post — 25 ottobre 2012 at 14:46

I VERDI DICONO NO ALLA TORINO – LIONE

Una nuova galleria internazionale non è necessaria

I VERDI DICONO NO ALLA TORINO – LIONE

La Convenzione degli ecologisti sui transiti alpini condanna senza appello ogni progetto di nuovi tunnel o del raddoppio di quelli esistenti Fréjus, Gottardo, Monte Bianco, Tenda


La “Convenzione degli ecologisti sui transiti alpini” svoltasi a Chambéry il 19 e 20 ottobre si è espressa con affermazioni nette:[1]

– Una nuova galleria internazionale non è necessaria,

– La progressione del traffico osservata non giustifica la sua costruzione,

– I fondi europei devono essere mobilitati sul trasferimento modale per migliorare l’infrastruttura esistente.

Queste affermazioni confortano la posizione degli oppositori della nuova linea proposta tra Lione e Torino.

La posizione dei Verdi a livello nazionale ed europeo, manifestata da José Bové, conferma la necessità di fermare il lavoro svolto in Francia con grande spesa per il solo scopo di imporre a  questo progetto la politica del fatto compiuto.[2]

LTF sas non può impegnare denaro pubblico senza controllo. Questa società, in violazione del Trattato italo-francese, ha lanciato 1l 18 settembre un appalto per “attività di supporto logistico alle forze ordine presente nell’area del cantiere sito o in prossimità della futura galleria geognostica de La Maddalena” per un importo di €1.834.602[3] facendo così pagare all’Unione Europea servizi di ordine pubblico non previsti  dal finanziamento.[4]

Gli oppositori della linea proposta nuova Torino-Lione esigono l’immediata cessazione dei lavori delle società LTF, RFF e RFI in corso in Francia e in Italia.

Chiedono che la Commissione francese di valutazione dei progetti e dell’assegnazione delle priorità sia costituita e deliberi, come è stato detto all’Assemblea nazionale francese l’11 luglio 2012.

Gli oppositori ricordano che il tonnellaggio delle merci trasportate tra la Francia e l’Italia nel 2011 è pari a quello del 1988[5]e affermano che soluzioni di buon senso ed economiche possono consentire già da subito di ridurre il numero di camion che attraversano i tunnel del Fréjus e del Monte Bianco, nell’interesse di tutti. Chiedono inoltre investimenti per il trasporto pubblico dei pendolari.

Infine, e in seguito alle  rivelazioni dei media circa la violazione delle regole di indipendenza nell’Inchiesta pubblica francese, ne chiedono l’annullamento.

www.PresidioEuropa.net

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note

[1] http://www.convention-traversees-alpines.org/http://www.europolitics.info/sectorial-policies/european-greens-against-lyon-turin-rail-link-art344356-46.html

[2] http://lacoordinationcontrelelyon-turin.overblog.com/jose-bove-no-tav

[3] http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:294326-2012:TEXT:FR:HTML

[4] C(2008) 7733 final 5.12.2008

[5]http://www.bav.admin.ch/verlagerung/01529/index.html?lang=it