post — 6 agosto 2015 at 09:21

Cantiere Tav di Chiomonte: la talpa è ferma

talpascavada Spinta dal bass – Lo dicevano alcune voci provenienti dal cantiere, e lo confermavano gli occhi attenti di chi ogni giorno si reca in Clarea: l’avanzata della talpa per il cunicolo esplorativo sta subendo qualche intoppo. Ma ora lo certifica persino Telt (la società incaricata della realizzazione dell’opera): nell’ultima settimana la talpa ha scavato la bellezza di metri zero. E non è andata meglio nelle due settimane precedenti nelle quali erano stati scavati appena 4 metri. Negli ultimi 20 giorni lo scavo del cunicolo è avanzato alla media di 20 centimetri al giorno, una spanna. Secondo i proponenti l’avanzamento giornaliero doveva essere di 10 metri.

Quali le cause di questo rallentamento? Al momento si possono solo fare congetture. Alcuni parlavano di venute d’acqua che rallenterebbero i lavori. Altri di temperature al fronte di scavo ormai giunte a 35 gradi che richiedono un sistema di raffreddamento. E questa seconda ipotesi appare confermata dalla grande quantità di matasse di tubi transitati in cantiere, che appaiono adatti allo scopo. Saremmo curiosi di sapere se questo inconveniente era previsto o verrà invece presentato il conto aumentando i costi.

Sia come sia, sarebbe il caso di fare due calcoli sull’andamento dello scavo per il cunicolo esplorativo. La talpa ha iniziato a scavare nel Novembre 2013 dopo circa 200 metri di scavo in tradizionale. Ha quindi scavato in 21 mesi circa 3300 metri. Dato che lo scavo dovrà essere di 7500 metri ne mancano ancora 4000. Continuando così lo scavo terminerà fra 26 mesi, nell’autunno del 2017.

Fino a poco tempo fa i proponenti andavano ripetendo e spergiurando ai quattro venti che lo scavo sarebbe terminato a dicembre 2015. Dopo essere stati sbugiardati dai no tavdocumenti alla mano, non hanno più fatto cenno al termine dei lavori. Il direttore di Telt Mario Virano parlava di 10 metri al giorno di scavo, a conti fatti la media è a malapena di 5. Il ritardo del tunnel geognostico non ha come conseguenza solo la possibile perdita dei finanziamenti europei, ma anche uno slittamento dei lavori per il tunnel di base. Scrive infatti il Dipe: “il cronoprogramma dovrebbe essere reso coerente con il cronoprogramma del Cunicolo esplorativo de La Maddalena al fine di sciogliere la condizione posta nel punto 6 del parere della CTVIA (verifica degli esiti del progetto del Cunicolo medesimo)”. E il punto 6 del parere della Commissione Tecnica per la Verifica dell’Impatto Ambientale dice che la compatibilità del progetto per la tratta transfrontaliera della Torino-Lione è condizionata agli “esiti del progetto del Cunicolo Esplorativo de La Maddalena, opera propedeutica alla realizzazione del tunnel di base”.

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