post — 18 aprile 2014 at 16:04

Grandi opere a tutta velocità

Il pre­mier Renzi e il mini­stro Lupi hanno prov­ve­duto con la velo­cità desi­de­rata ad appli­care la spen­ding review alle infra­strut­ture e ai tra­sporti. Ma cosa hanno tagliato? Gli aerei mili­tari – peral­tro mal fun­zio­nanti F-35? Forse, chissà. Qual­cosa della Tav Torino-Lione? Giam­mai. Allora, l’inutile e dan­noso sotto-attraversamento fer­ro­via­rio di Firenze? Non se ne parli. Almeno la biz­zarra auto­strada Mestre–Orte. Ma no. Hanno pen­sato bene di tagliare l’ Auto­rità di vigi­lanza dei con­tratti pub­blici, che viene sostan­zial­mente sop­pressa diven­tando Uffi­cio Mini­ste­riale. La misura è stata pre­sen­tata come «rispon­dente ai neces­sari prin­cipi di eco­no­mi­cità e snel­li­mento dell’azione amministrativa».

L’ Autho­rity — tutt’altro che inu­tile e la cui sop­pres­sione com­porta un rispar­mio dav­vero esi­guo — si era però di recente messa di tra­verso troppe volte ai nostri «asfal­ta­tori d’Italia», con denunce che hanno pro­vo­cato recenti inchie­ste nel set­tore delle Grandi opere, dalle ope­ra­zioni del G8 alle grandi infra­strut­ture fio­ren­tine e toscane, al più recente scan­dalo dell’Expo, ciò che gli ha atti­rato le ire delle lobby finan­zia­rio – spe­cu­la­tive che ruo­tano attorno al set­tore; e delle loro rami­fi­ca­zioni del sistema poli­tico e nella gover­nance spesso distorta che lo controlla.

Le inda­gini che di recente la Avcp ha infatti tra­smesso alle pro­cure e alla Corte dei Conti sono una set­tan­tina, men­tre le denunce per false dichia­ra­zioni nelle gare di appalto sono state quasi un migliaio. Da qui di recente sono gene­rate grandi inchie­ste tra cui quella che nelle set­ti­mane scorse ha visto il coin­vol­gi­mento della Società Infra­strut­ture Lom­barde, cen­trale negli appalti per l’Expo e che ha por­tato a incri­mi­na­zioni e arre­sti in ambienti molto vicini, se non sodali, allo stesso mini­stro Lupi e all’area impren­di­to­riale di Comu­nione e Libe­ra­zione; quella Com­pa­gnia delle Opere così cara anche a For­mi­goni e a vaste aree di Forza Ita­lia e Ncd. Sem­pre dalle denunce dell’Authority si sono avviate impor­tanti inchie­ste su opere toscane e fio­ren­tine tra cui il nuovo Parco della Musica e il sotto-attraversamento Tav; altre inchie­ste hanno riguar­dato pro­getti di iper­mer­cati e cen­tri di ter­zia­rio con coin­vol­gi­menti costrut­tori anche vicini alle P3 o P4, oltre che attenti ai nuovi equi­li­bri pre­senti nelle coo­pe­ra­tive con l’ascesa delle com­po­nenti ren­ziane. Sem­pre dalle denunce dell’Authority è deri­vato l’intervento della magi­stra­tura su opere carat­te­riz­zate da evi­denti ille­git­ti­mità ammi­ni­stra­tive civili e spesso anche penali, che sono assurte ormai a noto­rietà, quali «eterne incom­piute» come le ope­ra­zioni romane della linea C della metro­po­li­tana, o il palaz­zone dell’Agenzia Spa­ziale Italiana.

Pro­ba­bil­mente il recente scan­dalo dell’Expo è stata la goc­cia che ha fatto tra­boc­care il vaso: la «nuova moder­niz­za­zione» nazio­nale e le ulte­riori cemen­ti­fi­ca­zioni con­se­guenti non pos­sono certo essere fer­mate, nean­che di fronte a irre­go­la­rità e ille­git­ti­mità — pure gravi — ammi­ni­stra­tive e penali, o addi­rit­tura per pro­blemi di sfa­scio del ter­ri­to­rio o di impatto ambien­tale. Biso­gna rimuo­vere gli osta­coli in fretta e rea­liz­zare le grandi opere «neces­sa­rie e urgenti»; peral­tro pre­vi­ste dalla Legge Obiet­tivo e dalle altre leggi di emer­genza pro­mosse nel decen­nio appena tra­scorso da quel cam­pione mon­diale di buon governo che è stato Sil­vio Ber­lu­sconi. E allora quale migliore occa­sione della spen­ding review per tagliare i fasti­diosi con­trolli? Detto fatto, velocissimamente.