post — 23 febbraio 2015 at 10:15

Il cantiere del Terzo Valico di Arquata da ieri è ufficialmente chiuso

IMG_20150219_111440(20/2) notavterzovalico.info – Questa mattina sui principali quotidiani è uscita la notizia che ieri abbiamo anticipatosul nostro sito. I lavori al cantiere di Radimero ad Arquata, dove da progetto dovrà essere portata “la talpa” e scavato il tunnel di valico, si sono ufficialmente fermati. Le ditte subappaltanti Preve di Cuneo, Opg di Napoli e Saos di Frosinone in associazione temporanea di impresa con la Sif di Casoria hanno fermato i lavori, messo in cassa integrazione 25 operai e disdetto gli affitti degli alloggi di Gavi dove risiedevano. La ragione starebbe nei mancati pagamenti del Cociv alle sue ditte subappaltanti che vanterebbero un credito di circa 1,8 milioni di Euro che di fatto li avrebbe posti nella condizione di non riuscire più a garantire gli stipendi. Cociv a sua volta incolpa Rfi che tace, resta il fatto che come denunciamo da anni la coperta è cortissima e oggi se ne ha una prima importante conferma. Ci piacerebbe tanto sapere come sono stati spesi i primi finanziamenti ricevuti dal Cociv se oggi si è davanti a questa situazione. Chissà che non siano stati destinati in gran parte al pagamento dei tanti dirigenti alla Pietro Paolo Marcheselli (Direttore del Cociv) già condannato a quattro anni e mezzo di reclusione per traffico illecito di rifiuti per il Tav del Mugello.

La ditta subappaltante Sif si è anche lamentata coi giornalisti della modalità con cui si lavorava: sul terreno consegnato non era stata fatta la bonifica bellica e mancava il via libera della sovrintendenza ai beni archeologici, il cantiere era privo di strada di accesso e parcheggio a causa dell’area ancora da espropriare in mano alla resistenza No Tav e su cui sorge il Presidio di Radimero. L’ennesima conferma che l’opposizione alla costruzione del Terzo Valico sta creando non pochi problemi alle ditte costruttrici e che la lotta dei cittadini sta dando risultati concreti.

Situazioni analoghe di ditte in fermento per i mancati pagamenti si riscontrerebbero in giro per tutte le valli interessate dal progetto e capiremo nei prossimi giorni se proseguirà l’ammutinamento nei confronti del Cociv. Davanti a questo tutti dovrebbero definitivamente prendere atto dell’assurdità dell’operazione Terzo Valico, un’opera inutile, priva di uno studio sul rapporto costi/benefici, devastante per il territorio e pericolosissima per la salute di tutti a causa della forte presenza di amianto. Un’opera che sottrae risorse alle vere opere utili come interventi contro il dissesto idrogeologico, messa in sicurezza di scuole e ospedali e moltissime altre opere di buon senso utili alle comunità locali.

Fermarli è possibile, fermarli come sempre tocca alle donne e agli uomini che da anni difendono la propria terra.