post — 26 novembre 2012 at 20:32

La Mala Educación #NoTav: Genitori, Minorenni E Cattivi Maestri

La Val di Susa non è soltanto un territorio dove l’autorità centrale vuole costruire un’opera mastodontica senza il consenso della popolazione locale: è anche una macchina del tempo, un tuffo nella contraddizione tra conservazione e modernizzazione che ha attraversato il dopoguerra italiano, un luogo dove le istituzioni tentano di arginare il dissenso con atteggiamenti sempre più arcaici, formalistici e paternalisti.

Il 25 novembre l’edizione torinese de La Repubblica riporta che «qualche giorno fa il postino ha consegnato a tre famiglie No Tav una lettera dell’assistente sociale Paola Bertolini del Servizio Sociale di Avigliana». Il 28 settembre scorso alcuni minorenni erano stati identificati dalla polizia per – quelle horreur! – aver distribuito dei volantini contro il Tav davanti alla Banca San Paolo di Susa. Vista la gravità del gesto, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minori di Torino decide di segnalare i ragazzi ai servizi sociali. La giornalista Angela Lano – madre di uno dei ragazzi identificati/segnalati – si chiede in una lettera pubblicata su notav.info :

Non essendoci presenza di reato, perché la Procura “segnala” i ragazzini ai servizi sociali? Per vedere se il loro sano attivismo è sintomo di patologie o disagi familiari? Se hanno genitori violenti, oppressivi che li costringono a manifestare per diritti civili e politici? Manifestare diviene sintomo di disagio, per i rappresentanti della legge?

Già. Piero Genovese, presidente del Consorzio dei Servizi Sociali della Val Susa, puntualizza a Repubblica (corsivo mio): «Gli assistenti devono attenersi alla richiesta del tribunale dei minori. Si tratta di una fase istruttoria in cui si deve capire se il minore vive in un contesto famigliare in cui possono venirgli trasmessi concetti che lo spingano all’illegalità». Il procuratore capo dei Minori a Torino, dal canto suo, conferma: «A noi preme soprattutto la salvaguardia dei ragazzi».

Insomma, nel 2012 pare impossibile che dei minorenni (dai 14 ai 17 anni, in questo caso) abbiano una propria capacità di giudizio, o peggio ancora una coscienza politica. Devono per forza essere stati traviati da genitori irresponsabili, sfamati con gli scadenti omogeneizzati dell’attivismo e dissetati con il latte cagliato della dissennatezza familiare. Nel saggio Devianza minorile e recidiva, le due autrici (M. Colamussi e A. Mestitz) scrivono:

I sistemi di valore della magistratura minorile derivano da uno stretto intreccio tra cultura cattolica e cultura giuridica. […] Spesso nelle fasi di transizione i nuovi paradigmi non sostituiscono totalmente quelli precedenti, ma i vecchi continuano a convivere, anche a lungo, accanto ai nuovi. Così, nonostante i valori di riferimento della magistratura minorile siano in mutazione, l’approccio della giustizia minorile sembra rimasto fondamentalmente paternalistico e assistenzialista.

Oltre ai Cattivi Genitori, le cronache recenti intorno alla Val Susa hanno fatto riemergere l’eterna categoria dei Cattivi Maestri. Il 20 marzo 2012 due studenti (di 16 e 18 anni) dell’istituto Itis “Enzo Ferrari” di Susa avevano distribuito in classe un volantino No Tav che conteneva «pesanti illazioni sulle aziende che stanno lavorando al vicino cantiere dell’Alta Velocità, accusate di “mafiosità”». I volantini della discordia1 erano stati consegnati ai due ragazzi dalla loro insegnante di matematica, Cristina Moscatelli (che tuttavia ha dichiarato di non averli letti), alla quale li aveva consegnati a sua volta un ex allievo della stessa professoressa. La Moscatelli, secondo La Stampa, «non nasconde di essere contraria alla Tav».

Il “caso” nasce dal fatto che il figlio del titolare di una delle due imprese menzionate nel volantino era in classe durante la distribuzione. Il ragazzo ha raccontato in famiglia quanto successo a scuola, e il padre ha querelato l’istituto. Il preside, Giovanni Paciariello, aveva subito proposto una settimana di sospensione per i due studenti: «Perché con il buonismo non si educa nessuno». Il consiglio di classe ha invece ridotto la punizione. Il preside ha commentato così la riduzione: «Ci lamentiamo che nella società non ci siano valori e poi lasciamo correre. Io non ci sto. Secondo me una settimana di sospensione non era affatto esagerata».

Poteva forse mancare La Dichiarazione Costernata Ed Angosciata Di Un Combattivo Esponente Politico? No, non poteva. Stefano Esposito, deputato del Pd e strenuo oppositore del movimento No Tav, si è buttato a corpo morto sulla professoressa di matematica:

Ciò che sorprende e sconcerta […] [è] il fatto che si sia voluto scaricare sui due ragazzi colpe non loro, ma dell’insegnante. Prendersela con Elvis e Marcone è da vigliacchi. Non perché il loro comportamento non sia degno di rimprovero e di richiamo, ma per il fatto che non si può far pagare ai ragazzi la mancanza di serietà di un’insegnante che non ha neppure il coraggio di assumersi le proprie responsabilità ricorrendo a imbarazzanti giustificazioni. […] L’aver portato volantini No Tav dentro una scuola facendoli distribuire dai propri studenti “senza averli letti” è il comportamento di un docente che ha abdicato ai doveri di correttezza inerenti al proprio ruolo educativo.

Non è la prima volta che il buon Esposito è sconcertato per delle (a suo avviso) indicibili e inquietanti connessioni tra No Tav e scuola. Del resto, Esposito non è nemmeno l’unico. Il 28 dicembre 2011 Libero – in un articolo impostato sulla modalità [Sfottò reazionario come se non ci fosse un domani] –  raccontava la gita a Chiomonte di una scolaresca del Liceo “Federici” di Trescore Balneario (Bergamo):

Come se si trattasse di un pellegrinaggio verso qualche luogo sacro, sono addirittura due insegnanti di religione ad accompagnare le relative classi. […] I docenti sono gente selezionata, in base a chissà quale criterio, dalla curia arcivescovile per istruire nella fede i loro alunni, o quanto meno per dare testimonianza cristiana. Nella loro opera di evangelizzazione, e tanto meno nel progetto educativo, non sono compresi l’approfondimento delle tecniche per maneggiare gli esplosivi o delle tattiche della guerriglia. Forse sarà stato questo il motivo per cui i due apostoli, sebbene siano stati identificati dagli agenti delle forze dell’ordine presenti sul posto, non sono stati formalmente denunciati, come precisano alla Questura di Torino.

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Esposito, venuto a conoscenza del nefasto avvenimento, non solo ha trovato una simile gita «sconcertante», ma ha inviato un’accorata lettera di denunzia al ministro dell’Istruzione Profumo:

Portare degli studenti, peraltro minorenni, a violare un’ordinanza prefettizia e ad ascoltare “sermoni” contro lo Stato non ha nulla a che vedere con l’approfondimento del fenomeno sociale e politico dell’opposizione alla Tav, ma si è trattato di una grave strumentalizzazione delle scolaresche.

Per ovviare allo sfregio, lo stesso Esposito aveva comunicato al preside del “Federici” «la disponibilità ad organizzare, a mie spese, una “gita” degli insegnanti e degli studenti al cantiere di Chiomonte, dove potranno incontrare e dialogare con gli agenti che presidiano il sito, con gli operai impegnati nei lavori, e con i rappresentanti delle istituzioni». Purtroppo, non mi risulta che se ne sia fatto qualcosa. Peccato: gli studenti avrebbero potuto apprendere le meraviglie del carotaggio, i misteri della trivellazione e la gioia provata da un agente di polizia nello sparare più di 4000 lacrimogeni in poco più di 6 ore e nel vomitarsi addosso per l’esposizione prolungata ai gas.

Tutti questi episodi indicano piuttosto chiaramente che in Val di Susa il campo di battaglia non è più circoscritto al cantiere e ai suoi dintorni, ma si è allargato alle scuole ed è arrivato direttamente dentro le famiglie. E il messaggio delle autorità ai ragazzi non potrebbe essere più perentorio: questo è il 1952, non il 2012; quindi vedete di studiare, rigare diritto, non metterci in discussione, andare a letto presto e non uscire di casa.

Tra l’altro, dicono che di questi tempi uscire di casa sia diventato parecchio pericoloso.

Strani figuri si aggirano in branco per le strade d’Italia, coperti da caschi e vestiti con uniformi scure, e sembra che per passare il tempo si dilettino a dispensare manganellate a destra e manca. Per non parlare di alcuni curiosi fenomeni naturali che hanno cominciato a verificarsi in alcune città italiane. Gli scienziati li hanno definiti come «lacrimogeni a strappo che rimbalzano sui tetti dei Ministeri, ricadendo sui passanti in fuga e oscurando le ragioni della protesta per cinico calcolo politico».

I meteorologi, dal canto loro, hanno già avvertito la popolazione (specialmente quella minorenne): queste precipitazioni sono destinate a durare a lungo.

 

da: www.laprivatarepubblica.com

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  1. A proposito di No Tav, volantini, scuole & isterismo: segnalo questo articolo di Lecce Prima sulle indagini della Digos a seguito del ritrovamento di un volantino No Tav fuori da una scuola di ballo (una scuola di ballo) a Lecce (Lecce). []