post — 20 giugno 2011 at 10:20

Nicola Izzo, l’impronta del mastino sulla Valle di Susa.

[Da Infoaut.org] La storia del “mastino” Nicola Izzo s’incrocianuovamente con il nostro territorio. L’oggi vice capo della Polizia è benconosciuto per le sue imprese e il suo nome è legato a fatti eclatanti nella gestione dell’ordine pubblico a Torino e in Italia. Sarà l’uomo che affiancherà il Prefetto di Torino e il Questore nelle operazioni alla Maddalena. Una sua scheda di presentazione.

La sua carriera da Questore inizia alla Direzione Polstrada diPavia e prosegue parallelamente con la sua scalata al vertice del Sap, ilsindacato di destra della ps.
Promosso dopo soli otto mesi a questore di Treviso, successivamente vienetrasferito a Verona da dove, dopo un anno, nell’ottobre del 1998 viene promossoalla questura di Torino.

Giunto a Torino, al suo insediamento, le cronache ricordano duefatti particolari che già inquadrano il soggetto: la prima riguarda larepressione nei confronti degli studenti medi torinesi che in unamanifestazione sotto il provveditorato agli studi, in via Coazze, fubrutalmente caricata dalle forze dell’ordine con una successiva caccia all’uomoche porto gli studenti ben oltre il quartiere sede del provveditorato.

Se questo episodio fu il bastone del mastino, arrivò la carotadello stesso, che via email contattò il centro sociale Gabrio con un documentodal titolo “Il buon giorno si vede dal questore”, invitando il cs a rispettarela legalità e trovare una forma di dialogo con il titolare della questura. UnImprinting che avrebbe da li a poco, dimostrato l’idea di ordine pubblico diIzzo. Ma anche un biglietto da visita che userà in tutti i suoi nuovi incarichi.

altMa il momento topico del suo agire fu il 1°maggio del 1999 neiconfronti del movimento antagonista e del centro sociale Askatasuna. Il periodostorico era quello della guerra nei Balcani; il governo era di centro sinistracon Massimo D’Alema agli esteri. Lo spezzone antagonista contestò i partitiattivi nell’attacco al kossovo e ne scaturirono cospicui disordini di piazzatra gli autonomi le forze dell’ordine eil servizio d’ordine della Cgil. Al termine del corteo intorno alle14.00 circa, la polizia fece irruzione al centro sociale Askatasuna, dove sistava tenendo la tradizionale grigliata con i compagni/e, famiglie delquartiere e vari partecipanti, fermando 100 persone, trattenendole fino alle23.00 in questura, e durante l’irruzione distrussero ogni parte dei 4 piani delcentro sociale, devastando, oltraggiando e pisciando su qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, dalla libreria ai bagni e non contenti, vergarono scritte suimuri inneggianti al duce e varie forme d’insulti. Una tavola di legno che ricordavaTonino Miccichè, compagno ucciso negli ani 70, fu trafitta da un punteruolosull’immagine di Tonino. L’accusa per tutti fu di resistenza a pubblicoufficiale e solo grazie alla presenza di una decina di compagni sul tetto ealla mobilitazione immediata di solidarietà il centro sociale non fusgomberato. In seguito i 100 indagati fecero un esposto nel quale denunciaronole forze dell’ordine per le violenze subite e soprattutto alcuni fecero nomi ecognomi degli aguzzini che ordinarono i pestaggi mirati. Al comando sedevanol’oggi questore di Novara Giovanni Sarlo, e l’attuale vice capo della PoliziaNicola Izzo. Il procedimento venne archiviato e nessun appartenente alle forzedell’ordine è mai stato condannato per quella che fu una vera e propria rappresaglia,precedendo di due anni quello che avvenne a Napoli nel Global Forum del 2001 eal G8 di Genova.

Rosso Askatasuna.Armando Ceste insieme a Beppe Rosso fecero un film di quella giornata che ciaiutò nel far conoscere un fatto che altrimenti sarebbe stato taciuto, “RossoAskatasuna – a proposito di un primo maggio in guerra”, che dimostrò es’interrogò su cosa successe in quella giornata, non accettando di catalogarlacome una giornata qualunque. Il film era dedicato a Pasquale Cavaliere che dalì a poco scomparve, oggi Armando non c’è più, ma rimane il suo lavoro, il suomodo di raccontare i fatti e la coerenza di un uomo, che attraverso la sua arte, si è sempre schierato dalla parte di chi lotta. A lui vogliamo dedicarequesto primo maggio e tutti i momenti in cui ricorderemo quel 1999. [http://www.csoaskatasuna.org/tag/rosso-askatasuna]

In questi ed altri momenti di tensionenella città di Torino, il mastino Izzo si contraddistinse sempre per la volontàdi essere presente a dirigere e osservare personalmente le operazioni in campo,avvenne per la devastazione dell’Askatasuna, dove sostava fuori dal cs e inaltre occasioni di piazza dove seguì costantemente in vie limitrofe il corteo.

Nel frattempo la carriera del questore proseguì arrivando nel 2000 a dirigere laQuestura di Napoli, non tralasciando mai il suo ruolo all’interno del Sap, dovefu criticato dalla base per non aver mai volutolasciare le cariche in seguito alle promozioni ottenute in carriera.

A Napoli del luglio del 2000 un ragazzo di 17 anni venne ucciso daun agente della ps per non aver rispettato un alt. Una tragedia causata dall’agenteche ha sparato perché preso in giro dalla gente in torno. Izzo decise dipresentarsi alla città andando direttamente dalla famiglia del ragazzo adimostrare cordoglio per una morte causata da un suo agente. Uscì su tutti imedia come l’uomo della responsabilità, ma conoscendolo quella fu il biglietto da visita consueto che sfodera all’arrivo in nuove città.

[http://www.repubblica.it/online/cronaca/polispara/polispara/polispara.html]

[http://archiviostorico.corriere.it/2000/luglio/22/madre_lacrime_davanti_questore_Dottore_co_0_000722048.shtml]

Global forum 17 marzo 2001

altII giorno della prova generale della repressione del luglio successivo, al G8 di Genova. Un corteo diquel nascente movimento noglobal contestava l’apertura del Global Forum diNapoli. Il corteo formato da alcune migliaia di manifestanti tentò in piazzadel Municipio di sfondare la prima “zona rossa” conosciuta. La instituì in unprogetto criminale, proprio il mastino, ponendo la prima volta una zonainvalicabile in una pubblica piazza. Nel tentativo di forzare il blocco delleforze dell’ordine avvennero degli scontri all’interno di una piazza, sommersada lacrimogeni, che si rivelava una vera e propria trappola senza alcuna via difuga per far defluire il corteo come sempre avviene. Izzo predispose lo schemae lo osservò in diretta dall’elicottero che sorvolava tutto il tempo la piazza.Dopo il corteo avvennero caccie all’uomo per tutta Napoli, con l’impiego deifamosi falchi, agenti in borghese in motocicletta, che pestarono selvaggiamentegruppi e singoli che defluivano. Il peggio, però, doveva ancora venire: arrivòa sera, di notte nelle sale di pronto soccorso degli ospedali, dov’eranoricoverati tanti dei feriti nella caccia all’uomo della giornata. Erano stati200, i feriti. E decine, un centinaio anzi, la stessa polizia andò a prenderlinei letti, nelle brandine delle corsie ospedaliere. Per tradurli nel designato«centro di raccolta» dei «fermati» perché «individuati tra i violenti» cuil’autorità pubblica addossò, sul momento, la responsabilità degli scontri. Quel centro era la caserma Raniero. Il problema è che la Questura stessa mise agliatti, in quella primavera del 2002, che operare i fermi negli ospedali e tradurrei fermati alla Raniero fu un’operazione frutto d’un ordine. D’una disposizione della Questura stessa. Sulla quale, d’altra parte, non si è mai ottenuto l’indicazione d’un responsabile ultimo. Tanto meno in sede giudiziaria. Resta, al di là anzi al diqua dell’ambito penale – e d’ogni formalità – che la Questura c’era. NicolaIzzo. sei anni fa fu difeso a spadatratta, anche con l’appoggio a incredibili presidi della Questura da parte dei poliziotti”in rivolta”, anche fra minacce pubbliche di morte ai pm.

[http://www.repubblica.it/online/politica/globalforumdue/genitori/genitori.html]

[http://cerca.unita.it/?key=izzo&first=271&orderby=0]

[http://www.deriveapprodi.org/autore/rete-no-global-network-campano-per-i-diritti-globali/]

Ancora promozioni e Guai Giudiziari

Per tutto quelloche concerne gli episodi citati, Izzo è sempre scampato alle inchieste perché,sempre archiviate c’è da dire. Ma la sua carriera prosegue, evidentemente peril ministero dell’interno, tutto fa curriculum per un uomo di stato diventando: direttore interregionale per Lazio, Abruzzo e Sardegna, poi perLombardia edEmilia Romagna; nel 2005 prefetto di Lodi.;Capo della segreteria generale delDipartimento di Pubblica Sicurezza dall’agosto del 2007 ossia poco dopo lanomina di Manganelli come successore (da questi suggerito e già suo vice) diGianni De Gennaro.

Dal 2008 è vicecapo della Polizia, evidentemente, come abbiamo visto per i macellai di Genova,gli uomini di stato da premiare sono questi.

altNel Giugno 2010 èindagato per turbativa d’asta nel napoletano, ritenendo che la commessa per ilCen, una sorta di banca dati delle immagini filmate per ragioni di ordine esicurezza pubblica, sia stata conferita in violazione delle norme sugli appaltipubblici. Una storia ancora da chiarire pienamente.

Sta di fatto cheoggi molto probabilmente sarà il mastino Nicola Izzo a dirigere le operazionidel blitz a Chiomonte, quindi lo stato ha bisogna della garanzia di un uomo chel’ordine pubblico lo intende in maniera molto sporca.

Potremmoscommettere fin d’ora che se così sarà, il mastino sarà “in campo” ( o in cielocon un elicottero) a dirigere le operazioni per essere sicuro che avvenganocome piace a lui.

[http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/3-giugno-2010/caso-finmeccanica-indagato-prefetto-aquila-procura-convoca-izzo–1703130532404.shtml]