post — 18 ottobre 2013 at 23:51

Succede a Susa: Ma i clienti li lasciate passare? No, i clienti no

1395389_10151936791314662_883856899_nUn mattino come un altro apri bottega e aspetti i clienti.
Capita però che a metà mattina arrivino 2 camionette e 3 defender dei carabinieri e parcheggino davanti alle tue vetrine. Siccome a te non sembra che la cosa possa attrarre particolarmente la clientela (non la tua almeno) ti infastidisci un po’, ma sono pubblici parcheggi, e non ci puoi fare nulla. Quando dopo un po’ iniziano a montare le griglie sui vetri dei mezzi, tirano fuori caschi e scudi e indossano i parastinchi, inizi a preoccuparti (siamo in un territorio “sensibile”, e alla vigilia del weekend del 19 ottobre) e chiedi loro cosa stia accadendo. “C’é un incontro con un ministro qui in zona, non si sa quanto durerà”. Ti viene da chiedere se non sia possibile spostarli un po’ quei mezzi, così tu puoi lavorare, ma una veloce occhiata alle vie limitrofe di fa capire che no, non é possibile: tutto il centro cittadino é stipato di camionette, blindati e caschi.
Siccome non vuoi farti il sangue cattivo chiudi bottega un po’ prima sperando che al pomeriggio il problema sarà risolto, e vai a mangiarti un boccone.

Al rientro dal pranzo trovi cordoni di fdo che delimitano tutto il centro cittadino, camionette messe a bloccare gli accessi, personale dirigenziale con rayban e auricolari d’ordinanza a ogni angolo. Iniziando ad avere seri sospetti che quel giorno non farai l’incasso dell’anno,  chiedi quando si potrà entrare, ed un sorridente carabiniere ti risponde ” tra un po’, intanto si prenda un caffè, ma se lo prenda lungo”. Non ti arrabbi neanche, ne hai sentite di peggio. Mentre ti allontani ascolti due distinte signore che sghignazzano coi militi  chiedendogli perché non sparino a quei “coglioni con le bandiere”, offrendosi in prima persona di svolgere il compito, se solo loro gli prestano le pistole. Qui ti arrabbi parecchio, ma aggredire (intendo verbalmente) due cinquantenni che stanno scherzando con una squadra di robocop probabilmente non é una genialata e quindi passi oltre.
Arrivi alla sede dell’incontro, aspettandoti di trovare, dato l’enorme spiegamento di forze,  una distesa di terroristi armati di kalashnikov pronti ad aggredire ministro e compagnia; invece c’é un presidio di notav e etinomia, riconosci alcuni cattolici per la valle, qualche pensionato, qualche imprenditore… Non c’é molta gente, é un presidio simbolico, la polizia é rilassata, i giornalisti annoiatissimi.

Ad un certo punto richiedi ai blu vestiti: “Scusate, ora posso andare ad aprire il negozio?” “Certo che può!” “Ma i clienti li lasciate passare?””No, i clienti no”. Ti chiedi se sei finito in una pièce di Beckett, ma poi altri tuoi colleghi fan la medesima domanda ed ottengono la medesima risposta.
Quando arriva una vettura per trasporto medicinali urgenti il vigile cittadino le fa cenno di procedere, ma il cordone blu la ferma; poi un militare, probabilmente un discendente di Einstein, decide che l’auto può passare, anche se non é ministeriale.
Poi sembra che la situazione si voglia sbloccare e decidi di aprir bottega. Ti fanno comunque storie per lasciarti passare, ma alla fine apri. Vi sentite un po’ pirla, tu e gli altri colleghi lì, a guardarvi negli occhi dalle porte affacciate su uno strano deserto urbani, ma capita anche questo.
Nel frattempo una vecchietta zoppicante chiede ai carabinieri di passare, ha con sé la spesa e fare il giro per lei é molto faticoso. Le divise confabulano un attimo poi negano il permesso alla temibile ottuagenaria che lì manda a cagare con termini mutuati ad un camallo di Pegli. Perlomeno ti strappa un sorriso.
Senti elicotteri in volo e pensi significhi che è finita. Pensi male. Solo un’ora dopo, lentamente, le camionette se ne vanno, lasciandoti un’ora e mezza di lavoro.
La cosa più simpatica della giornata é apprendere il motivo dell’incontro: il ministro voleva far sapere ai valligiani che si batte per farli lavorare e per fargli avere sovvenzioni. E tu ti dici che se la prossima volta la solidarietà al lavoro la invierà tramite lettera, magari quel giorno tu lavorerai.

D.G.