post — 4 dicembre 2016 at 18:06

Se “non Lyon Turin” preoccupa più di No Torino-Lione

notavLa posizione dell’Amministrazione Comunale di Torino riaccende l’opposizione al TAV in Francia. Dopo le notizie apparse su Le Figaro, ora ne parla diffusamente il sito lionese di informazione Rue89Lyon, delineando l’allargarsi del fronte contrario alla grande opera inutile. Il commento di Claudio Giorno.

SE “NON LYON TURIN” PREOCCUPA PIU’ DI NO TORINO-LIONE

Quel che mi pare emerga chiaramente dal lungo dossier corredato di videointerviste pubblicato sulla rivista on line “Rue89Lyon” è che – anche se partita con molto ritardo rispetto all’Italia – l’opposizione alla Lyon Torino sta allargandosi anche in Francia oltre quanto i proponenti potessero prevedere. Oltre il prevedibile perché Lyon come Torino sono i due capolinea residuali del grande sogno Lisbona-Kiev di cui avrebbero dovuto essere solo stazioni importanti ma di transito. Oltre il prevedibil, perché – come capitò da noi – anche oltralpe l’opposizione assume un carattere trasversale e l’argomento potrebbe diventare non marginale in una campagna elettorale che si preannuncia dilaniante a destra come a sinistra. Ma ancor di più perché chi vi si oppone sta denunciando la natura di lobby del club dei proponenti cui il governo di Hollande come quello dei predecessori, (come quelli italiani) hanno delegato completamente decisioni destinate ad appesantire un debito pubblico che se per noi è da record, per i “cugini” è la punta di un iceberg fin qui rimasto ben sommerso… Una opposizione che per adesso non riveste il carattere popolare che si è creato in oltre un quarto di secolo in Val di Susa, ma che viene portata avanti da persone autorevoli, documentate, che (anche grazie all’azione estremamente efficace di Daniel Ibanez che non ha esitato a contattare chiunque manifestasse qualche perplessità) fa riferimento alle denunce della Corte dei Conti, ai rapporti delle diverse commissioni di alto livello istituzionale che in questi anni (e soprattutto ultimamente) hanno emesso verdetti sempre meno lusinghieri sulle Grandi Opere e sulla “nostra” in particolare. Una opposizione che non sembra farsi allettare neanche dal maggior costo che si accollerebbe maldestramente l’Italia per la realizzazione del tratto più oneroso, il tunnel di valico, nonostante che – come recita il logo del TGV fotografato in copertina -sia al centro della relazione Milano-Lione!

Una opposizione che – come nello schema di delibera che il Consiglio Comunale di Torino si accinge a votare – impegna Sindaci, parlamentari regionali e nazionali a mettere in atto contatti e azioni transfrontaliere che oltre a condannare lo spreco insostenibile e immorale di un bene sempre più raro qual è il denaro pubblico, propongano alternative ragionevoli che abbiano come base le infrastrutture esistenti e clamorosamente sotto-utilizzate.

E’ soprattutto questa possibile saldatura istituzionale che getta nel panico la lobby e che fa montare il mantra quotidiano dei nostri giornali “arruolati”: “la sindaca di Torino (o quello di Grenoble) non può fermare il Tav”…C erto che no. Ma l’allargamento della presa di coscienza della indifendibilità della bulimia dei grandi gruppi finanziari&costruttori, si. Anche dopo le ratifiche sotto dettatura imposte ai relativi parlamenti.

Cg

Alcuni passi significativi tradotti – non letteralmente ma sostanzialmente dal francese:

“Contro il progetto di linea tra Lione e Torino, sapevamo che erano schierati gli eletti che fanno riferimento alla sinistra e ai verdi, ma anche al FN. Sapevamo anche della posizione atipica – tra i repubblicani (LR) – di Dominique Dord, sindaco di Aix-les-Bains e parlamentare della Savoia, che dopo aver sostenuto a lungo il progetto e denuncia da anni le “bugie” presentate dai promotori della Lyon-Turin. Più di recente dopo l’incontro tra Chiara Appendino eletta sindaco per il Movimento 5 Stelle aTorino e Eric Piolle, sindaco verde di Grenoble (che aveva annunciato l’abbandono del patrocinio alla Grande Opera della sua città), l’elenco, non esaustivo, degli avversari della Torino-Lione all’interno della classe politica è in costante crescita. Ora è aggiunto Arnaud Montebourg, un candidato alle primarie del PS che ha detto, il 14 novembre alla Nuova Repubblica:

“La linea Lione Torino – 20 miliardi di euro – è anche un’aberrazione economica. Raccomandando poi a Regione e al Senato, che le istituzioni farebbero bene invertire la marcia, o almeno pensare e considerare le alternative: Sostenendo di essere pragmatico e certamente non religioso”.

Ma persino un “addetto ai lavori” come Patrick Mignola – delegato vice presidente del trasporto della regione Rodano-Alpi, nel giugno 2016, ha dichiarato a France 3 Alp che occorre “vedere la Torino-Lione, al fine di “rafforzare scambi Est-Ovest”. “E ci sono una visione pratica e una tecnica. Gli oppositori hanno ragione quando dicono che non c’è abbastanza merci su rotaia. La Torino-Lione, non va immaginata prima del 2030.” Nel frattempo, occorre trovare soluzioni applicabili nell’arco di cinque anni per mettere i camion sulla autostrada viaggiante sulla linea esistente. Sarebbe una versifica della utilità della nuova linea!” E se non lo è, ci fermiamo tutto? Chiede l’intervistatore: “Non è così semplice” è l’imbarazzata risposta…

Ma i dubbi non riguardano solo i livelli regionali e locali:

“Il 5 ottobre, nel corso della sua audizione presso la Commissione Pianificazione e sviluppo sostenibile, Alain Vidal, Segretario di Stato per i Trasporti ha ricordato lo stato catastrofico delle casse della AFITF. (l’agenzia di finanziamento per le infrastrutture di trasporto in Francia) infrastrutture di trasporto. AFITF ha criticato questa estate un “guscio” di conti in rosso e3 Alain Vidal ha poi annunciato, come prova: “Questo bilancio aumenta quest’anno e aumenterà dato che si si passa da 1800 a 2200 milioni. Ma non sarà sufficiente per finanziare gli impegni passati e attuali che sono state presi da parte dello Stato nei prossimi anni. E ha poi aggiunto: “Oggi è chiaro che la mancanza di una risorsa costante sarà inevitabile ridurre la spesa e quindi rinunciare a una serie di grandi progetti che non saranno sostenibili. Uno di questi è oggi il Lione Torino… Recentemente Alain Vidal e il suo ufficio si sono rifiutati di rispondere alle nostre richieste.

P.S.: Su questi e molti altri approfondimenti abbiamo lavorato molto come Presidio Europa No Tav con Daniel Ibanez, ma che vengano pubblicati con tanta visibilità su una rivista lyonnese ci pare un dettaglio non marginale.

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L’articola apparso su Rue89Lyon:

“LGV Lyon-Turin, le « grand projet » est-il enterré ?”

(“TAV Torino-Lione, il “grande progetto” è sepolto?”)

http://www.rue89lyon.fr/2016/11/28/lgv-lyon-turin-les-politiques-reculent/

L’articola apparso su Le Figaro:

LGV Lyon-Turin: Turin défavorable au projet”

(“TAV Torino-Lione: Torino contraria al progetto”)

http://www.lefigaro.fr/flash-eco/2016/12/02/97002-20161202FILWWW00136-lgv-lyon-turin-turin-defavorable-au-projet.php