post — 21 gennaio 2014 at 11:36

Promemoria no tav sulle violenze subite dal movimento no tav

val-clarea-notav_58-300x187Ieri pomeriggio(18 gennaio ndr), a Torino, partecipando al convegno organizzato dalle “agende rosse” in ricordo di Paolo Borsellino, abbiamo consegnato a Sonia Alfano, Marco Travaglio e Salvatore Borsellino (fratello di Paolo) il seguente dossier. Una copia l’abbiamo pure data a Laura Castelli e a Marco Scibona, presenti in sala. Salvatore Borsellino mi ha detto che ci segue e che ha partecipato alle manifestazioni NO Muos. Al termine del suo intervento, straordinario (che nessun giornale ha riferito), sono salito sul palco ad abbracciarlo e gli ho regalato il fazzoletto no tav. A pochi metri c’era Caselli con consorte, che, a differenza della platea che ha applaudito più volte l’intervento di Bassolino, che ha demolito politicamente e umanamente Napolitano, è rimasto immobile…

Gigi Richetto

Ecco il testo che ho consegnato ai relatori

All’attenzione di:

– Sonia Alfano, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Europea

  • Antonino Di Matteo, Sostituto Procuratore della Repubblica di Palermo
  • Marco Travaglio, Vice Direttore de “Il Fatto quotidiano”
  • Salvatore Borsellino, fratello del Giudice Paolo
  • Roberto Scarpinato, Procuratore generale della Repubblica di Palermo

oggetto:  solidarietà ad Antonino Di Matteo e

promemoria sulle violenze e gli atti intimidatori di stampo mafioso contro il Movimento No Tav –

 

A nome del Movimento No Tav  vogliamo esprimere la più ferma e sincera solidarietà ad Antonino Di Matteo, magistrato coraggioso, minacciato di morte dalla mafia.

I cittadini del Movimento No Tav, impegnati da più di venti anni in una battaglia civile, pacifica e determinata, per la difesa della Valle di Susa, della salute, dell’ambiente, dei Beni Comuni e del bilancio stesso dello Stato, gravemente compromesso da un’opera così dannosa e inutile come il TAV, sono naturalmente a fianco di chi difende la Costituzione come Antonino Di Matteo.

 

Ci permettiamo soltanto, in occasione di questa bella giornata dedicata alla grande figura del Giudice Paolo Borsellino, di richiamare, seppur sinteticamente, le infinite violenze, intimidazioni, provocazioni e attentati di stampo mafioso cui siamo sottoposti da anni.

Mentre ci uniamo partecipi ai lavori del  vostro importante convegno, ci permettiamo di segnalarvi il seguente “promemoria”:

 

Ricordiamo che fin dal 1997 il “Comitato Habitat”, in una conferenza a Condove (26/6/1997) di Ivan Cicconi e Angelo Tartaglia, aveva denunciato il binomio “alta velocità e malaffare”.

Il 17/12/2002, sempre a Condove, Marco Revelli, Barbara De Bernardi, Carla Mattioli e Giuseppe Sergi, avevano relazionato sull’inscindibile rapporto tra “democrazia e qualità della vita”.

Il 30/3/2004, a Bussoleno, il “Coordinamento sanitario dei medici di base”, con l’oncologo Gays, aveva messo in guardia la popolazione dai concreti rischi per la salute che il TAV comportava.

Nel gennaio 2005 il dottor Marco Tomalino aveva inviato in tal senso una petizione al Parlamento europeo.

Il 5/11/2005, a Susa, una fiaccolata di 15 mila persone, aperta dall’ANPI e dagli studenti dei Licei valsusini, che portavano sul petto gli articoli della Costituzione, denunciava le provocazioni terroristiche, tipiche della “strategia della tensione”, messe in atto contro il Movimento No Tav.

Il 29/11/2005, nella Val Cenischia militarizzata, venivano sospese le garanzie costituzionali e uomini in divisa picchiavano l’europarlamentare Vittorio Agnoletto, impedendo alla commissione di parlamentari europei in visita in Valle di Susa, di svolgere le proprie funzioni di indagine conoscitiva sulla questione Tav.

Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2005, quella che è passata alla storia come “la notte delle infamie”, il governo Berlusconi-Pisanu dava il via libera a squadre di poliziotti con volto coperto che picchiavano selvaggiamente pacifici cittadini, di ogni età e sesso, mentre dormivano nelle tende dove presidiavano i loro terreni. I responsabili di tale mattanza non furono mai identificati!

Il Movimento No Tav rispose con decisione e maturità, riprendendosi i terreni violati,l’8 dicembre 2005 (“l’immacolata ribellione”), con una marcia di trentamila da Susa a Venaus.

E subito dopo, il 12, 13, 14 dicembre, organizzò un convegno straordinario itinerante, a Bardonecchia, Susa, Bussoleno e Condove, sul tema: “PRESIDIARE LA DEMOCRAZIA, REALIZZARE LA COSTITUZIONE”. Vi parteciparono studiosi e giornalisti, partigiani e sacerdoti, operai e giovani delle scuole. Pubblicammo nel 2006, presso il tipografo Piero Melli di Borgone, gli atti e un libro bianco, che documentava anche fotograficamente le violenze subite da decine di cittadini: la professoressa Nicoletta Dosio con il naso spaccato dai manganelli, il medico Enrico Bruno con lesioni al capo e al petto, ecc.

Ma questo non ci faceva disamorare dalla Costituzione, anzi! Proprio il 17/6/2006 una fiaccolata di migliaia di cittadini si muoveva dal Seghino (Mompantero) alla volta di Susa, in difesa della Costituzione e contro le prime denunce che colpivano la protesta No Tav.

E l’8/5/2007, a Vaie, una palestra gremita ascoltava partecipe Marco Travaglio in difesa della legalità; e la Valle si mobilitava poi per Saluggia contro le scorie nucleari o per Sezze, contro le discariche devastanti.

E il 20/5/2007 faceva tappa al presidio di Borgone anche la “Carovana della pace”, per il disarmo e la lotta contro basi e arsenali militari.

Il 16/6/2007, nella stessa serata, in due sale altrettanto gremite, il popolo No Tav organizzava due conferenze straordinarie, a Susa con Ivan Cicconi, ad Avigliana con il giudice Ferdinando Imposimato.

Intanto proseguiva il veleno mediatico contro “la Valle che resiste”, che non accetta compensazioni e non svende la sua dignità. Menzogne, indifferenza e provocazioni si susseguivano quotidianamente. Così i poteri forti preparavano il terreno per altri soprusi, per altre violenze.

Nella notte tra il 23 e il 24 gennaio 2010 un incendio di stampo mafioso distruggeva il presidio No Tav di Borgone e nello stesso periodo, dopo due tentativi sventati dalla vigilanza dei cittadini, veniva distrutto anche il presidio No Tav di Bruzolo.

Nel febbraio 2010 la Valle si mobilitava ancora ad Avigliana, a fianco dei giovani No Tav del centro sociale “Takuma”, che avevano visto la loro sede violata da bombe carta lanciate da fascisti, anche qui mai identificati!

Mentre si susseguivano le provocazioni e le false informazioni, per cercare di accreditare presso l’opinione pubblica fuori della Valle una immagine violenta di una lotta pluriennale invece pacifica e determinata, si ripeteva all’inizio del 2010 un nuovo pestaggio infame contro Marinella Alotto e Simone, picchiati selvaggiamente nel fango dei terreni di Traduerivi (presso Susa) in occasione della opposizione popolare e pacifica alle trivellazioni.

Il 2 giugno 2011, mentre era in corso la straordinaria partecipazione democratica alla Maddalena di Chiomonte, le madri valsusine si rivolgevano al presidente Napolitano per chiedere attenzione e rispetto verso la Valle di Susa. La lettera, come quella delle madri della “terra dei fuochi”, cadeva nella più assoluta indifferenza.

Solo un sacerdote, don Michele Dosio, il 17/6/2011, dopo aver ascoltato per radio quel giorno, per ben tre volte, al “gazzettino del Piemonte”, infami menzogne contro il Movimento No Tav, saliva alla Maddalena per esortarci a RESISTERE, confessando pubblicamente in assemblea di aver appreso da noi cosa fossero coraggio e coerenza!

E a fine giugno 2011 venne lo sgombero violento della Maddalena, con l’impiego massiccio dei gas CS, proibiti dalle convenzioni internazionali. Cittadini inermi vennero gasati e intossicati nelle tende dai “professionisti della legalità” di Maroni, mentre sostavano sui terreni garantiti all’agibilità democratica dalla Comunità Montana!

E il 3 luglio 2011 venne ancora la violenza contro i dimostranti feriti, torturati dai responsabili della famigerata ”operazione Hunter”, che “la giustizia a senso unico” si rifiuta di perseguire, come già aveva fatto per “la notte delle infamie” di Venaus.

E il 24/7/2011 arriviamo ad un altro fatto sconvolgente, che la dice lunga sulla pervasiva sudditanza dell’informazione ai poteri forti. Un fotografo manifestante, Alessandro L., viene colpito al volto e sfigurato da un candelotto sparato ad altezza d’uomo da distanza ravvicinata; e due giorni dopo riceve un messaggio che parte dalla rete interna della “Editrice La Stampa”, che lo consiglia di dire che si è fatto male…cadendo! Tutto questo è stato ricostruito mesi dopo dall’unica inchiesta onesta di Carlo Gubitosa (Liberazione 24/11/2011). Attendiamo ancora dall’Ordine dei Giornalisti, con i rappresentanti del quale ci siamo incontrati l’estate scorsa per avere chiarimenti, una risposta efficace. Finora nulla! Forse la deontologia professionale non è più un valore?

E a proposito di lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo, l’8/12/2011 veniva colpito, con danni irreparabili all’udito, Yuri, uno studente di 16 anni, mentre manifestava contro il cantiere illegale!

Nella stessa occasione fu ferito gravemente anche un ragazzo di Padova, che perse un occhio!

Continui sono stati i nostri tentativi di essere ascoltati, supportati da fior di scienziati e docenti universitari, che si sono inutilmente, come noi, rivolti al presidente della Repubblica!

Emblematica è stata l’iniziativa del digiuno, col titolo “ASCOLTATELI!”, iniziatosi in piazza Castello a Torino il 17 marzo 2012, promosso dal centro “Sereno Regis”, e affiancato nello stesso periodo, in Valle, dal comune di Villarfocchiardo! Per settimane abbiamo atteso invano che qualche politico alla guida della Città una volta capitale d’Italia venisse ad informarsi sulla inutilità e dannosità del TAV. Abbiamo avuto la solidarietà solo di semplici cittadini e di qualche classe in gita scolastica proveniente da fuori regione…

Scrivemmo anche alla neoeletta Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, perchè ci ascoltasse e prendesse posizione, a favore di una lotta come la nostra, che mette al centro la difesa della salute e dell’ambiente, della Costituzione insomma, ma invano…

Anche così, oltre che con la corruzione, si uccide la “democrazia”!

Infine è arrivato, il 2/11/2013, il nuovo incendio di stampo mafioso del presidio No Tav di Vaie!

Ma a questo atto criminale bisogna associare altri atti criminali come l’avvelenamento della cagnetta PAI  di Alberto Perino e le minacce di morte contro di lui e contro il presidente della Comunità Montana Sandro Plano e altri amministratori e attivisti No Tav. E vanno aggiunti poi continui atti  vandalici contro le auto, come le tre auto incendiate a Chianocco a fine febbraio 2012 e i continui tagli di gomme, le carrozzerie rigate, financo manomessi i freni. Va sottolineato il particolare accanimento contro i membri del Comitato No Tav di Susa-Mompantero, che subiscono minacce, anche di morte, e provocazioni di ogni tipo, documentate anche dalla registrazione televisiva di “Servizio Pubblico”… Sarebbe lunghissimo fare l’elenco, paese per paese delle violenze che hanno subito i cittadini impegnati nella lotta contro il Tav.

Ma non possiamo dimenticare Titti Giorgione, l’infermiera calpestata mentre era a terra allo svincolo di Chianocco all’inizio di marzo 2012, con la caviglia fratturata dopo che manganelli e gas CS erano stati profusi a volontà! E non possiamo dimenticare l’ultimo episodio di Marta, che subì oltraggio e violenza dentro le reti del cantiere di Chiomonte, da agenti in servizio…

Silenzi, indifferenza, menzogna, provocazioni e oltraggio: anche così si manifesta la mafia, in Valle di Susa.

 

P.S. Alleghiamo al presente promemoria:

1) il libro di Achille Croce su Gandhi, che documenta anche la storia del G.V.A.N. (Gruppo Valsusino di Azione Nonviolenta), di cui Alberto Perino, con don Giuseppe Viglongo e Achille Croce, fu animatore infaticabile, per ricordare ancora una volta, a tutti, che il dna della nonviolenza è la matrice più profonda e feconda del Movimento No Tav;

  1. l’articolo di Carlo Gubitosa su “Liberazione” del 24/11/2011;
  2. il calendario No Tav 2014, che documenta le nostre iniziative.

 

Torino, 18 gennaio 2014