post — 23 dicembre 2012 at 19:43

BOCCIATA DAL PD LA CANDIDATURA DEL VALSUSINO SANDRO PLANO

Dalla pagina facebook di Sandro Plano “Primarie del PD. Ho presentato la mia candidatura alle Primarie del PD con il sostegno di 412 tesserati. Il regolamento prevede un quorum di 400 firme di iscritti nel 2011. Nell’esame delle schede la Commissione elettorale ha rilevato 20 iscrizioni effettuate solo nel 2012 e pertanto non ho raggiunto la cifra richiesta per una differenza di 8. Ho presentato ricorso alla Commissione regionale di garanzia chiedendo il riesame dei tabulati. Nella seduta odierna il risultato negativo è stato confermato. confesso di essere profondamente dispiaciuto. Le regole sono regole, non le condivido ma le accetto. Constato che le modalità di scelta dei candidati sono ancora tutte da scrivere e che le zone di montagna non hanno certo un trattamento di favore rispetto ai grandi numeri della Città. Preferisco sorvolare sul comportamento di alcuni miei “amici” di Partito e voglio ringraziare di cuore tutti coloro che mi hanno aiutato, chi ha messo firma e faccia, chi è stato particolarmente coraggioso nel dichiarare il suo appoggio per me, i miei colleghi e anche chi, in perfetta buona fede, ha sbagliato. Ringrazio la Commissione elettorale e la Commissione regionale di garanzia per lo scrupolo e l’onestà intellettuale che hanno usato nell’esaminare questo problema”

dalla pagina facebook di Carla Mattioli “le regole sono state pensate per rendere difficili a territori come i nostri di avere rappresentanza. Il risultato di Plano, comprese le cose che ci ha scritto, ne ha dimostrato l’ incredibile energia di lottatore, la tenacia di montanaro valsusino, l’onestà nei confronti di tutto il partito, al di là della brtutissima azione di contrapporgli un altro candidato, che si sapeva in partenza che non avrebbe raggiunto il quorum, ma avrebbe fatto in modo che lui non lo raggiungesse,. Tutto ciò con la copertura della libertà democratica. Ma se la valsusa aveva 350 iscritti, si dice, è ovvio che 100 in meno servivano solo a fregare Plano.Si è perso per il PD la possibilità che un rappresentante valsusino arrivasse a Roma e la minoranza del partito valsusino, legata più agli ordini di partito che a ragionamenti di territorio, ha dimostrato di non saper riconoscere l’enorme lavoro che Sandro ha fatto, specie in questi ultimi tempi, per la valle tutta, azione che lo rende un grande politico e un grande amministratore, schiacciato da personaggi come Esposito e Michele Ferraudo solo sulle posizioni del TAV. Ha tenuto fermo il ruolo degli amministratori nella questione TAV dialogando con il movimento e capendone politicamente le ragioni ma chiarendo bene il rischio e la non opportunità di manifestare sotto le reti (a differenza dell’epoca ferrentiniana). Ha risposto con dossier fondamentali della commissione gratuita dei tecnici della Comunità Montana a progetti dell’opera, a valutazione costi benefici. Ma soprattutto ha guidato la Comuniità Montana con una complicata maggioranza prima ricostruendo quella nuova da tre, poi lavorando mettendo insieme le parti, anche politiche, intorno ai problemi comuni, e traghettandola verso l’unione dei comuni. Ha messo al centro i grandi problemi della nostra valle, dalla sanità, agli asili nido, ai rifiuti, al problema casa, al socio assistenziale, aiutandoci tutti a superare le differenze nel nome del bene comune e della nostra specificità montana. E’ per questo che moltissimi avrebbero votato per lui, credo al di là delle appartenenze politiche. Bisogna tenerlo presente per i prossimi appuntamenti elettorali, specie regionali. Bisogna inoltre ricordare che da tre anni lavora per tutti noi a indennità zero…. e grane innumerevoli. Trovatemene un altro, almeno in valle……E’ per questo che anche le sue frecciate sulle indennità dei parlamentari sono credibili. Il valore della testimonianza. Grazie Sandro per tutto quello che ci stai insegnando con il tuo modo di fare da montanaro solo in facciata grezzo e sbrigativo. Dietro la faccia da venausiano e da ingegnere ( ma Marte era il moroso di Venere, dea protettrice di Vanaus, no?, anto per mitizzare il personaggio) , e le strategie di vecchia volpe democrstiana, si cela il politico di cui avremmo avuto bisogno oggi. Ma a Torino si preferiscono altri.”

Un segno dei tempi che corrono la bocciatura della candidatura di Sandro Plano alle primarie del Pd. Paura, paura dei no tav, sempre e comunque, alle reti, nelle piazze, anche alle elezioni. Paura di un movimento ma paura di idee e persone che pensano, libere da interessi o tornaconti personali. Paura di vedere un cambiamento reale, paura di non riuscire a frenare un qualcosa che dilaga e che porta con sè la negazione e la distruzione della casta. E’ così che arriva la bocciatura di Plano alle primarie con giorni di trepidazione e urla nelle file del partito a Torino e a Roma. Stiamo parlando dell’ex sindaco di Susa e oggi presidente della comunità montana che porta con sè le istanze di una piccola valle alpina e un bacino di tesserati pd di appena 300 unità. Per la sua raccolta firme ha infatti attinto anche al bacino della cintura e della città di Torino. Ma allora perchè tanta paura? Un  segno della tanto sbandierata democrazia e del cambiamento, a parole sì ma nei fatti mai, ieri oggi e domani con Monti, con le banche, per i grandi affari e l’alta velocità, mai per i cittadini o per chi come in valle di Susa sogna un futuro libero e diverso. Contro di lui e la sua candidatura tutti i poteri forti del pd Stefano Esposito in testa che minacciando le sue dimissioni in caso di candidatura da solo spiega l’aria o meglio l’olezzo che si respira in questo partito. A ruota contro ancora tanti altri fino ad arrivare al politicamente defunto Ferrentino che arriva a presentare un suo candidato farsa per la valle di Susa raccogliendo una trentina di firme a suo favore tra familiari e raccomandati suoi che riescono a dare un ulteriore freno a Plano. Nulla di nuovo insomma ma niente che non meriti di essere discusso, una ulteriore lezione di PD per chi ancora non avesse capito.