post — 26 dicembre 2011 at 00:30

Giorgio Bocca di notav scriveva così…

Giorgio Bocca, partigiano, giornalista e uomo libero al soldo di nessuno è mancato nel giorno di Natale a 91 anni, noi vorremmo ricordarlo con le sue parole del 2005 con un editoriale sulla Val Susa e i notav:

Se vi sento dire la parola TAV sparo. Se vi sento dire che la Tav, l’alta velocita’, è indispensabile, necessaria al progresso, tiro su dal pozzo il Thompson che ci ho lasciato dalla guerra partigiana. Perché d’inevitabile in questo stolto mondo c’è solo l’incapacità della specie a controllare la suo conigliesca demografia, le sue moltiplicazioni insensate. Il progresso!

 

 

A CHI SERVIRÀ LA FAMIGERATA LINEA TAV

(di Giorgio Bocca tratto da il Venerdì di Repubblica del 30/12/05)

Se vi sento dire la parola TAV sparo. Se vi sento dire che la Tav, l’alta velocita’, è indispensabile, necessaria al progresso, tiro su dal pozzo il Thompson che ci ho lasciato dalla guerra partigiana. Perché d’inevitabile in questo stolto mondo c’è solo l’incapacità della specie a controllare la suo conigliesca demografia, le sue moltiplicazioni insensate. Il progresso! Se vi capita di pecorrere la Pianura Padana che ha fama di essere luogo più ricco e civile d’Italia, date un’occhiata ai paesi e alle citta’. Quà e là riuscite ancora a vedere un campanile, ma il resto è urbanistica informe, una metastasi di casoni e casette venuti a slavina senza un piano regolatore, di materiali scadenti, di forme informi collegati da autostrade che si vergognano di essere così brutte e si nascondono dietro i tabelloni di vetrocemento o di plastica.
Questa necessità del progresso è un modo osceno per definire la nostra incapacità di resistere alle speculazioni. Saprete quanti anni ci vorrano per fare la TAV Lione-Torino-Milano? Pare più di 15 anni, giusto il tempo che arrivino ad inaugurarla i cinesi. Ma è possibile che sindaci e governatori dichiarino che senza il TAV si muore, si è tagliati fuori dalla civiltà?E’possibile che la Signora Bresso della Regione Piemonte, che ho conosciuto come persona civile, dia i numeri se le bloccano i cantieri? Le grandi opere dormono, la legge progetto sta nei cassetti dei Berlusconi e dei Lunardi ma d’improvviso la congiunzione celeste della democrazia politica della speculazione cementiera si scatena e allora l’Italia intera è un cantiere.Per arrivare dove? A un’alta velocità ferroviaria di cui si ignora tutto se vincerà o meno la concorrenza del trasporto su strada, se troverà un numero di viaggiatori redditizio, se questi viaggiatori saranno davvero felici di metterci 15 min. in meno tra Torino e Milano.Ma i conti torneranno?Ma si che torneranno, perché il pubblico li farà tornare come accade per l’Hub della Malpensa dove alla fine è la collettività a pagare il trasferimento di migliaia di persone cacciate dal rumore.

Una volta si diceva:quando il mattone tira tira l’economia.

E se oggi non è il mattone è il cemento delle gallerie per cui passa il progresso di quelli che ci sanno fare.