post — 14 ottobre 2014 at 08:59

Il Terzo Vallico è già allagato

14desk-alluvione-piemonte-daa4305ff16da Il Manifesto – Strade alla­gate, frane, fiumi eson­dati, fra­zioni iso­late, scuole e reparti ospe­da­lieri chiusi, via­bi­lità in tilt. L’alluvione «scol­lina» e, dopo aver col­pito dura­mente Genova e la Ligu­ria, sor­passa gli Appen­nini e arriva nel sud-est del Pie­monte, in pro­vin­cia di Ales­san­dria. Altra acqua, nuovi pro­blemi. La piena riguarda i bacini di Scri­via, Curone, Bor­bera, Orba e affluenti.

In totale, sono 23 i comuni coin­volti nell’area cri­tica, col­pita dalla forte per­tur­ba­zione pro­ve­niente della peni­sola ibe­rica. A Gavi, dove ieri mat­tina in sei ore sono caduti addi­rit­tura 380 mil­li­me­tri d’acqua (92 in una sola ora, dalle 7 alle 8), 30 per­sone, che risie­dono nei pressi del tor­rente Lemme, sono state eva­cuate e hanno tro­vato rifu­gio nella pale­stra della scuola ele­men­tare. Mezza Novi Ligure, ieri, era alla­gata, l’acqua non è pota­bile da oltre 3 giorni e sono stati chiusi i sot­to­passi; invasi i locali della ria­ni­ma­zione e della radio­dia­gno­stica dell’ospedale San Gia­como ed alla­gati i magaz­zini, ren­dendo così inu­ti­liz­za­bili le der­rate ali­men­tari. I pazienti sono stati tra­sfe­riti in altri reparti e quelli, pros­simi al rico­vero, dirot­tati ad Ales­san­dria. Il sin­daco di Novi, Roc­chino Muliere, parla di situa­zione dav­vero cri­tica, di un’emergenza non attesa o almeno non di que­ste pro­por­zioni: «Le pre­vi­sioni meteo non erano così allar­manti, non ci aspet­ta­vamo tale disa­stro». Ad Arquata Scri­via, una casa è stata coin­volta da una frana, ma for­tu­na­ta­mente la fami­glia all’interno è riu­scita a met­tersi in salvo. A Ser­ra­valle Scri­via è stato, invece, chiuso il gigan­te­sco Outlet dell’abbigliamento, non-luogo meta­fi­sico per eccel­lenza, dove ogni giorno appro­dano migliaia di clienti anche con navette da Milano e Torino.

Oltre all’Ovadese — dove è stata bloc­cata la linea fer­ro­via­ria Ovada-Genova, è eson­dato lo Stura e sono crol­lati due ponti in una strada minore di Lerma — i comuni più col­piti sono Gavi, Arquata, Ser­ra­valle e Novi. Caso vuole che siano pro­prio le quat­tro prin­ci­pali loca­lità pie­mon­tesi inte­res­sate dal con­te­stato pro­getto del Terzo Valico, la linea ad alta velocità-capacità tra Genova e Rivalta Scri­via (vicino Tor­tona). Con­si­de­rato finora prio­ri­ta­rio dal par­tito delle lar­ghe intese e delle grandi opere, inviso, invece, alla popolazione.

«Oggi è forse ancora più evi­dente di prima — sosten­gono i comi­tati No Tav, pronti a met­tersi gli sti­vali per risol­le­vare il pro­prio ter­ri­to­rio — quanto sia una ver­go­gna pen­sare di spen­dere 6,2 miliardi per un’opera pub­blica inu­tile e deva­stante per l’ambiente in un ter­ri­to­rio fra­gi­lis­simo, dove cicli­ca­mente biso­gna pian­gere morti e fare la conta dei danni. La natura è tre­men­da­mente bef­farda e a modo suo ha messo in risalto que­sta con­trad­di­zione: il Frec­cia Bianca è dera­gliato sabato a Genova, a causa di una frana pro­ve­niente da un can­tiere del Terzo Valico; l’attuale frana alla Crenna, loca­lità di Ser­ra­valle, è avve­nuta nei pressi del can­tiere dell’opera; gli alberi abbat­tuti hanno, poi, bloc­cato l’accesso al can­tiere di Radi­mero ad Arquata». Il decreto-legge Sblocca Ita­lia ha stan­ziato 200 milioni di euro (molti meno rispetto alle ini­ziali pre­vi­sioni) per il Terzo Valico. Anche se ora, forse, le prio­rità dovrebbe essere altre: dis­se­sto idro­geo­lo­gico in pri­mis.
Ieri, i Vigili del Fuoco hanno impe­gnato 60 squa­dre nel soc­corso alle per­sone nelle zone più col­pite. A Costa Vesco­vado, nel tor­to­nese, 150 per­sone sono rima­ste iso­late nella fra­zione Saliz­zola. L’autostrada A7 Milano-Genova è stata chiusa tra Busalla e Vignole. Ad Ales­san­dria, a scopo pre­cau­zio­nale, il ponte sul Bor­mida. La Pro­vin­cia chie­derà lo stato di cala­mità per le zone col­pite dell’alluvione. Lo ha deciso la neo pre­si­dente, Maria Rita Rossa, che ieri ha effet­tuato un sopral­luogo con l’assessore regio­nale ai tra­sporti Fran­ce­sco Balocco. L’Arpa pre­vede «una gra­duale atte­nua­zione dei feno­meni». Oggi è, comun­que, atteso nei comuni ales­san­drini allu­vio­nati il pre­si­dente della Regione, Ser­gio Chiam­pa­rino. Per il Pie­monte le allu­vioni sono un tri­ste déjà vu: sono, infatti, pas­sati 20 anni da quella più tra­gica, nel 1994, con i suoi 70 morti. E tanti pro­blemi sono, in buona parte, ancora irrisolti.