post — 5 novembre 2018 at 19:13

Il Tav sulla pelle degli ipovedenti

Alice, studentessa universitaria residente a Bussoleno, ha chiesto alla redazione di notav.info di poter rilasciare alcune dichiarazioni in merito all’articolo pubblicato giorni fa sul sito Torino Oggi che racconta di come per gli ipovedenti piemontesi il Tav sarebbe un vantaggio.

Alice parla da una posizione speciale, poiché ipovedente lo è da qualche tempo e come tutte le persone nella sua condizione sta sperimentando diverse attività e lottando quotidianamente per garantirsi una vita il più possibile autonoma.

Afferma di essere rimasta molto delusa dalle dichiarazione rilasciate dal portavoce dell’A.P.R.I (‘Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti ) in merito al posizionamento della Onlus a favore del Tav. Le abbiamo fatto qualche domanda.

Ciao Alice, hai chiesto di poter prendere parola rispetto all’articolo in cui l’ A.P.R.I si dichiara a favore del Tav, elencando tutta una serie di vantaggi che questa grande opera porterebbe agli ipovedenti del territorio. Innanzitutto, pensi che da residente a Bussoleno la tua vita migliorerebbe con la Torino Lione?

Assolutamente no, nel mio caso c è già un servizio di trasporti “accettabile” che mi permette di raggiungere Torino e l università. Qui abbiamo anche il TgV nel caso in cui volessi andare in Francia, quindi non si capisce di cosa parliamo…il Tav sarebbe inoltre solo per il trasporto merci. La stessa qualità di servizio non c’ è invece in altre province del Piemonte, quali ad esempio l alessandrino e l astigiano.

Il problema qui come altrove sono le barriere architettoniche, ovunque presenti, e la mancanza di ausilii che facilitano l’autonomia quali ad esempio i semafori sonori (quasi assenti anche a Torino), e l’assenza totale in Valsusa di strutture di appoggio, ambulatori e poli dove poter fare quelle attività di supporto, di mobilità ed orientamento necessarie. Da questo punto di vista la Valsusa è una landa desolata.

Nell’intervista citata si afferma che a causa delle difficoltà del sistema sanitario locale per gli ipovedenti sarebbe molto utile poter andare nel minor tempo possibile all’ ospedale di Lione dove l assistenza medica è migliore. Che ne pensi?

La Regione, invece di offrirsi di pagare il Tav nel caso in cui lo stato dovesse decidere di bloccarlo, dovrebbe cercare di migliorare il servizio sul territorio. Che senso ha investire su un’opera che ti porta in Francia per avere migliori cure mediche, quando la cosa giusta sarebbe poter usufruire di tutto ciò che è necessario vicino a casa propria?! Paghiamo le tasse non per andare a curarci a Lione, ma per farlo nel nostro paese.

Cosa ti aspetti da tutta questa vicenda e dal dibattito che sta suscitando?

Mi aspetto che l’A.P.R.I, in quanto Onlus, si occupi delle necessità concrete di noi ipovedenti e non si faccia ammaliare dalla retorica e dalle false promesse del Tav. Qua, se si discute su come investire i denari pubblici, ci sarebbe molto da fare per migliorare la nostra quotidianità. Chi si fa portavoce di minoranze con disabilità dovrebbe essere cauto e sentirsi maggiormente responsabile di ciò che viene detto a nome di tutta la collettività.