post — 11 giugno 2011 at 16:02

La Val di Susa non è assediata

(Testo per i giornalisti distribuito alla conferenza stampa del 11 giugno 2011 davanti alla RAI a Torino)

La Val di Susa non è assediata

La resistenza NOTAV ha potuto misurare in questi giorni l’ampiezza del consenso di cui gode in tutto il paese: è una risposta a chi la dipinge isolata e arroccata su posizioni in contrasto con quelle di chi vive al di fuori della valle, chiusa nell’egoismo del suo piccolo cortile.

L’appello “Per la democrazia e il rispetto della legalità in Valsusa” ha riscosso un successo straordinario:  1000 adesioni nelle prime 24 ore, 2000 in tre giorni, da ogni parte del paese, da persone di ogni età e di ogni estrazione sociale. Sono tutti violenti, anarco-insurrezionalisti, irriducibili estremisti che rifiutano il confronto?

Prima che una condivisione sulle ragioni notav la risposta all’appello è la riprova di quanto la parte sana del paese abbia a cuore il rispetto di regole condivise e la democrazia: è la parte che condanna l’arroganza di chi non rinuncia a un grande business “costi quel che costi”. E’ una condanna nei confronti di conta sull’impunità.

La risposta all’appello è una netta condanna nei confronti di chi alimenta un clima di tensione criminalizzando un movimento che opera alla luce del sole in modo civile e pacifico. Chi ha aderito all’appello, e chi lo farà, respinge al mittente insieme a tutto il movimento notav l’accusa di usare la violenza. L’arroganza, la violenza, l’uso di armi improprie e le intimidazioni di stampo mafioso arrivano soltanto da politici, affaristi inquisiti e collusi con le mafie e dalla stampa che li sostiene.

Chi ha aderito all’appello denuncia la vergogna di una campagna di disinformazione dei media asserviti alle lobby delle grandi opere e rivolge un invito ai giornalisti seri e liberi a far sentire la propria voce guardando con i propri occhi e scrivendo ciò che vedono, li invita a non essere complici ma a ridare dignità alla loro professione.

Anche Torino ha dimostrato che si sta svegliando:  è la Torino che non si piega ai ricatti, che vive l’aggressione a chi si oppone a un’opera inutile, dannosa e immensamente costosa come un’aggressione a tutta la comunità, non solo in Val di Susa.
E’ la Torino democratica che inorridisce di fronte alla sua classe politica che invoca l’uso della forza, è la Torino che saprà reagire.

Torino 11 giugno 2011

Comitato NOTAV Torino
(per i promotori dell’appello)

(risposta ai 2000 sottoscrittori dell’appello “per la democrazia e il rispetto della legalità in val di Susa)

Venite a trovarci

A nome di tutto il movimento notav un grande GRAZIE a chi ha raccolto il nostro appello “per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa” e a chi si è attivato per diffonderlo alla ricerca di altre adesioni (e ci scusiamo se va a rilento la pubblicazione dei nomi sul sito www.notavtorino.org: siate comprensivi).
L’ottimo risultato ottenuto (in poco più di 48 ore oltre 1700 adesioni da tutto il paese) ci conferma quanto ampio  sia l’interesse e quanto grande la solidarietà per la nostra resistenza.
Molti ci hanno espresso, nel loro messaggio di adesione, la disponibilità a sostenerci concretamente e ci hanno chiesto cosa possono fare. Il primo invito è a non farsi distrarre dalla campagna di disinformazione di massa che rovescia il senso di parole quali democrazia e sopraffazione: invitate conoscenti, colleghi, amici e parenti a fare altrettanto: anche chi non è oggi con noi ma non ha un interesse nel grande bussiness del TAV può capire e ricredersi.
Nell’immediato rivolgiamo tre inviti che forse qualcuno di voi potrà raccogliere.

1. Informazione
Dal fronte che vuole aprire i cantieri “a tutti i costi e con ogni mezzo” si moltiplicano i tentativi per creare una vera e propria strategia della tensione attraverso la criminalizzazione del movimento notav. E’ un segnale molto preoccupante e va preso sul serio.
Il nostro appello ribalta l’accusa di violenza e di illegalità che ci viene rovesciata addosso, invitando a guardare da che parte stanno coloro che portano rispetto per la democrazia e dove regna invece l’illegalità e la violenza.
Su questi due temi è convocata per domani alle ore 11 una conferenza stampa davanti alla sede Rai di Torino, in via Verdi  (in allegato il testo di convocazione della conferenza stampa).
Vorremo che non fosse una semplice conferenza stampa in cui tre giornalisti distratti ascoltano e se ne vanno: per questo saranno presenti i promotori dell’appello e vorremmo avere con noi quante più persone possibili tra coloro che lo hanno sottoscritto. Chi vive a Torino e dintorni cerchi di esserci .

2. Lavoro
La campagna di disinformazione e di criminalizzazione ha puntato in questi ultimi tempi a contrapporre la resistenza notav al lavoro e agli operai. Chi è in buona fede sa che esattamente il contrario. A questa campagna diffamatoria rispondiamo anche con una piccola ma significativa iniziativa: sta nascendo una rete di artigiani e imprenditori fermamente convinta che il lavoro si difende dicendo notav  e non viceversa.
Tra chi ha dato l’adesione al nostro appello figurano artigiani, lavoratori in proprio, professionisti, imprenditori: a loro rivolgiamo l’invito ad aderire alla proposta “Imprenditori in difesa del territorio”. Potete trovare la carta d’intenti della nuova associazione su http://www.notavtorino.org/documenti/intenti-impren-territ-7-6-11.pdf, e per aderire potete contattare direttamente questo indirizzo: perlanostravalle1@gmail.com

3. Non solo barricate
Tra un allarme e l’altro, tra una notte passata in bianco ed una con i cellulari sul comodino non ci facciamo distrarre da ciò che abbiamo sempre fatto: confrontarci con chi ci viene a trovare, organizzare conferenze, concerti, assemblee, spettacoli teatrali, visite guidate a siti archeologici nei luoghi interessati dal progetto TAV…. Così come non rinunciamo alle nostre cene condivise e alla convivialità.
La val di Susa è incorreggibile,  a volte perfino incosciente: ma forse anche per questo la resistenza notav è vista come una sorta di bene comune da difendere, una ricchezza anche per molti che non vivono in valle.
A tutti questi rinnoviamo l’invito a venirci a trovare, a raggiungere in questi giorni il presidio della Maddalena di Chiomonte: non soltanto per aiutarci a difendere in nostro (e il loro) futuro dai blitz invocati a gran voce da maggioranza e minoranza in parlamento e a Torino, ma anche per condividere con noi tutto il resto. Stasera ad esempio è in programma un grande concerto con i Lou Dalfin, domani una conferenza sulle strade napoleoniche e poi una performance del gruppo teatrale “L’Interezza non è il mio forte”, domenica… Beh, venite.
Se vi fermate a dormire non dimenticate tenda e sacco a pelo… per la cucina ci pensa la Val di Susa!

(Comitato NOTAV Torino)
P.S. nella fretta di venire a trovarci non dimenticate però di mettere qualche croce nelle schede per i referendum… siamo intesi, SI?