occupazione, sui servizi offerti ai cittadini, e perché no, anche al turismo? Venga a farsi un bel giro turistico, mi offro volentieri di accompagnarla nei luoghi del degrado e degli sprechi, a vedere la triste fine che hanno fatto le tante “promesse” fatte e mai mantenute! Se vuole, le faccio anche visitare i posti di blocco che ci avete installato alle porte del paese! Signor Ministro, a questo proposito mi permetto una osservazione: per anni mi sono illuso che questa nazione, che quest’anno ha festeggiato il suo centocinquantesimo anno di vita, fosse una repubblica democratica: bene, per anni i cittadini della valle di Susa hanno cercato, nel rispetto di questa definizione che fa parte integrante della nostra Costituzione, di manifestare, in maniera appunto “democratica”, il loro dissenso a quest’opera. Non si è trattato, per una volta, di un “no” generico, signor Ministro. Forse per la prima volta nella sua storia, in Italia un gruppo di persone, ignorando schieramenti politici, ceto sociale, età e sesso, sono riusciti a coagularsi attorno ad un’idea, avvalendosi di preziose testimonianze di stimati professionisti (ingegneri, economisti, medici, avvocati…), per ribadire un rifiuto motivato e consapevole, certi di aver già subito fin troppe umiliazioni in passato, per non doverne subire altre in futuro. Signor Ministro, deve dare atto a queste persone di aver avuto costanza: è più di venti anni che in valle si manifesta, si scrive, si partecipa a serate informative, dibattiti, volantinaggi e quanto in nostro potere abbiamo per fare sentire la voce del nostro “NO”. Con che mezzi avete risposto, al nostro dissenso democratico, se non con la diffamazione, la delegittimazione, la mala informazione, portata avanti da giornali e televisioni che diventa arduo definire “servizio pubblico”? Con che mezzo finale avete risposto, alle nostre ultime rivendicazioni? Con gli stessi metodi adottati dalle dittature: l’occupazione militare! Signor Ministro, ho iniziato questa lettera dicendole che le parlavo a titolo personale, ma sono convinto che questo appello le possa essere rivolto da molti abitanti della Valle di Susa. Esamini con calma la questione della “TAV” in questa vallata, valuti obiettivamente ed imparzialmente il punto di rottura a cui rischiamo di arrivare in Italia, consideri che a manifestare nei cortei e nelle fiaccolate, su questo territorio, sono famiglie, operai, pensionati e studenti: tutte persone che hanno pagato, pagano e pagheranno, sotto forma di tasse, anche i vostri stipendi.
Anche gli stipendi dei soldati che sono stati inviati sul nostro territorio!