post — 29 novembre 2013 at 21:17

I palazzi di giustizia sono il fortilizio di alcuni

Schermata 2013-11-29 a 21.16.35Pubblichiamo qui di seguito la lettera aperta che sta circolando in merito alla revoca della sala all’interno del Palazzo di Giustizia per il convegno/seminario CONFLITTO SOCIALE, ORDINE PUBBLICO, GIURISDIZIONE:
IL CASO TAV E IL CONCORSO DI PERSONE NEL REATO, organizzato dall’associazione Giuristi Democratici.

E’ indubbio lo zampino della Procura di Torino impegnata nella sua crociata  contro i notav, che arriva a negare uno spazio legittimo per un convegno che legittimamente si doveva tenere in quel luogo (con tanto di crediti formativi per gli avvocati). Ora il convegno è spostato nella sala conferenze della Galleria d’Arte Moderna di Torino, C.so Galileo Ferraris 30 il 2 Dicembre 2013 ore 15.00/19.00, perchè del caso giustizia/tav/notav si deve parlare, vista la paura che fa!

DI SEGUITO L’APPELLO

Apprendiamo che l’apposita Commissione della Corte di appello di Torino ha revocato l’autorizzazione all’utilizzo dell’aula del palazzo di giustizia già concessa all’Associazione Giuristi Democratici per lo svolgimento di un seminario-convegno sul tema «Conflitto sociale, ordine pubblico, giurisdizione: il caso Tav e il concorso di persone nel reato». La comunicazione della revoca non contiene motivazione ma le notizie fatte filtrare ad arte alla stampa giustificano la revoca con la circostanza che il convegno (in cui sono previste relazioni di docenti universitari, avvocati, magistrati e operatori di polizia) ha per oggetto procedimenti in corso davanti all’autorità giudiziaria torinese.

La decisione ha dell’incredibile ché nessun intervento censorio di questo tipo risulta essere intervenuto dagli anni Settanta ad oggi. E ancor più indigna il fatto che ciò sia avvenuto con riferimento a un tema di grande rilevanza pubblica e in polemica con una associazione forense di solide e radicate tradizioni democratiche.

In un assetto costituzionale in cui la giustizia è amministrata in nome del popolo i palazzi di giustizia sono per definizione la casa di tutti e non il fortilizio di alcuni. È assai grave che ciò sfugga ai vertici della giustizia torinese. La democrazia – per usare una felice espressione di Norberto Bobbio – «è il governo del potere pubblico in pubblico». È sorprendete che ciò venga ignorato da chi esercita la giurisdizione, che proprio dal dibattito e dal controllo pubblico trae alimento e credibilità.

È una brutta pagina per Torino e per la giustizia. Come cittadini e come giuristi riteniamo doveroso denunciarlo pubblicamente auspicando che essa non passi sotto silenzio ma veda, al contrario, la ferma protesta di tutti i democratici.

Ugo Mattei

Livio Pepino

Marco Revelli

Alfonso Di Giovine

Alessandra Algostino

Francesco Pallante

Antonio Mastropaolo