post — 25 maggio 2011 at 23:07

Gli incendiari non abitano in Valle: sono altrove!

L’intervista all’Architetto Virano comparsa sulla Stampa del 24 Maggio, solleva molti punti di riflessione dal momento che tocca delicati temi che riguardano direttamente anche i Sindaci e il loro ruolo e mandato istituzionale in questa annosa vicenda del TAV.

I Sindaci, sin dai difficili momenti del 2005, hanno sempre svolto in modo responsabile il loro compito di rappresentanti dello Stato, impedendo con una azione encomiabile che la protesta popolare sfociasse nella violenza, tanto che decine di migliaia di persone in più e più occasioni scesero in piazza e fronteggiarono direttamente le forze dell’ordine in assetto anti-sommossa senza che nessuno subisse delle conseguenze fisiche significative, a parte pochissimi episodi marginali e insignificanti, tanto che i medesimi funzionari della Digos hanno sempre riconosciuto il ruolo fondamentale svolto dai sindaci in quei difficili frangenti. Ora che mi trovo dalla parte delle istituzioni come sindaco, mi sento chiamato in causa dalle parole diffamatorie e negativamente allusive usate nei confronti dei sindaci contrari all’opera – che ricordo essere la quasi totalità di quelli i cui territori sono interessati dal tracciato del TAV – nell’intervista citata. Penso che gli incendiari più pericolosi nella nostra società siano in primo luogo quelli in doppio petto, spesso con tanto di laurea e sovente profumatamente pagati con denaro pubblico, a differenza dei sindaci che svolgono un difficilissimo lavoro sul territorio con miseri rimborsi spese, senza risorse economiche e umane, a fronte di pesanti responsabilità e problemi concreti da risolvere quotidianamente.

Gli incendiari moderni in doppio petto, quelli che innescano le micce del malcontento e sono il detonatore delle proteste popolari da parte di cittadini esasperati, sono facilmente individuabili.

Non si possono qui fare i nomi e cognomi per motivi di privacy: mi limiterò ad indicare le categorie di appartenenza e la tipologia comportamentale. Sono alcuni grandi dirigenti privati e pubblici che hanno fatto del falso in bilancio e dello spreco del denaro pubblico – abilmente depenalizzati o messi al riparo dell’immunità parlamentare – il loro modo di operare. Sono quelli che gestiscono la così detta “governance” di processi complessi come il tav con la perenne bugia e la costante omissione di dati e informazioni, con la connivenza di politici che delegittimano pubblici amministratori democraticamente eletti, che sostengono opere pubbliche faraoniche e costosissime, utili solo alle solite imprese e a scapito di emergenze sociali e ambientali ben più pressanti.  Sono i politici che non investono nella scuola, nella formazione, nella ricerca, sui giovani, in opere pubbliche che veramente servono, che non si interessano di una gioventù che sta abbandonando l’Italia in massa per andare all’estero dove è rispettata e valorizzata, che spendono ingenti capitali pubblici per l’acquisto di aerei ed elicotteri da combattimento – 25 miliardi di euro per elicotteri e caccia-bombardieri d’attacco -, sono i fautori e sostenitori della globalizzazione selvaggia che ha portato ad impoverire gli europei per sfruttare le povertà del terzo  mondo dove si lavora ancora in assenza delle più elementari norme di sicurezza e di tutela del lavoro. Sono i fautori dei vitalizi ai parlamentari dopo due anni di mandato mentre i precari con contratti a termine tentano di campare con ottocento euro al mese. Sono i potenti che truccano i concorsi, sono i furbi che sventolano con arroganza la loro ricchezza ottenuta in modo misterioso, sono le persone di potere e i conduttori televisivi che distribuiscono volgarità e stupidità a manciate, sono quei personaggi pubblici ed  irresponsabili che con le loro dichiarazioni insultano e offendono l’intelligenza dei cittadini. Con la disonestà intellettuale solo chi è della stessa matrice può mediare, chi ha una coscienza non può scendere a patti con l’omissione, la bugia e la mancanza di rispetto e delle più elementari regole del dialogo e della democrazia. Caro Architetto, noi sindaci non “interpretiamo le pulsioni” della gente come lei sostiene per chissà quali fini politici – la mia professione è un’altra!- :  noi ci confrontiamo giornalmente con i reali bisogni dei cittadini, con il fuoco del malcontento diffuso e generalizzato alimentato dagli incendiari in doppio petto appena elencati! Qualcuno ben più in alto di noi deve fare i conti con le sue “pulsioni”, di ben altra natura rispetto a quelle di cittadini che onestamente cercano di campare e difendere l’ambiente in cui vivono: mi spiace architetto, gli incendiari non abitano in Valle ma altrove! Un cordiale saluto

Il sindaco di Sant’Ambrogio Dario Fracchia