post — 19 febbraio 2017 at 21:32

Ivan Cicconi ci ha lasciato

Facciamo nostre le parole di Alberto e Claudio, per salutare una grande persona che ha saputo, con coerenza e tanta, tanta capacità, contrastare il sitema Tav insieme a noi, completando con il suo sapere che ci ha sempre messo a disposizione, le motivazioni e le metodologie del nostro movimento, al quale mancherà tanto.

Ciao Ivan

La camera ardente sarà mercoledì 22 febbraio dalle ore 13 alle ore 14.30 presso il Pantheon di Bologna; alle 15 presso San Girolamo della Certosa ci sarà la liturgia della parola con Don Luigi Ciotti.

 

“Ciao Ivan. Per anni hai illuminato gli angoli bui delle grandi opere e dei loro interessi inconfessabili. Con la competenza e il rigore di sempre, generosamente messo a disposizione di chi lavora per un paese più giusto. Mancherai tantissimo. Ti vorremmo ancora con il gruppo dei tecnici No Tav, di cui sei stato parte insostituibile. Grazie per tutto quello che ci hai insegnato, cercheremo di farne tesoro. Continuando a lottare.”

“Purtroppo ci stiamo accorgendo che non e’ vero che “nessuno e’ indispensabile”. In mondi “particolari “come quello degli appalti pubblici e delle sue “regole” Ivan e’ stato uno dei pochissimi veri esperti che ha messo la sua straordinaria competenza a servizio dei cittadini e contro le mafie (specialmente le più subdole, ingorde e pericolose: quelle dei “collettibianchi” organiche ai partiti). Non mancherà’ solo a noi che siamo una comunità vitale con un ricambio generazionale promettente e in atto. Mancherà ancor di piuù a quei pochissimi eroici funzionari pubblici che resistono in solitaria alle nuove tangentopoli che si chiamano Consip e di cui nessuno parla.

Ivan – per quel che ne so -ha avuto in sorte una lunga agonia in cui la famiglia gli e’ stata vicino proteggendolo anche dall’affetto che avremmo voluto manifestargli ma che non lo avrebbe potuto aiutare più di tanto nella sua lotta. Che la terra ti sia lieve caro compagno!”

Conobbi Ivan molto tempo fa, alla fine degli anni ’80, quando ero consigliere comunale a Torino e cominciavano ad emergere i problemi connessi con le linee ad alta velocità italiane in generale, e con la Torino-Lione in particolare. Avevo sentito parlare di questo ingegnere espertissimo di appalti e di opere pubbliche, che, all’interno di organismi istituzionali o che operavano per le istituzioni, esprimeva, senza tentennamenti, critiche assolutamente professionali riguardo alle grandi opere e al modo in cui venivano decise e gestite. Fu l’analisi critica del sistema dell’alta velocità che ci fece incontrare.

Ho rivisto Ivan per l’ultima volta nel luglio dell’anno scorso, in occasione di un incontro a Roma con l’Autorità Nazionale Anticorruzione, promosso e richiesto da Girolamo Dall’Olio per IDRA. Era lo stesso Ivan degli inizi, professionale, lucido e più che mai esperto. Ho imparato molte cose da lui nell’arco di una trentina d’anni di incontri e collaborazione; cose relative ai meccanismi burocratici, alle norme e ai trucchi e artifici più o meno legali messi in opera dai “mariuoli”, come spesso li chiama nei suoi scritti, per asservire l’interesse generale all’interesse particolare. Pensando a tutti questi anni mi ritorna l’immagine di una persona retta e competente, che sa molto bene quello che dice e che esprime lucidamente quanto sa, senza indulgere a slogan e luoghi comuni. Risaltano la coerenza e la razionalità, la capacità e determinazione di non subordinare la propria professionalità a interessi particolari di questo o quel gruppo.

Pensandoci mi viene in mente per contrasto, non tanto l’atteggiamento dei “mariuoli”, che tali sono e tali resteranno, ma il comportamento di così gran parte del resto del ceto politico intriso di opportunismo e di cinismo. Rivedo l’immagine di chi opta scientemente per l’ignoranza, perché la conoscenza rischierebbe di intralciare scelte strumentali più o meno disastrose per la collettività. Oppure mi vengono in mente quei professionisti, che pure abbiamo incontrato o con cui abbiamo indirettamente avuto a che fare, i quali “attaccan l’asino dove vuole il padrone” per convenienza immediata propria e in spregio di ogni deontologia professionale.

Ivan è stato un esempio di schiena diritta e grande lucidità che sempre ha dato un contributo indispensabile alla comprensione di quanto ci avveniva intorno, per cercare di evitare sbagli deliberati che altri commettevano in danno del paese.

Grazie Ivan. Noi andremo avanti e continueremo ad avvalerci di quanto tu hai elaborato per noi. Sarà il nostro modo per testimoniarti la nostra stima ed il nostro affetto.

Angelo Tartaglia