post — 5 aprile 2012 at 07:27

Niccolò, l’Anpi e il movimento No Tav

Pubblichiamo un articolo di Milano in movimento, dove i compagni di Niccolò  Garufi, spiegano dettagliatamente la vicenda della sezione ANPI Vigentina di via Bellezza a Milano e del diniego al rinnovo della tessera di tutta la famiglia di Niccolò, sottolienando una volta in più il ruolo “di parte” del presidente Smuraglia che di mestiere (e di fatto), in tutti gli incarichi che ricopre, fa l’avvocato personale del Proc.Caselli

Niccolò è un compagno antifascista. Da sempre. Un compagno di movimento che ha sempre fatto dell’antifascismo un valore ed una pratica imprescindibile.

Questo suo impegno s’è sempre caratterizzato in mille modi, nelle tante battaglie sociali e politiche che l’hanno visto impegnato sin dai banchi di scuola così come nella sua vita quotidiana. Tra questi mille modi Niccolò ha sempre deciso vi dovesse essere l’adesione all’Anpi.

Vi sono diversi motivi alla base di questa scelta e tra i tanti ci piace sottolinearne uno: per Niccolò il confronto tra storie e generazioni diverse è sempre stato innanzi tutto un piacere, un elemento per dare forza e vigore alla storia dell’antifascismo e metterlo sempre in relazione con l’attualità e la società d’oggi.

E’ stato quindi naturale, per Niccolò, iscriversi all’Anpi tanti anni fa e coinvolgere via via chi partecipava a collettivi, centri sociali ed esperienze di movimento molti di noi in questa associazione.

Ci ha presi uno ad uno ed anno dopo anno ha portato tanti di noi al pranzo che ogni 25 Aprile si tiene all’Arci Bellezza prima della manifestazione, al giro delle lapidi che s’è via via trasformato da rito un po’ spento a occasione viva e partecipata da tanti ragazzi giovani, in tante diverse iniziative che l’Anpi, la sua associazione, realizzava a Milano e non solo.

Quella di Niccolò è la storia di tanti compagni e compagne che hanno fatto, in luoghi assai disparati, lo stesso percorso, quella storia che significa oggi una percentuale altissima di iscritti giovani e giovanissimi all’Anpi e che ha contribuito significativamente a mantenere in vita questa storica e importante associazione.

E’ anche per questo che fa proprio male al cuore vedere come questo impegno è stato trattato da una parte dell’Anpi.

Quando Niccolò è stato arrestato è venuto naturale a molti iscritti all’Anpi attivarsi per la sua liberazione. Del resto in tanti erano già attivi sulla battaglia contro l’alta velocità in Val Susa e quindi chiedere la liberazione di Niccolò e di tutti gli arrestati ne era semplicemente prosieguo e completamento.

Nel frattempo però, un bruttissimo comunicato a firma del Presidente dell’Anpi Smuraglia dava la linea, senza alcuna discussione interna, a cui tutti i circoli e gli iscritti avrebbero dovuto attenersi. Nelle parole di Smuraglia si tracciava un confine: l’Anpi non è No Tav, si solidarizzava col Procuratore di Torino Caselli e si bollava il movimento No Tav come violento e quindi di fatto fuori dai valori dell’associazione.

http://www.anpi.it/lanpi-non-e-no-tav/

Alle parole di Smuraglia dava risposta esemplare e di fondamentale chiarezza proprio un Circolo Anpi della Val Susa, quello di Bussoleno.

http://www.notav.info/post/comunicato-stampa-a-n-p-i-sez-bussoleno-foresto-chianocco/

Alle loro parole noi vorremmo solo aggiungere due piccole considerazioni.

La prima è molto semplice e riguarda il tentativo in atto d’impedire a Niccolò di rinnovare la sua iscrizione al Circolo Anpi Vigentina: la presunzione d’innocenza – quantomeno in teoria uno dei pilastri del nostro sistema giuridico – vale per tutti tranne che per i giovani iscritti all’Anpi?

Perchè se già è assolutamente aberrante che Niccolò sia stato posto in stato di carcerazione preventiva senza che si sia svolto alcun processo nei suoi confronti è per certi versi ancor più aberrante che un’associazione come l’Anpi provveda preventivamente a fare in modo che un proprio socio non possa più re-iscriversi. Sulla base di quali motivazioni? Sulla base di quali violazioni statutarie? Sulla base di quale discussione interna?

E ancora: non dovrebbe semmai essere dovere primario per un soggetto come l’Anpi innanzi tutto tutelare un proprio iscritto (soprattutto in una situazione di privazione della libertà)? O quantomeno, non dovrebbe essere compito dell’associazione informarsi adeguatamente e dettagliatamente prima di prendere qualsivoglia decisione e provvedimento, magari attraverso una discussione aperta con gli iscritti, a cominciare (se non è chiedere troppo) proprio da quelli che Niccolò l’hanno conosciuto direttamente?

Perchè ciò che è avvenuto è essenzialmente questo: all’ultima riunione del Circolo Anpi Vigentina, convocato per discutere proprio della giornata del 25 aprile, un rappresentante del Consiglio Provinciale dell’Anpi s’è presentato chiarendo che era un bene, per l’associazione, che Niccolò non avesse ancora rinnovato la sua tessera per l’anno in corso e che non gli sarebbe stata rinnovata successivamente. Credete che questa posizione fosse frutto di una qualsivoglia discussione all’interno degli organi direttivi dell’Anpi? Assolutamente no, non v’è mai stato organo associativo che ne abbia fatto discussione!

Infine, giusto perchè è bene si dica tutto molto chiaramente e senza alcuna omissione: visto che veniamo da almeno un ventennio in cui, a sinistra, s’è puntato il dito contro il “conflitto d’interessi” che ha inquinato abbondantemente la politica italiana,  non sarebbe stato meglio che il Presidente dell’Anpi Smuraglia, legale personale del Procuratore Caselli a capo di questa indagine contro il movimento No Tav, si astenesse dal prendere posizioni così nette, dall’alto, prive di coinvolgimento degli organi associativi e trancianti oltre che non rappresentative della complessità di posizioni e punti di vista dei soci?

Ci si scandalizza per l’avvocato del premier che attacca i giudici ma che dire dell’avvocato del giudice che attacca i propri soci indagati e incarcerati?

Niccolò ha ricevuto tanta solidarietà durante gli oltre due mesi di carcere preventivo (preventivo, Signor Smuraglia, vuol dire prima di qualsiasi processo, Lei è avvocato e sicuramente conosce bene questo concetto) che ha dovuto effettuare a San Vittore. Anche da tanti iscritti all’Anpi, ultimo in ordine di tempo – ma sicuramente bellissimo e importantissimo – dall’Anpi di Bussoleno.

Non l’ha ricevuta purtroppo dal Presidente dell’associazione di cui fa parte.

Non ci siamo sbagliati, abbiamo scritto “fa parte”, coniugato al presente e non al passato, volutamente e senza arroganza. Perchè sappiamo che l’appartenenza all’Anpi di Niccolò non può essere cancellata da un diktat dall’alto miope oltre che vergognoso e soprattutto sappiamo che esiste un’associazione, che si chiama Anpi, fatta da migliaia di persone degne e giuste che sono felici e orgogliose d’avere Niccolò al loro fianco e di cui Niccolò è orgoglioso di far parte ancora oggi.