post — 6 marzo 2013 at 22:57

Ragioni ‘SI TAV’ allo sbando: Esposito, voto 3!

Schermata 2013-03-06 a 22.56.30Il senatore Stefano Esposito, PD, a Il Fatto Quotidiano tv cerca di spiegare le ragioni del ‘SI TAV’. Il video integrale con gli interventi di molti altri personaggi è qui http://www.notav.info/post/fattotv-m5s-pd-il-governo-val-bene-una-tav-rivedi-lo-speciale-video/.

Si inizia con lui intorno al minuto 6:30.

Domanda del giornalista: ci vuole spiegare perché ‘SI TAV’?

Partenza col botto:

<<innanzitutto stiamo parlando di una ferrovia>>.

Segue circa un minuto di sue teorie sul fatto che il Tav sia diventato un “must” per un pezzo dell’antagonismo italiano nonché parte del programma politico del M5S, poi finalmente torna al concetto di “ferrovia”.

<<Se si riuscisse a parlare nel merito (e, aggiunge, dubita oramai che sia possibile) scopriremo che vogliamo ammodernare un’infrastruttura che attualmente vede una linea ferroviaria che ci ha 140 anni, cioè immaginata da Cavour…lo vogliamo fare in accordo con un nostro principale partner economico…che è la Francia, con un finanziamento europeo significativoquindi risorse che si attivano perché c’è un finanziamento europeo…se non si valuta questo e non si valuta anche l’impatto ambientale della realizzazione di una ferrovia che dovrebbe scaricare, secondo gli intendimenti almeno il 50% dell’attuale traffico su gomma… io voglio ricordare che in val di Susa c’è un’autostrada Torino Bardonecchia dove transitano (e mentre lo dice ha uno sguardo davvero profondo, direi quasi drammatico) migliaia e migliaia di camion al giorno. Che fanno? trasportano merci….>>.

 

Perciò finalmente sentiamo Stefano Esposito parlare del merito. E sono dichiarazioni forti, sia quelle di apertura delle interviste, con le quali si consegna il messaggio importante che deve giungere alle orecchie degli ascoltatori, del popolo, sia quelle di replica alle domande degli spettatori di Fatto Quotidiano tv.

Vediamolo, il suo “merito”, e diamogli i voti…

 

ESPOSITO:

1)    vogliamo ammodernare un’infrastruttura che attualmente …ci ha 140 anni.

VOTO: 3!

Il Sig. Esposito non dice ai suoi elettori, nè a chi lo ascolta, che giusto pochi mesi fa, proprio su quella tratta ferroviaria già esistente, sono stati completati lunghi lavori di ammodernamento costati 400 milioni di euro pubblici…

Ma evidentemente Esposito su questo punto deve rischiare tutto, perché si tratta di una delle colonne portanti del ‘si tav’ – e al minuto 23’ circa alla domanda di un ascoltatore dice, continuando a tacere i lavori da 400 milioni di euro “la linea esistente non è sufficiente, è una linea che ha perso traffico perché è una linea vecchia che non consente il transito dei treni e dei mezzi che sono oggi in servizio”.

A questo punto, visto che non lo dice il senatore del Pd, ricordiamo noi: con i lavori terminati nel 2012 ora ogni tipo di container può transitare sulla linea esistente. Qui sotto il documento di RFI, ritrovabile anche qui http://site.rfi.it/quadroriferimento/files/1462-29-5-12.pdf, che libera la circolazione nel tunnel del Frejus sulla linea Torino-Lione, da maggio 2012, anche dei carri più ingombranti. Rendendo ancora di più inutile l’idea di un’altra linea ferroviaria.

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Non dimenticate che la linea Torino-Lione esistente, per le analisi svolte all’interno del cosiddetto Osservatorio Valle Susa, può sopportare fino a 20 milioni di tonnellate annue di carichi merci, oggi viene utilizzata solo al 20%, senza alcuna tendenza di crescita e senza neppure alcuna previsione di aumento per i prossimi anni. Ma questo lo vedremo meglio tra poco.

 

ESPOSITO:

2)    Lo vogliamo fare in accordo con un nostro principale partner economico…che è la Francia, con un finanziamento europeo significativoquindi risorse che si attivano perché c’è un finanziamento europeo

VOTO: 3!

Qualcuno dovrebbe spiegare al Sig. Esposito, senatore, che lo spreco collettivo non è un’attenuante. E che indurre all’errore Stati membri dell’UE – evidentemente ancora ignari della inutilità dell’opera – costituirebbe una responsabilità internazionale dell’Italia di proporzioni gigantesche, quella sì – per chi è interessato a questi aspetti, io ad esempio non lo sono – una “lesione dell’immagine” dell’Italia, non certo quella lamentata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che chiede i danni ai No Tav nel processo per i fatti del 27.6. e 3.7. 2011.

Poi, per favore, qualcun altro dica ad Esposito che questi famosi francesi che sarebbero d’accordo con lui hanno cambiato idea. Ieri sera 5 marzo 2013, online su Le Figaro (Bianco dit stop aux nouvelles lignes à grande vitesse), sono trapelate le prime notizie sulla commissione incaricata  l’anno scorso dal governo francese di valutare la compatibilità con le risorse disponibili dei nuovi progetti di linee TAV in Francia, fra i quali figurava anche la Torino-Lione. Risultato: tutte da annullare.

 

ESPOSITO:

3)    …non si valuta anche l’impatto ambientale della realizzazione di una ferrovia che dovrebbe scaricare, secondo gli intendimenti almeno il 50% dell’attuale traffico su gomma… io voglio ricordare che in val di Susa c’è un’autostrada Torino Bardonecchia dove transitano migliaia e migliaia di camion al giorno. Che fanno? trasportano merci…

VOTO: 2!

Questo il terzo e ultimo motivo forte di Esposito per essere SI TAV: la nuova linea renderebbe un favore all’ambiente ‘ricevendo’ il 50% del traffico stradale attuale che attraversa la valle di Susa: secondo il senatore “migliaia e migliaia” di camion al giorno.

Ahi ahi ahi. Ci aspettavamo molto di meglio da colui che in questi anni è stato, tra i pochi, il più visibile fautore del progetto.

Invece il senatore dimostra scarse conoscenze di ecologia e di impatto ambientale: fa finta che non esista la fase di costruzione della linea (che sarebbe poi di circa venti anni), e quindi elimina il costo ambientale dettato dalla richiesta di energia elettrica e di carburanti per far funzionare i mezzi di cantiere, le emissione di polveri ed inquinanti nell’atmosfera, i consumi e l’inquinamento per l’importazione dei materiali da costruzione: da dove arriva il cemento? Da dove arriva l’acciaio delle traversine? Da dove arriva l’acciaio del tondino del cemento armato? A quanto pare per il senatore cresce tutto in val di Susa.

Più avanti nel corso dell’intervista arriverà a sostenere che rispetto al traffico su gomma il treno è molto più “ambientale” – lo chiama proprio così. Ma al senatore, e a tutti coloro che, un po’, in fondo a questa ingenua teoria ci credono, bisogna spiegare che oltre al consumo enorme di energia nella fase di costruzione dell’opera, i treni, e naturalmente anche i treni che vanno ad alta velocità, consumano energia elettrica. Certo, il locomotore di un convoglio Frecciarossa mentre viaggia non emette sostanze inquinanti (però inquina dal punto di vista acustico), ma questo non lo trasforma in un sistema di trasporto pulito, perché le sostanze inquinanti le ha emesse prima, nei pressi della centrale termoelettrica che ha bruciato petrolio, oppure carbone, per generare corrente. Se l’energia assorbita dal treno ad alta velocità non è stata generata da una centrale termoelettrica, allora è stata generata da una centrale nucleare francese (in Italia il nucleare è vietato). Insomma, non si può spacciare la corrente che alimenta i treni come pulita, come se fosse stata generata da zero, perché da qualche parte essa ha già inquinato, né, se si ha una coscienza civile, si possono ignorare i costi ambientali e sociali legati alla ricerca dei combustibili fossili, basta pensare ai danni causati dalle società petrolifere nel Delta del Niger.

Ma la cosa più divertente è il dato sul traffico dei camion.

Per lui, l’utilità dell’opera sta nel togliere il 50% dei mezzi che ora passano sull’autostrada, e metterli sulla ferrovia. Mezzi che sarebbero ogni giorno “migliaia e migliaia”.

Dunque, nell’anno 2011, ultimo dato disponibile pubblicato dalla società che gestisce l’autostrada (SITAF), bilancio anno 2011, pag. 41 sono passati in un anno 753.178 camion. Con questi numeri facciamo 2.063 mezzi al giorno, non propriamente “migliaia e migliaia”.

E il bello è che questi dati, distribuiti sulle 24 ore, significano poco più di 1 camion al minuto. E sono gli stessi dati del 2010 così come sono gli stessi dati del 1998, anzi quindici anni fa passavano un briciolo di più di mezzi. Lo schemino sotto, estratto dal bilancio 2011 SITAF, lo prova (VP sta per Veicoli Pesanti).

FRE

Tenete conto che i dati anomali del periodo 1999-2004 sono dovuti alla chiusura del tunnel del Monte Bianco, dopo la tragedia del 1999 e la riapertura nel 2002[1]. Come vedete, da quel momento c’è un inesorabile ritorno ai valori, che questo punto dobbiamo considerare fisiologici, del 1998 pre-incendio. Meno di 800.000 veicoli all’anno, che ne fanno – secondo le cronache locali del 2007 – un’autostrada inutile: “…viene fuori la conferma che l’autostrada della valle di Susa è una delle meno frequentate dai TIR. Se paragonato al traffico pesante, che secondo Anas paralizza i tratti più intasati della rete autostradale del nord Italia (Milano-Bergamo sulla Serenissima e Modena-Bologna sull’Autofiori) l’Autofrejus è quasi un’autostrada inutile. Nella mappa dei flussi dei TIR dove le autostrade sono disegnate più spesse e con colori vivaci a seconda di quanti TIR ospitano, l’A32 quasi non si vede. Una conferma l’abbiamo tutte le volte che percorriamo l’autostrada nei giorni feriali. Ef­fettivamente durante il giorno, da Avigliana al Frejus, di TIR se ne ve­dono veramente pochi: in un’ora, venerdì mattina, una trentina quelli in transito e una ventina in attesa del passaggio nel tunnel”. Luna Nuova del 9/2/07, Massimlliano Borgia, pag. 3.

La stessa SITAF si lamenta, bilancio 2011, pag. 17, della continua contrazione della richiesta di trasporto merci a livello europeo e nazionale: “Alla luce dell’impressionante quadro economico innanzi  descritto… è veramente complesso fare  previsioni  anche sui futuri bilanci  della Società…. va onestamente detto che, se è lecito attendersi un risultato positivo anche per questo esercizio, sulla cui misura è al momento difficile impegnarsi, non  altrettanto può  dirsi per gli esercizi futuri…”.

E si scaglia contro il TAV ed il trasferimento delle merci da gomma a ferrovia: “Appare singolare che in una situazione di crisi economica così grave come quella della quale abbiamo in precedenza cercato di  rappresentare gli aspetti salienti e gli effetti nefasti che ha prodotto e può ancora produrre in futuro, si dia un posto di rilievo ad un argomento che dovrebbe essere anacronistico…Dobbiamo invece segnalare la riviviscenza di alcune azioni, al momento promozionali, a sostegno di misure anche coattive per il  trasferimento  delle  merci  dalla  strada  alla  ferrovia, che, successivamente  alla sottoscrizione dell’accordo definitivo per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione, hanno ripreso vigore. …le tesi sostenute in  passato  dalla  società  relative  a  una  riduzione  di  traffico  attraverso  il  corridoio  del  Frejus  sono  state, purtroppo, confermate in pieno. Con  l’aggiunta  che  l’attuale  concorrente  ferroviario  di  Sitaf  lungo  il  Corridoio  del  Frejus  (l’AFA),  pur avendo aumentato nel corso del 2011 le corse e la relativa capacità di carico, ha avuto solo un modestissimo incremento di passaggi (2,05%), al di sotto delle previsioni, e, analogamente a quanto avvenuto su strada, addirittura un forte ribasso nel primo periodo del corrente anno! E, non dimentichiamolo, con ricavi costituiti all’80% dal contributo dello Stato. Quale è dunque il traffico da trasferire in questa guerra fra poveri?”.

Il Sig. Esposito, senatore della Repubblica, pubblico servitore, li legge i bilanci SITAF o non li legge? Le legge o no le domande di SITAF “Quale è dunque il traffico da trasferire in questa guerra fra poveri?”.

 

John Siccardi