post — 4 giugno 2013 at 08:14

C’era (e c’è ancora) la Val di Susa…

di Tommaso Montanari

5384192906_c47dbae9ee_zLA REPUBBLICA TUTELA IL PAESAGGIO
C’era una volta la Val di Susa. Una valle incantata, proprio come quelle delle favole. Una valle desiderata da tutti coloro che, per millenni, avevano bisogno di passarci, ma che ha amato davvero solo quelli che non la volevano sfruttare, ma volevano viverci in pace.
Come il suo Eldrado, un santo simpatico che dorme avvolto da una delle chiesette più belle del mondo. Anche se Eldrado è vissuto più di
mille anni fa, è ancora così amato che durante l’ultima guerra gli abitanti di Novalesa si passavano di casa in casa il suo corpo, perché i nazisti non lo portassero via.
Se vai nella bellissima, struggente Val di Susa capisci perché la Costituzione dice che il paesaggio (cioè la natura) e il patrimonio artistico (cioè l’arte) non si possono separare, e vanno difesi insieme: la Sacra di San Michele è una montagna a forma di chiesa, o è una chiesa che continua una montagna? E la cima della montagna sacra, il Rocciamelone, è solo un pezzo di roccia o è la bussola che attira da migliaia di anni gli sguardi, i desideri, i sogni dei valsusini?
C’era una volta la Val di Susa, e c’è ancora. Ma domani potrebbe non esserci più. Perché il dio dei nostri giorni (un dio cattivo: il Denaro) ha deciso che proprio lì deve passare un Treno ad Alta Velocità. E che dunque bisogna bucare la Valle. Non importa se questo vuol dire riempire di amianto e di uranio l’acqua e l’aria, distruggere i siti archeologici, trasformare i musei in caserme. Non importa se i vantaggi di quel TAV sono tutti e solo per chi lo costruisce. Non importa se gli abitanti della Valle non lo vogliono, e lo devi imporre con la violenza.

E così i valsusini sono diventati NoTAV: che vuol dire più colti, più civili, più capaci di stare insieme, più amici della natura e degli omini.
Uno dei più saggi si chiama Ugo Berga. Ha combattuto contro i nazisti quando era giovane, e oggi resiste contro il Tav: ma non è un ‘terrorista’ (cioè uno che fa paura perché usa la violenza). No, è il presidente onorario del Valsusa Film Festival. Perché pensa che il terrorismo del denaro si combatte con la cultura e con l’arte. Per questo è ancora giovanissimo, anche se è vicino ai cento anni.
Andare oggi in Val di Susa, come andare all’Aquila, vuol dire capire perché quando la natura e l’arte sono distrutte dal denaro, ad essere in pericolo non sono la natura e l’arte, ma la democrazia, e la nostra stessa vita.
È per questo che dovete chiedere ai vostri genitori di andare in Val di Susa. Non solo per la Val di Susa: per voi.