post — 14 aprile 2013 at 08:45

Borioli, Fornaro, Esposito: interrogazione in Senato per salvare il Terzo Valico

siam-tre-piccoli-porcellinCome da copione i due eroi del PD alessandrino eletti al Senato stanno facendo tutto il possibile per prolungare l’agonia di un’opera che nessuno oltre a loro vuole più. Insieme all’ormai celebre compare Esposito, raro esemplare di Si Tav valsusino, hanno firmato un’interrogazione parlamentare dai toni allarmati in cui si chiede al ministro delle infrastrutture Passera quali siano le intenzioni del governo in merito al Terzo Valico. Passera è l’ex amministratore delegato di Sanpaolo, la banca che più di tutte finanzia l’alta velocità, ma questa è un’altra storia.

Nel testo dell’interrogazione, che riportiamo in calce all’articolo, si chiede che venga istituito al più presto un osservatorio tecnico sul modello di quello di Virano in Valsusa e che a questo organo vengano attribuiti tutti i poteri del caso per sbarazzarsi delle fastidiose voci fuori dal coro. In più, si chiede che l’osservatorio abbia sede in zona e non a Roma, forse perché la Provincia tra impegni, treni persi, forature impreviste, anni bisestili ed errate congiunture astrali, non è ancora riuscita a partecipare ad una riunione dell’altro osservatorio, quello ambientale.

Ricapitolando, c’è una legge, la legge obiettivo, che fa schifo almeno quanto la legge elettorale, ma secondo loro non si può cambiare. C’è un’opera, il Terzo Valico, che al pari della Torino-Lione nessuno vuole più, tranne il PD e qualche altro vecchio arnese della politica, ma si deve fare per forza. Ci sono due osservatori: uno a Roma, quello “ambientale” di cui sopra, presieduto da un megadirettore naturale di cui non è dato conoscere il volto. L’assessore provinciale Graziano Moro ha provato a partecipare ad una riunione ma è stato cacciato perché non invitato. C’è quello in regione, il “tavolo tecnico” a cui partecipano “l’esperto” Mallarino, che una volta era un No Tav, e i sindaci Si Tav di Serravalle e Voltaggio. Ora, secondo i tre senatori serve un terzo osservatorio, meno ambientale e più tecnico, ma meno tavolo e più osservatorio, meno piemontese e più nazionale, ma meno romano e più alessandrino. Chiaro?

Ancora una volta stanno parlando di un’opera progettata in maniera ridicola, che non ha copertura economica e che produrrebbe danni ambientali enormi, ma i loro padroni gli impongono di continuare ad allungare il brodo per vedere cosa si riesce a portare a casa. Di seguito, il ridicolo testo dell’interrogazione:

INTERROGAZIONE

al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Premesso che:

in data 9 marzo 2013 i Sindaci dei Comuni della Provincia di Alessandria interessati alla realizzazione della nuova linea ferroviaria AV/AC Milano-Genova, tratta Terzo Valico dei Giovi, hanno sottoscritto e inviato ai competenti Ministeri una richiesta di moratoria del processo avviato per il completamento della progettazione esecutiva e l’avvio dei cantieri;

detta richiesta è testualmente motivata con il “crescente livello di preoccupazione sulla realizzazione dell’opera a causa di una modalità attuativa conflittuale con il territorio che rischia di provocare ricadute ambientali insostenibili”;

il tratto essenziale di tale “modalità attuativa conflittuale” è individuata nella “reiterata latitanza di RFI S.p.A, in qualità di proponente l’opera, e nella “difficoltà di interlocuzione” con il General Contractor;

ciò ha determinato non solo il mancato accoglimento delle istanze avanzate dagli Enti Locali, ma la sostanziale mancata ottemperanza delle prescrizioni poste in sede CIPE all’atto di approvazione del progetto definitivo, nel 2006;

considerato che:

le istanze e le prescrizioni richiamate dai Sindaci, oltre agli Accordi di Programma a suo tempo sottoscritti tra gli Enti Locali e RFI, tanto in merito al miglioramento della permeabilità delle linee ferroviarie storiche negli attraversamenti urbani quanto in relazione all’obiettivo di valorizzare gli scali ferroviari presenti e sottoutilizzati trala Valle Scrivia e la piana di Alessandria, furono elemento decisivo nel determinare il sostanziale assenso delle Amministrazioni locali alla realizzazione dell’opera;

dallo stesso documento che illustra la richiesta di moratoria emerge come la preoccupazione dei Comuni sia legata al rischio di veder preclusa ogni possibilità di poter prendere parte al processo decisionale di realizzazione dell’opera, compromettendo così l’opportunità di determinare concrete e positive ricadute per il territorio coinvolto;

il rilevante precedente – nel frattempo intervenuto in tema di grandi infrastrutture con l’istituzione di un Osservatorio Tecnico ad hoc, insediato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri quale strumento di concertazione territoriale avente lo scopo di armonizzare il processo di  progettazione e realizzazione della nuova linea ferroviaria AC Torino-Lione con le esigenze di tutela e valorizzazione dell’ecosistema e delle comunità locali –  legittima la richiesta, da tempo avanzata da parte delle comunità locali e già fatta oggetto di iniziative parlamentari nel corso della passata legislatura, dell’attuazione di un analogo strumento di concertazione che accompagni il processo di completamento della progettazione e di realizzazione della linea ferroviaria AV/AC Genova-Milano, tratta denominata “Terzo Valico”, che presenta caratteristiche dimensionali, finanziarie e di complessità ambientale del tutto simili alla linea ferroviaria AC Torino-Lione;

lo stesso Governo in carica, nel corso della precedente legislatura, nella seduta del Consiglio dei Ministri n. 52 del 30 ottobre 2012, ha approvato un disegno di legge, mutuato dall’impianto francese del cosiddetto” “débat public”, improntato esattamente a conciliare la complessa integrazione tra i processi realizzativi delle infrastrutture e le esigenze espresse dal territorio;

la recente decisione adottata dal CIPE, che su richiesta dei RFI ha deciso di sottrarre 240 milioni di euro dal budget finanziario del secondo lotto costruttivo del “Terzo Valico”, per destinarlo ad altri interventi, ha introdotto nuovi e legittimi interrogativi circa le reali intenzioni del proponente l’opera di dare corso alla sua effettiva realizzazione;

alla luce di quanto premesso e considerato, si interroga il Governo al fine di conoscere:

se, e con quali tempistiche, intenda istituire, secondo modalità costitutive e operative analoghe a quanto determinato per l’Osservatorio Tecnico della nuova linea ferroviaria AC Torino-Lione, un Osservatorio Tecnico dedicato alla nuova linea ferroviaria AV/AC Milano-Genova, tratta Terzo Valico dei Giovi, così come richiesto dalle Amministrazioni Locali dell’Alessandrino;

se intenda procedere rapidamente, e preliminarmente all’avvio di ogni ulteriore attività, ad una approfondita ricognizione, da effettuarsi sotto la propria diretta responsabilità, e in contraddittorio con i rappresentanti delle Amministrazioni Locali, tanto del grado di ottemperanza delle prescrizioni e degli impegni posti in capo al proponente RFI e al General Contractor al momento dell’approvazione del progetto definitivo dell’opera, quanto delle inadempienze puntualmente denunciate dai Sindaci sottoscrittori della richiesta di moratoria;

se non ritenga opportuno demandare all’Osservatorio Tecnico la valutazione, l’approfondimento e le decisioni inerenti le ulteriori istanze avanzate dai Comuni, in particolare in relazione agli aspetti di maggior tutela della salute e dell’ambiente e ai processi di armonizzazione tra gli obiettivi di sistema dell’opera e le sue possibili ricadute positive sul piano dello sviluppo territoriale locale;

se non ritenga necessario localizzare sul territorio interessato dall’opera sia le attività dell’istituendo Osservatorio Tecnico, sia quelle del già istituito Osservatorio Ambientale.

 

                                                                                         Daniele Borioli

                                                                                         Federico Fornaro

Stefano Esposito