post — 18 aprile 2012 at 12:41

Il sindaco di Giaglione come Don Abbondio – di Nicoletta Dosio

Don Abbondio. Forti con i deboli e deboli con i forti, come chi tuona e promulga ordinanze contro il piccolo presidio di Giaglione, ma nulla dice e tanto meno fa contro gli sbarramenti che impediscono l’accesso dei terreni in Clarea nè contro la devastazione dei terreni, delle memorie storiche e delle acque di quello che fu un patrimonio collettivo di vita e di bellezza . Le “brutte facce” che pazientemente e con sacrificio, giorno dopo giorno, si sobbarcano camminate verso la Clarea e notti all’addiaccio per difendere anche la vivibilità degli abitanti di Giaglione, i “violenti” che si prendono periodicamente lacrimogeni, idranti e manganellate per rivendicare il diritto minimo all’esistenza e finiscono anche in carcere e sotto processo, sono il popolo NO TAV, generoso, determinato, saggio e ribelle: a questo popolo apparteniamo, per sempre, noi, che il sindaco di Giaglione definisce “manipolo di ex affiliati di rifondazione
noi che abbiamo la gioia e la fierezza di aver contribuito alla nascita del movimento NO TAV come realtà popolare e non mediabile. Erano gli anni in cui, sulla lotta contro la privatizzazione delle ferrovie e lo smantellamento del polo ferroviario di bussoleno, nasceva anche il Circolo PRC di Bussoleno, da sempre intransigente, scomodo è per questo vivo, dunque nè manipolo nè affiliato nè ex.

Nicoletta