post — 1 agosto 2014 at 00:49

Griseri stratega (o portavoce) del Tav

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Regolarmente quando si parla di Tav spunta qualche personaggio politico in cerca di notorietà oppure un giornalista “appannato” che prova a candidarsi come portavoce dei Si Tav cioè quelli che, si sa, i soldi li mettono un po’ dappertutto.

Ed ecco che anche ieri, come tradizione vuole, l’articolo pubblicato su La Repubblica ci ha restituito un nuovo appassionato stratega del Tav.

L’articolo in questione Tav: tra espropri e cantieri in autunno si gioca la partita decisiva a firma di Paolo Griseri tradisce un certo entusiasmo, incontenibile quando arriva la citazione di Chiamparino, elevato ad oracolo dei tempi moderni: “Come disse una volta Sergio Chiamparino quando ancora era sindaco di Torino – in valle si cercano soluzioni tecniche per risolvere problemi politici – E questo accadrà.”

Concedeteci una risata. Nonostante le certezze del Chiampa è evidente a tutti, anche ai sostenitori del Tav, come le soluzione tecniche adottate finora siano decisamente naufragate (tra le molte vi citiamo solo L’Osservatorio e le compensazioni…). Anche il tentativo di ridurre l’opposizione all’Alta Velocità ad una mera questione di ordine pubblico non ha dato i risultati sperati e, quindi, cosa rimane a fronte di ciò?

Proprio come dice Chiamparino, rimane un problema politico, aggiungiamo noi bello grosso, per chi vorrebbe chiudere la partita ma sa di non potercela fare, ma anche per gli italiani che in un periodo nero di crisi si vedono sottrarre tanti denari per un’opera inutile.

Delle tante finezze di cui l’articolo è farcito, vogliamo però sottolineare un’omissione grossa come una casa, scrive Griseri: “ L’opposizione del movimento No Tav potrebbe impedire l’esproprio del rimanente 20 per cento (come sta tentando di fare in queste ore al Terzo Valico) e in quel caso i contribuenti italiani pagherebbero 6 milioni in più del previsto. C’è tempo comunque un anno e mezzo per sciogliere il nodo.”

Altra risata sul nodo. Perché non dire agli italiani, allora, che se si rinunciasse a quest’opera inutile e dannosa di soldi se ne risparmierebbero ben di più, tipo alcuni miliardi che potrebbero servire a sostenere chi oggi è senza lavoro, a dare una casa a chi oggi la sta perdendo oppure a finanziare la ristrutturazione di scuole, ospedali ecc…?

L’articolo continua con tutta una serie di ipotesi e molti paragrafi in cui i “ma” e  “se” si alternano a numerosi  “?” e non è un caso poiché, per quanto a certi personaggi piacerebbe poter pianificare il futuro, sanno che la variabile determinante finora è stata soprattutto quella del movimento No Tav che, nonostante gli innumerevoli sforzi di politica e magistratura, resiste e non si arrende.

Per ora, quindi, nonostante le profezie di Griseri o gli auspici del Chiampa, noi rimaniamo concentrati sui nostri obiettivi, cioè rallentare i lavori al cantiere del tunnel esplorativo, denunciare le infiltrazioni mafiose tra le aziende che operano in valle e palesare la colossale truffa che vorrebbero portare avanti a danno degli abitanti di questo paese.

Il resto, lo decideremo come sempre a casa nostra e se mai decidessero di scendere più a valle, di una cosa potete essere sicuri: ai nostri posti sempre ci troverete!