post — 1 luglio 2016 at 15:50

ICHTHYS

Emilio raccontato da Giorgio –

Martedì sera, 28 giugno, il pescivendolo di Bussoleno mi ha invitato a cena. C’era anche Franco, un amico suo. E’ andata così: stavamo chiacchierando da qualche minuto, e lui ha voluto continuare il discorso mangiando qualcosa insieme, dividendo con me pani e pesci (anche se poi erano tagliolini ai funghi). Attenzione: so di spararla grossa.

Il pescivendolo è un attivista No Tav, già sottoposto a quelle che si chiamano misure cautelari, o anche arresti domiciliari, e tutto per aver compiuto, durante una manifestazione, un’azione illegale di una gravità francamente risibile. Lui, essendo una roccia, anzi uno scoglio, ha superato le avversità ed è andato avanti comunque, anche soffrendo per problemi di salute più gravi del raffreddore. Che il pescivendolo di Bussoleno sia uno spirito semplice? No, è uno spirito complesso, problematico. Lui è uno che s’informa, uno i cui interessi varcano i soliti angusti confini del presunto cortile, è curioso di tutto quanto lo circonda, che si parli di economia, di politica, dei problemi comuni della gente. Soprattutto, non ama i giri di parole.

Lui è diretto, come certi treni (ma non quelli troppo veloci). Quando parla della sua gente, intende quella che ama, sia quella della Valle che quella di fuori: lui la chiama sempre “comunità”, anche se abbraccia il pianeta. La sua rete per i pesci è sempre più grande, soltanto che si tratta di una rete che non imprigiona, ma libera.

C’è stato un altro, molto prima di lui, che agiva nello stesso settore ittico. Un giorno questo qui aveva detto ad alcuni uomini del popolo: vi farò pescatori di uomini. Tempo dopo, sempre lui, aveva moltiplicato pani e pesci. In seguito alle sue azioni, quelli che lo seguivano, perseguitati dall’autorità dell’epoca, scrivevano, sui muri delle catacombe, un acrostico sotto forma di parola greca, Ichthys, che voleva dire “pesce”, ma anche, lettera per lettera, Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore.

E’ tutta la vita che questo individuo, che credo sia Dio (ma rispetto tranquillamente tutte le visioni altrui), mi appassiona. Tuttavia, anche il pescivendolo di Bussoleno non è male. Non li sto paragonando, non sto mettendo queste figure sullo stesso piano, credo semplicemente che chi lavora nella pesca, o vive con i pesci, sia sempre un personaggio da rispettare e da ascoltare.
Grazie di avermi pescato, l’altra sera, Emilio.

Giorgio Gram Brezzo

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