post — 1 luglio 2013 at 07:03

Frenata di emergenza per l’Alta Velocità e la Torino-Lione

DSC_9248La lobby della Torino-Lione in affanno per dimostrare l’utilità di un tunnel senza accessi ferroviari …

La Commissione Mobilità 21 dice NO alla Torino-Lione perché assorbirebbe tutte le risorse fino al 2030
La Commissione Mobilità 21 ha tirato il freno di emergenza per l’Alta Velocità in Francia.
Tuttavia i promotori della Torino-Lione non si danno per vinti[1], anzi considerano un loro successo l’esclusione della Torino-Lione dall’esame della Commissione Mobilità 21 perché parte di un trattato internazionale.
Per avere una visione corretta della posizione francese occorre fare stretto riferimento al testo del Rapporto[2] che fa riferimento diretto al progetto della Torino-Lione.
La Commissione Mobilità 21 afferma al punto 4.4 a pagina 13 che :
“La Commissione ritiene tuttavia che la dimensione europea (… del progetto Torino-Lione, N.d.T.) e la sua inclusione nei progetti TEN-T, nonostante la sua importanza, non può essere l’unico fattore determinante per definire delle priorità. Bisogna considerare altri aspetti: la lotta contro il divario territoriale, migliorando il trasporto dei pendolari, il contributo alla transizione energetica ed ecologica, o ancora le performances economiche e societarie”.
La Commissione Mobilità 21 ha dunque valutato questo criterio senza tuttavia considerarlo come l’unico necessario. Di conseguenza questo argomento “europeo” perde parte della sua forza.
A pagina 41 la Commissione Mobilità 21 dichiara:
“Consapevole di questo fatto (la mancanza di risorse dell’AFITF e degli altri finanziatori pubblici), la Commissione ha deciso di escludere dalle sue simulazioni finanziarie l’impatto del perseguimento del progetto di collegamento ferroviario bi-nazionale Torino-Lione: l’AFITF[3] non avrebbe la possibilità di finanziare altri progetti di trasporto fino al 2028 o al 2030, a meno che nuove risorse le siano messe a disposizione. La stessa situazione accadrebbe con il Canale Senna-Nord Europa”
Quindi la Commissione Mobilità 21 afferma che il finanziamento del progetto Torino-Lione assorbirebbe tutte le risorse finanziarie dell’AFITF fino al 2028 o al 2030, a meno che nuovi fondi pubblici siano messi a disposizione.
Il termine “collegamento ferroviario bi-nazionale Torino-Lione” è esplicitamente riferito al progetto Torino-Lione che, ricordiamo, è costituito dagli accessi e da un tunnel di 57 km transfrontaliero.
A pagina 57 la Commissione Mobilità 21 aggiunge un motivo per escludere il progetto Torino-Lione :
“… la Commissione non è stata in grado di garantire che il rischio di saturazione della linea e del conflitto sulla linea (uso della stessa linea da parte di treni merci e passeggeri che viaggiano a velocità diverse, N.d.T.), che giustificherebbero la realizzazione del progetto, avverrebbe prima del 2035-2040. Pertanto, essa classifica il progetto di accesso al collegamento bi-nazionale Torino-Lione come seconda priorità indipendentemente dallo scenario finanziario considerato.”
La Commissione Mobilità 21 ha dunque relegato il progetto Torino-Lione nelle seconde priorità.
Dato che la Torino-Lione compare come prima voce nella tabella di pagina 45 delle “seconde priorità”, occorre prestare attenzione alla nota a pagina 44:
“All’interno di ogni periodo di tempo, i progetti non sono classificati. L’ordine di presentazione dei progetti nelle tabelle non ha alcun significato”[4].

Maggiori dettagli qui: http://www.presidioeuropa.net/blog/la-lobby-della-torino-lione-affanno-dimostrare-lutilita-di-tunnell-senza-accessi-ferroviari/