post — 3 dicembre 2014 at 23:26

Se persino una messa è occasione di propaganda: Ltf, la stampa e i santi

no-tav-Clarea-4-12-2012-015-660x330da Spinta dal Bass – Domani ci saranno le celebrazioni di Santa Barbara, protettrice dei minatori, l’anno scorso ci fu l’ennesima prova di quanto la Valle sia compatta: imbarazzo di LTF e del mondo politico Sì TAV per l’irreperibilità di un parroco valsusino disposto a celebrare la messa al cantiere.
Questa volta, LTF ha giocato in anticipo, ha contattato direttamente il vescovo perchè inviasse un parroco della Val di Susa al tunnel, un gesto simbolico (ma in certi ambienti i simboli sono molto importanti)  nel segno della «pacificazione», scrive LTF.
Il vescovo di Susa farà arrivare domani a Chiomonte un sacerdote della Diocesi, questa la generica risposta della curia vescovile.
Forse la lettera dei Cattolici valsusini a papa Francesco ha infastidito certi ambienti e così si corre ai ripari…

Massimo Numa proprio non ce la fa, non ci riesce, pur di gettare un po’ del suo livore contro il movimento no tav si mette persino a fantasticare su messe e parroci.
Nel suo curioso articolo scrive:
“Sarà un prete valsusino, dopo il via libera ufficiale della Curia di Susa, a celebrare domani mattina la messa di Santa Barbara, patrona dei minatori, all’interno del tunnel della Tav nel cantiere di Chiomonte. E’ la prima volta dal 2011. Per ragioni di opportunità, il vescovo Badini-Confalonieri aveva preferito negli anni scorsi che la celebrazione non fosse tenuta da sacerdoti locali, a causa dell’aspra vertenza allora in corso, con scontri, feriti e decine di arresti. Ma i tempi sono cambiati, il conflitto violento sembra ormai avere abbandonato da mesi le reti del cantiere, dove è in corso lo scavo del tunnel geo-gnostico. L’altare sarà allestito nella parte più profonda del tunnel, che ha raggiunto una profondità di 1832 metri. Soddisfatti i dirigenti di Ltf, che hanno promosso questa iniziativa nel segno della «pacificazione». La messa, osservano, è un momento di preghiera e riflessione che, al di là delle opinioni favorevoli o contrarie all’opera, ha lo scopo di unire le persone e non di dividerle. Negli anni scorsi, tra polemiche e malumori, la messa di Santa Barbara era stata celebrata da sacerdoti venuti da Torino, unici disponibili, per sicurezza, a raggiungere il cantiere sorvegliato, oggi come ieri, da un imponente presidio interforze.”

Tralasciamo l’ossessione, quasi adolescenziale, per le misure e i centimetri di tunnel scavati, che se vengono ricordati in un contesto come questo, in cui erano evitabili, potrebbero assomigliare più a uno spot pro TAV che una informazione giornalistica.

Vista la stretta collaborazione con i colleghi de La Repubblica, potrebbe leggere gli articoli in archivio per ricordarsi che non furono le tensioni in atto a impedire ai parroci valsusini di officiare la messa, bensì la contrarietà ad un opera su un territorio che, da parroci, vivono e conoscono molto da vicino.
“Ho detto loro di far celebrare una messa in chiesa a Chiomonte  –  spiega don Giglioli  –  non è proprio il caso di farla al cantiere, né di benedire una galleria che nemmeno c’è. Non vedo cosa ci sia di strano”
E poi ancora “Molti preti hanno in questi anni preso posizione contro l’opera, in prima fila l’ex parroco di Condove, Silvio Bertolo, guida spirituale del movimento dei Cattolici per la difesa della Valle”.
Oppure su la Gazzetta del Mezzogiorno: “Le parole del vescovo di Susa, Alfonso Baldini Confalonieri: “La messa si celebrerà all’interno della galleria ma non credo che ci sia nessun prete della diocesi disponibile perchè non abbiamo abbastanza officianti.”

Ci dispiace poi deludere sia Numa che Bufalini (LTF), ma il ritorno alla normalità che vedete realizzato grazie al favore del vescovo di Susa ve bene da spendere sui giornali. La realtà è un’altra.
Un ritorno alla normalità in valle di Susa ci sarà soltanto quando questa devastazione ambientale, questa rapina di soldi pubblici avrà fine. Fino ad allora continueremo ad opporci e a contrastare quest’opera e il mondo marcescente che la propone.

Ci vediamo l’8 dicembre a quelle recinzioni simbolo di arroganza e di ingiustizia, a quelle recinzioni che non abbiamo dimenticato, che avete più volte dovuto ricucire e rinforzare, a quelle recinzioni che non sono più sufficienti a nascondere il più grande ladrocinio mai organizzato.

Santa Barbara edizioni precedenti

2013

Dalla Chiesa della Valsusa nessuna benedizione per il cunicolo tav

2012

Val Clarea: allestimento del set per Santa Barbara senza benedizione

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Del resto la cricca del Tav è molto religiosa e ci tiene molto, questi sono gli auguri di Natale che l’osservatorio di Mario Virano mandava in giro per il 2014

auguri_virano_completo