post — 6 giugno 2017 at 14:27

Scontri alla stazione centrale di Napoli per difendere la Kermesse della vergogna (VIDEO)

Oggi a Napoli si inaugurava la stazione ad Alta Velocità di Afragola. La solita passerella in grande stile, con presenti Gentiloni, Del Rio e il presidente della regione campana De Luca.
Il progetto Tav fa parlare di sé in tutto il paese ed anche in questo caso i conti non tornano: ambiguità sulla direzione dei lavori, un sequestro dei terreni nel 2014 e l’inrvento di Antonio Moccia, figlio del boss della camorra Gennaro Moccia, per dissequestrarli.
Un’altra grande opera in odor di mafia che viene sostenuta dai poteri forti del paese ed ecco che la contestazione da parte di cittadini e attivisti dei comitati campani in difesa per l’ambiente con lo striscione “Fermiamo le camorre ad alta velocità” viene aggredito e malmenato dalla polizia a difesa della scintillante kermesse.
Dal nord a sud Italia,  Tav e discariche sono più importanti della difesa dei territori e della salute dei cittadini che li vivono.
Solidarietà a chi oggi ha subito la violenza della polizia!
Liberiamo i nostri territori da chi li vuole distruggere! #notav #Stopbiocidio
Qui di seguito pubblichiamo il comunicato scritto da Insurgencia:
Cariche alla Stazione Centrale!
Blitz di cittadini e attivisti dei comitati campani in difesa per l’ambiente: fermiamo le camorre ad alta velocità! Con queste parole si presentava lo striscione delle decine di persone accorse oggi per contestare l’evento. La risposta? Manganelli, identificazioni, fermi. Il solito, ma in questo caso è opportuno fare un passo indietro.
Stamattina – ad Afragola – in un contesto blindato si inaugura la stazione fantasma dell’Alta Velocità. Una passerella in grande stile che ha coinvolto il premier Gentiloni, il Ministro Del Rio, il presidente della Regione De Luca: tutti tranne i cittadini, ai quali ancora non è chiaro il destino del proprio territorio. Certo è che la TAV di Afragola meriterebbe tutto tranne che una kermesse. Troppe le ambiguità sulla direzione dei lavori, sulla proprietà dei terreni, i procedimenti di sequestro del 2014 e l’intervento di Antonio Moccia, figlio del boss Gennaro Moccia, per impedirlo. Di pochi giorni fa l’esecuzione di Salvatore Caputo, pezzo da novanta dell’imprenditoria locale e vittima eccellente del sistema di potere che stava provando a mettere le mani sulla gestione dei lavori di contorno alla TAV. In tutto questo dalle istituzioni la sola e costante negazione di ogni interesse camorristico nella grande opera che viene inaugurata. Del resto l’amministrazione regionale ci ha abituato da tempo alla prassi di negare l’evidenza come unica strategia politica: emanare un Piano Ecoballe che prevede discariche e dire che non è vero; alterare in modo fazioso le interpretazioni sui dati del Registro Tumori in Campania e negare il disastro ambientale; inaugurare una Grande Opera nel pieno di una guerra di camorra in cui ci si gioca il bottino e negare tutto.
Se però al governo regionale e nazionale va bene raccontarsi bugie durante una cerimonia blindata devono sapere che i cittadini non ci stanno. Certo, in questo quadro di ambiguità in odore di camorra, che le forze dell’ordine si accaniscano sui cittadini che vogliono vederci chiaro con violenza è ancora più grave.