post — 18 ottobre 2014 at 19:38

Mario Virano e gli amici de La Valsusa

virano_gRiceviamo e volentieri pubblichiamo

Come è ormai noto, martedì 14 Ottobre a Bruxelles una trentina di parlamentari europei ha incontrato sei esponenti italo francesi dell’opposizione alla Torino-Lione. Il convegno era stato preparato da tempo, su invito degli stessi deputati che volevano informarsi approfonditamente sulla questione. In oltre tre ore di confronto, esponenti di GUE, M5S, Verdi Europei, Lista Tsipras e altri hanno apprezzato la competenza degli esperti no tav e la loro vasta documentazione ufficiale, della quale si avvarranno in futuro per azioni comuni contro questa e altre grandi opere inutili (si vedano ad esempio le dichiarazioni di Karima Delli). In apertura, il presidente della commissione trasporti Michael Cramer ha dichiarato, tra l’altro, che l’Unione Europea non potrà finanziare il 40% del tunnel di base perché il budget complessivo deve essere più equamente diviso tra diversi progetti concorrenti. Tanto è bastato per allarmare i sostenitori dell’opera – alcuni hanno assistito alla riunione – e occupare i titoli dei giornali, oscurando in parte i notevoli risultati della mattina.

Il settimanale La Valsusa del 16 ottobre ne riferisce con un articolo che inizia in prima pagina e finisce nella seconda, utilizzando in totale 364 parole. Ma di queste, ben 214 sono dedicate a Mario Virano. Il 60% dello spazio per un episodio che non lo riguarda. Bel giornalismo!

Merita due considerazioni, una di forma e una di contenuto.

Cominciamo dalla prima.

Il giornalista poteva chiedere informazioni al suo collega Curzio Maltese, oggi deputato europeo, presente il 14. Oppure ad un collaboratore della stessa La Valsusa, componente della delegazione, che abita a 400 metri dalla redazione. O a molti altri partecipanti. Lo hanno fatto Il Sole 24 Ore, Il Manifesto e perfino il Tg3 Regionale. Ha preferito invece fermarsi al titolo Ansa – la UE non garantisce il 40% della Torino-Lione – e poi intervistare Virano. Come se, quando un sommelier critica il vino cattivo e caro, si trascurasse il cliente per sottomettersi al parere del cantiniere. Considerato lo stile, i tecnici della Comunità Montana hanno fatto bene a rifiutare l’offerta del settimanale di uno spazio periodico per confrontarsi con LTF.

La seconda riflessione riguarda il pensiero di Mario Virano, commissario per la Torino-Lione, presidente sia dell’Osservatorio sia della Commissione Intergovernativa. Con tanti importanti incarichi assunti da tanto tempo, dovrebbe essere il massimo esperto mondiale dell’opera. Le sue parole – incorniciate dalle virgolette che ne testimoniano l’autenticità – rivelano invece una preoccupante confusione. Michael Cramer non parla per opinione personale ma perché presiede la Commissione Trasporti dell’Unione Europea. Per questo le sue affermazioni hanno avuto tanta eco.

Il Brinkhorst in cui Virano ripone tanta fiducia è il commissario i cui rapporti – l’ultimo è di un anno fa – sono preceduti dalla seguente avvertenza “La presente relazione rappresenta esclusivamente l’opinione del coordinatore europeo e non pregiudica la posizione ufficiale della Commissione europea”.

La UE ha già ridotto il finanziamento ai lavori preparatori della NLTL, accettando di malavoglia i ritardi “dovuti a cause tecniche e amministrative”. È concreto il rischio che, con la Maddalena al rallentatore, altri soldi europei vengano a mancare per finire il cunicolo dopo il 2015.

Questo e molto altro è documentato da atti ufficiali. È impossibile che Virano non li conosca. E poiché è inconcepibile che menta, rimane l’unica possibilità: non li capisce più! Come non bastasse, il suo Osservatorio perde pezzi e autorevolezza ogni giorno che passa. Insomma, l’uomo è inutile e costoso proprio come la Torino-Lione.

Allora, non come movimento ma come cittadini, siamo preoccupati per l’inadeguatezza di un tale dirigente. Forse è il caso di sostituirlo, prima che sia troppo tardi.

[NDR – più sotto trovate l’articolo in questione. Curiosa una affermazione di Virano secondo cui la Torino Lione avrebbe intercettato nel periodo 2007-2013 (non 2014 come dice lui) il 27% degli 8 miliardi stanziati dall’UE per i corridoi. Come si può leggere in questo documento l’UE ha dato un finanziamento di 395 milioni di euro nel periodo 2007-2013 (poi prorogati al 2015). Che a noi risultano essere il 4,9% di 8 miliardi, non il 27%. Compito del giornalista sarebbe fare un minimo di fact checking, chiedere conto di talune affermazioni, e non prendere tutto per buono. Auspichiamo che anche a La Valsusa possa valere questa regola]

Succede a ogni stormir di fronde che si senta dire: “La Torino-Lione non si fa più”; “I soldi non ci sono”; l’Unione Europea non ci metterà il becco di un quattrino”. Questa volta la voce arriva direttamente da Bruxelles e subito il tam tam mediatico ha fatto rimbalzare titoli che annunciavano improvvise gelate sulla nuova linea ad alta velocità. Motivo? Michael Cramer, tedesco, presidente della Commissione Trasporti del Parlamento Europeo, esponente del Gruppo Verde, ha dichiarato che “non è verosimile pensare che l’Unione Europea sia in grado di coprire il 40% del costo totale dell’opera, come sperato dai governi di Italia e Francia”. Ad ascoltarlo, nei palazzi europei, una platea portata a Bruxelles dai movimenti No Tav italiano e francese nel corso di un convegno organizzato per presentare la situazione dell’opposizione linea ai nuovi membri del Parlamento Europeo.

Il giubilo degli ambienti No Tav non ha tardato a rimbalzare sulla rete. Ma quanto sono attendibili le dichiarazioni di Cramer? Per il commissario del Governo sulla Torino-Lione Mario Virano è presto detto: “Poco, anzi nulla”. Perché? “Intanto Cramer non è certo chi decide cosa finanziare e cosa no. Lui presiede un organismo politico”. E del giubilo dei No Tav che ne pensa? “Che è comprensibile ma poco attendibile. Del resto proviene da quegli ambienti secondo cui il cantiere di Chiomonte non sarebbe mai diventato operativo, i francesi si sarebbero sfilare e il governo Renzi avrebbe abbandonato il progetto”. Ma i finanziamenti europei sono davvero a rischio? “Macché! Tutti gli atti formali, che son quelli che contano, dimostrano il contrario. Il Bilancio della Commissione Europea per il 2007-2014 stanziava 8 miliardi di euro per le linee europee e il 27 per cento veniva intercettato dalla Torino-Lione. E adesso, col bilancio 2014-2020 succede che i soldi stanziati sono 24 miliardi e la Torino-Lione ne intercetta il 40 per cento. Le cifre sono scritte nero su bianco. Queste cose in sede Ue vengono dette e ribadite da anni. Il Commissario Laurens Jan Brinkost le ripete pressoché quotidianamente. E vengono confermate tutte le settimane nelle riunioni a Bruxelles tra i tecnici italiani e francesi che stanno predisponendo il dossier per ottenere il contributo del 40 per cento dall’Unione Europea”.