post — 5 ottobre 2016 at 14:53

Il no del Cosip alla proiezione di ” Archiviato” in Senato il 20/10

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Il Coisp (sindacato di polizia) si pronuncia contrario alla proiezione del documentario ” ARCHIVIATO- L’obbligatorietà dell’azione pensale in Valsusa”  prevista in Senato per il 20 di ottobre.  ( http://www.notav.info/post/il-20-ottobre-archiviato-sara-proiettato-in-senato/  )

Il documentario va ad affrontare il delicato tema della tutela giudiziaria delle persone offese dai reati commessi dagli agenti e dai funzionari appartenenti alle varie forze dell’ordine, avvalendosi di immagini e documenti perlopiù inediti, e di come gli esisti giudiziari di questi non siano gli stessi per quelli commessi dai manifestanti.

Franco Maccari, segretario del sindacato, richiede al presidente del Senato di non permettere che «in così importanti sale istituzionali, si consumi l’ennesimo vergognoso insulto a chi serve il Paese vestendo una Divisa. Da parte nostra percorreremo ogni via legale per tutelare l’onorabilità delle Forze dell’Ordine dalla propaganda falsa e gravemente diffamatoria, come quella a cui punta questo presunto documentario».

A proposito di presunta onorabilità delle FF.OO e di chi si batte a spada tratta per la loro difesa, e all’indomani delle nuove perizie sulla morte di Stefano Cucchi, conviene fare un passo indietro per capire chi sono realmente Franco Maccari e il Coisp.

Sono quelli che nel 2013 organizzarono un presidio sotto il comune di Ferrara contro la madre di Federico Aldrovandi, ucciso in seguito ad un pestaggio da parte della polizia, fianco a fianco dei 4 autori dell’omicidio. Sono anche coloro che ogni anno dalla morte di Carlo Giuliani ad oggi provano ad organizzare contromanifestazioni in Piazza Alimonda.

Questi sono solo due esempi, senza dimenticare tutti gli attacchi anche ai familiari di Uva, Cucchi e Ferulli, della pochezza di questi personaggi famosi alle cronache nazionali per portare avanti questa crociata senza fine in difesa di tutti gli abusi delle forze dell’ordine.

La Valsusa è ormai da anni teatro di abusi e illeciti da parte di tutte le forze dell’ordine, non ci stupisce la presa di posizione del piccolo sindacato anche in questo caso, dove il documentario viene definito “cineforum di propaganda diffamatoria contro le Forze dell’Ordine”, mettendo in discussione i reati effettivi compiuti a danni dei manifestanti No Tav.

La legge è uguale per tutti. Non in Valsusa. Qui infatti centinaia di denunce e procedimenti penali avviati nei confronti di attivisti e simpatizzanti del Movimento Notav  trovano immancabile sbocco in processi e sentenze, mentre le decine di querele, denunce ed esposti per gli abusi compiuti dalle forze dell’ordine, anche gravemente lesivi dei diritti e dell’incolumità dei manifestanti, non sono mai giunti al vaglio di un processo.

Ci aspettiamo dunque che il presidente del Senato non dia credito alle richieste di chi tutti i giorni sta al fianco di assassini in divisa, senza alcun rispetto per quelle famiglie che si sono viste portare via i propri figli, per tutte quelle persone che hanno subito qualsiasi tipo di violenza da parte delle varie divise e per le battaglie che queste persone portano avanti pretendendo giustizia.