post — 17 marzo 2016 at 19:21

Nessuna diffamazione nei confronti di Numa: il fatto non costituisce reato

caschiE così si è concluso il processo che vedeva imputato questo sito, Pierpaolo e Lele  con un assoluzione piena, nella causa imbastita da Massimo Numa e la procura di Torino (pm elmettato Padalino) per il reato di diffamazione, perchè il fatto non costituisce reato.

Dopo diverse udienze, si arriva alla fine di una ridicola ipotesi secondo la quale, un articolo come questo,QUELLA LIBERTÀ DI STAMPA, TALVOLTA UN PO’ FRAINTESA (giovani no tav),  potesse diffamare l’onorabilità di un giornalista come Massimino Numa.

Il tutto nasce dall’articolo citato prima e ha visto indagini da parte della Digos, della Polizia Postale e dell’operato della Pm Padalino per portare in tribunale una delle voci via web del movimento notav e alcuni suoi redattori, con l’intento di metterci a tacere o almeno intimidirci, tutti.

Dopo imbarazzanti udienze, dove una persona che lavora nel campo dell’informazione da 20 anni ha sostenuto che un sito web come notav.info è ” una specie di ragno dove c’è una testa con varie ramificazioni; ogni volta che esce uno di questi pezzi su questo sito viene poi rimbalzato sui profili Facebook e su altri siti” (benvenuti nell’era di internet! ndr) e ha sciorinato tutte le motivazioni per cui deve presentarsi in aula con la scorta, finisce tutto con un nulla di fatto, e un’altra sconfitta per i pm con l’elmetto e il cronista del tav.

Quindi criticare chi lavora con metodo contro il movimento notav, appellandosi alla libertà di stampa, si può fare, e non è reato, e continueremo a farlo con ancora più convinzione.

Massimino i 20.000 € chiesti come risarcimento prova  a farteli dare da altri, magari facendoti assumere all’ufficio stampa della Questura o Telt.

Alla prossima.