post — 5 dicembre 2013 at 22:47

#Se non con Marta quando?

1453223_652525414800069_1041202172_nVAL DI SUSA, UN’ESPERIENZA CHE CI RAPPRESENTA E VOGLIAMO MOLTIPLICARE DECLINANDOLA NEI NOSTRI TERRITORI
Con Marta Donna No Tav. La giornata del 19 luglio in Val di Susa ha rappresentato un punto di  snodo con il suo portato di lotta e determinazione contro l’assurdo progetto del TAV e con le conseguenze, purtroppo note, di arresti, violenze e repressione praticate dalle forze del disordine al servizio di uno stato sempre sordo alla voce della comunità e sempre compiacente ai voleri dei poteri forti.
Dopo il fermo e le molestie a Marta abbiamo deciso di narrare con una piccola pubblicazione una giornata di lotta attraverso testimonianze dirette e indirette che tramite i social network hanno espresso solidarietà, vicinanza e condivisione alla Valle che resiste. Per lasciare traccia non tanto delle centinaia di adesioni raccolte intorno ad un appello, quanto per costruire un pezzetto di memoria collettiva su una lotta che ci rappresenta.  Moltissimi hanno scritto per esprimere indignazione e rabbia sui fatti del 19 luglio, condannando gli abusi di polizia e chiedendo a gran voce l’immediata liberazione degli arrestati. Tutti hanno espresso chiaramente la volontà di tornare a manifestare in valle e sostenere con forza una lotta popolare che da oltre 20 anni combatte e resiste contro la più grande e inutile delle grandi opere che distruggono i nostri territori, devastandoli.
Una sola grande opera: Casa e Reddito per tutti. Dalla narrazione sulla Val di Susa e contro la criminalizzazione del movimento vogliamo costruire opposizione e resistenza contro l’espropriazione continua che lobby economiche e apparati di potere impongono alle nostre vite. Quartieri popolari abbandonati al degrado, migliaia di sfratti e affitti alle stelle, precarietà e disoccupazione, salute e istruzione a pagamento, inquinamento e devastazioni ambientali, privatizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico, privilegi e eccellenze garantite solo a pochi: queste le scelte politiche di chi investe sulle grandi opere per speculare e fare affari sacrificando comunità e territori. Con la complicità di partiti e istituzioni, comunque e sempre indifferenti a esigenze e bisogni.
Rivendicare diritti e dignità costruendo percorsi di lotta reali, nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle scuole; organizzare picchetti anti sfratto, occupare case e spazi dismessi, rivendicare salario e reddito, presidiare strade e piazze per assediare l’austerity. Praticare il conflitto per diffondere lotte e resistenza per cambiare radicalmente l’esistente.
Con la Val Susa. A Sarà Düra!

Movimento No tav – Pisa

Sabato 7 presentazione al convegno: Diritto alla Resistenza