post — 6 febbraio 2013 at 22:12

La risposta di Nichi Vendola alla lettera aperta di Barbara De Bernardi

Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Nichi Vendola alla lettera aperta di Barbara De Bernardi. Inviatiamo alla lettura e ai commenti sulla nostra pagina facebook

Cari amici di NoTav.info vi trasmetto la di risposta di Nichi Vendola alla lettera di Barbara De Bernardi.
A tutti voi un saluto, e buona resistenza NoTav.

Michele Curto

Ti rispondo, se mi permetti, con lo stesso stile della tua lettera, non voglio sicuramente darti una risposta di circostanza, e nemmeno voglio sbandierare ai quattro venti una mia posizione personale, che è di contrarietà a quest’opera e sopratutto a questa modalità di intendere lo sviluppo e la crescita. Nel nostro programma che trovi on line sul sito la posizione di SEL è chiara, ti cito il passaggio che trovi a pagina 10: “Occorre un piano per spostare su rotaie almeno il 15% del traffico merci, e riorientare il sistema degli incentivi, oggi quasi esclusivamente concentrato sull’autotrasporto su gomma, verso il ferro, il cabotaggio costiero, i sistemi integrati ed intermodali. Così come occorre incrementare il trasporto pendolare attraverso il ripristino e l’aumento delle risorse per il trasporto pubblico regionale con l’acquisto di almeno mille nuovi treni per i pendolari.

Bisogna inoltre attuare politiche per la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori e di chi viaggia attraverso un’accurata opera di manutenzione dei sistemi di sicurezza ferroviari. Noi intendiamo risolvere l’annoso problema della carenza di reti ferroviarie al Sud, a cominciare dalla Bari-Napoli e al collegamento sud-nord e viceversa con la dorsale adriatica, rinunciando alle opere faraoniche e di grave impatto ambientale oltre che di scarsa utilità come la Torino-Lione e il Ponte sullo Stretto.” Certo questo non può bastare come risposta, ed infatti voglio dirti con chiarezza che su questo ed altri punti noi vogliamo proseguire con il Partito Democratico un confronto fortemente dialettico anche di contesa culturale e politica, confronto aperto e basato sui fatti, che sono quelli che conosciamo bene e che hanno anche visto in Francia una evoluzione nel dibattito.

Noi siamo convinti che se l’alleanza per l’Italia Beni comuni avrà una salda maggioranza in Parlamento e se SEL avrà un risultato importante, questa battaglia sarà non più facile, ma almeno possibile. Se invece non avremo i numeri, potremo rimanere a gemere e a gesticolare, ma non otterremo gran che. La miglior risposta sulla questione Torino-Lione credo te l’abbia data la federazione di Torino, con il suo coordinatore Michele Curto, che ha confermato con la sua politica territoriale l’impegno a battersi per dar voce alle istanze del vostro movimento.

Nelle elezioni amministrative il sostegno di SEL alla coalizione Avigliana città Aperta che è sfociata nell’elezione del Sindaco Angelo Patrizio, ne è una prima dimostrazione, così come lo è la candidatura di Carla Mattioli, uno dei sindaci che il PD torinese ha epurato. Carla è oggi uno dei volti di spicco della nostra lista e speriamo possa rappresentare la vostra valle nel prossimo parlamento.

Le tue posizioni per altro sono condivise da entrambi i capilista di Sel per camera e senato: Giorgio Airaudo e Monica Cerutti. Così come il lavoro svolto in Europa da Monica Frassoni ora candidata in Lombardia al senato. Questo conferma la nostra volontà della ricerca di un equilibrio dinamico, anche perchè per quello statico c’è già il Partito Democratico.

Come tu sai benissimo essere contrari alla Torino-Lione è semplicemente un fatto di buon senso, perchè è chiaro che questa opera sia ambientalmente, democraticamente e sopratutto economicamente insostenibile. Arrivo dunque al ruolo che SEL giocherà su questo e su altri temi cruciali su cui non c’è totale sintonia con una parte del PD, e sottolineo una parte perché sia sul tema della Torino – Lione che su altri temi quali l’Art. 18 o gli F35 il Pd ha posizioni articolate. Io credo, che su temi come questi, di grande importanza per i cittadini, se non c’è possibilità di trovare una sintesi politica si debba ricorrere a forme di democrazia diretta, si facciano i referendum consultivi all’interno dell’elettorato di centro sinistra.

Abbiamo cominciato a costruire con le primarie Italia Bene Comune, una comunità di elettori di centro sinistra, dobbiamo avere la forza di affidarci a loro quando le forze politiche faticano a trovare una loro quadra interna. Solo così riusciremo ad invertire non solo la tendenza dei cittadini ad allontanarsi sempre più dalla politica ma potremo anche ricominciare a costruire un rapporto di contaminazione civile e politica fondamentale per cementare una cultura del centro sinistra che per troppi anni ha vissuto solo di antiberlusconismo. Invece la vostra esperienza di amministratori locali Valsusini e le vostre analisi sull’alta velocità rappresentano la ricerca di una altro modello di sviluppo, di una alternativa economica e sociale. Questo è fondamentale e fondativo per una coalizione, il centrosinistra, che si candida a governare questo paese.

Nichi Vendola

A questo link la lettera inviata al segretario di SEL da Barbara De Bernardi