post — 27 giugno 2014 at 23:45

In 3 anni scavato appena 1 km nel tunnel della Maddalena

Da presidio Europa

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TAV Torino-Lione: lavori in enorme ritardo

In 3 anni scavato appena 1 km.

Resta solo 1 anno e mezzo per finire i 7,5 km del cunicolo esplorativo di Chiomonte.

Fondi UE già dimezzati, rischio ulteriore perdita? La grande opera abbandona l’Italia.

982 metri su 7541 totali di lunghezza. Al 26 giugno 2014, lo scavo della galleria di Chiomonte è appena al 13%. Questo lo stato di avanzamento indicato da Lyon Turin Ferroviaire (LTF), la società pubblica italo-francese che da oltre 13 anni avrebbe il compito di realizzare il nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione.

Il 27 giugno 2011 LTF avviava i lavori, dopo lo sgombero de La Maddalena. Secondo il programma originariamente proposto all’UE, tutto doveva essere pronto entro dicembre 2013. Oggi, esattamente 3 anni dopo, lo scavo è in drammatico ritardo. A marzo 2013 la scure della Commissione Europea era già calata con il dimezzamento del contributo a queste opere (Decisione C 2013 1376 final). Ora a LTF restano pochi mesi per salvare il salvabile entro la scadenza-capestro di dicembre 2015.

Qual è il problema? I primi 19 mesi persi senza scavare nemmeno un metro, poi la talpa troppo lenta (vedi figura). Rispetto ai 10 metri di scavo al giorno previsti da progetto, il ritmo di avanzamento reale è di molto inferiore. Dall’avvio dello scavo meccanizzato (novembre 2013, quota 235 m) ad oggi, il “passo della talpa” è mediamente di appena 100 metri al mese. Dopo il documentato allarme lanciato dal Movimento No TAV lo scorso 14 maggio (vedi dossier al link http://www.presidioeuropa.net/blog/conferenza-stampa-tav-14-maggio-2014-dossier/), solo timidi passi avanti. Anche scavando al ritmo attuale, al 31 dicembre 2015 risulterebbe realizzata solo metà galleria. Il contributo UE non paga lavori realizzati oltre tale data, si rischia un’ulteriore perdita dei contributi.

E il tunnel di base (quello di 57 km sotto le Alpi) ? Già persi i contributi per 1,4 miliardi di lavori (la cosiddetta “prima fase” nella Piana di Susa), eliminati dalla Decisione della Commissione Europea a causa del “notevole ritardo dovuto a difficoltà amministrative e tecniche”. Ora i media anticipano la “soluzione finale”: i cantieri abbandonerebbero il versante italiano. Lo scavo tutto fatto dalla Francia con talpe “a senso unico”, ovvio l’aumento dei tempi (e dei costi) di realizzazione. Il TAV non porta lavoro, di sicuro non in Italia.

Tutto questo conferma che la Torino-Lione è un progetto in via di estinzione. In fondo è nota l’ “Infattibilità politica di proporre la costruzione di una nuova linea senza fare tutto il possibile affinché quella esistente torni a essere la principale arteria di trasporto in seguito ai lavori di ampliamento nel traforo ferroviario del Fréjus/Moncenisio”. A dirlo sono i proponenti stessi: la Piattaforma del Corridoio Torino-Lione, ovvero il Coordinatore Europeo Brinkhorst, LTF, i Governi Italiano e Francese.

Il Movimento NO TAV esiste e resiste da 25 anni.

Consulta la documentazione presentata il 14 maggio 2014:

http://www.presidioeuropa.net/blog/conferenza-stampa-tav-14-maggio-2014-dossier/