post — 15 dicembre 2011 at 09:22

Tra muri e presepi

Brillano le palle di Natale appese alle reti della Clarea, incredibili segni di festa in un  luogo dove davvero la festa non c’è, con quei nuovi segni di guerra sparsi nell’erba, testimoni di un dialogo che non c’è e di una paura dell’altro che fa sparare ad altezza testa e così anche questa volta ci sono andati di mezzo testa ed occhi.. a vederli tornare dalle reti quell’8 dicembre, lungo il sentiero, coi visi fasciati, faceva davvero inorridire, con quei segni inequivocabili di un territorio dove la libertà è una parola scritta ma non praticata…. Territorio di guerra, nato da cervelli deviati, incapaci di guardare all’evidenza dei fatti….
E così tanti sono stati nuovamente i lacrimogeni lanciati, con il loro carico di morte al seguito, con un pagherò inviato nel futuro dove a pagare potranno essere anche i figli ed i nipoti…. Non c’è senso in tutto questo….
Al pilone intanto è arrivato anche il presepe, con la sua capanna di legno, la sua stella di latta, Maria, Giuseppe e il Bambino, l’Angelo con l’annuncio e le pecore… a questo presepe non manca proprio nulla… arrivano i pastori tutti i giorni, coi loro canti e le loro preghiere, passano anche i Re
Magi, con l’oro, l’incenso e la mirra, ma poi questa storia non la vanno a raccontare ad Erode, che sta nel fortino più in alto ed è preoccupato di mantenere il suo potere…. E che intanto vuole rendere più inespugnabile il suo reame, facendo erigere, è notizia di oggi, alte mura…
In Clarea non manca proprio nulla, non è necessario forzare l’immaginazione: i fili spinati sono proprio come quelli israeliani e così il muro… pare che il mondo, un po’ ovunque, costruisca barriere.. per non vedere, per non incontrare, per non doversi mettere in discussione, per imprigionare… per paura di immaginare un futuro diverso e così è accaduto che alla Maddalena il possibile mondo futuro è stato spazzato via dalle ruspe, con i suoi incontri, il suo mettere insieme, il suo riscoprirsi famiglia universale…  ed ora accade che anche il mondo più modesto del presidio del Clarea dia ugualmente fastidio e così altre barriere, altre incursioni…..
Ma c’è speranza, perché intanto anche qui ci sono mondi che si incontrano, che dialogano, che si riscoprono umani con stessi sentimenti, desideri…. Con qualche difficoltà in più, con tanti passi…
I muri cadono, prima o poi accade sempre…. E quanto sta accadendo dentro e fuori dalla Clarea in questi giorni in cui si chiedono soprattutto ai più poverelli sacrifici dovrebbe far riflettere, soprattutto coloro che si professano cristiani e che dovrebbero essere molto attenti ai segni dei tempi… qui il tempo sta cambiando, dobbiamo scoprirlo al di là delle tante disperazioni che ogni giorno riempiono giornali e paesi….
L’altro giorno, accanto ad un lacrimogeno, è fiorita una primula…..
Gabriella
14 12 2011